Incontro con Aldo Montano

AldoMontano 02-11-2006

Era il 2 novembre 2006 quando, grazie all’Associazione ANGEA (Associazione Nazionale Eczema atopico e Allergie alimentari), abbiamo incontrato l’atleta Aldo Montano, campione olimpico ad Atene 2004, che ha vinto la medaglia d’oro nonostante i gravi problemi allergici di cui soffre e che avevano provocato il suo ricovero il giorno prima della finale ad Atene in cui vinse la medaglia d’oro.

Un incontro memorabile con un uomo in gamba, la cui sensibilità e intelligenza sono sicuramente stati affinati anche dalla sua esperienza di vita da superallergico.

Aldo Montano è fortemente allergico alla caseina, la principale proteina del latte che permette la formazione della cagliata, la base per produrre qualunque tipo di formaggio. Ci ha raccontato alcuni aneddoti impressionanti della sua vita, altri anche divertenti, come quando da ragazzo, durante i litigi in casa con sua sorella, lei lo inseguiva con un pezzo di formaggio in mano.

Poi ci ha raccontato i suoi incidenti che, per chi sa di essere un superallergico sono spesso dovuti a disattenzione o a fonti nascosti. Statisticamente, infatti, anche chi non mangia l’alimento incriminato, entro 5 anni dall’inizio della dieta di privazione, si imbatte casualmente nell’allergene.

Aldo ha ascoltato tutte le nostre domande, rispondendo a ognuno e raccontandoci anche delle corse in ospedale per gli shock anafilattici dovuti a contaminazioni o a errori al ristorante.

AldoMontano 02-11-2006(2)Questo da una parte mi ha sconfortata perché è successo anche a noi più volte di aver avvisato ed essere stati sottovalutati, sulla pelle di nostra figlia, dall’altra invece mi ha ricordato quanto siamo uguali di fronte ai problemi.

Ci aspettiamo tutti che un Aldo Montano sia avvantaggiato rispetto a un normale cittadino quando va al ristorante, protetto dalla sua fama e dal giro di affari che lo circonda. E invece non (sempre) è così e, soprattutto, l’allergia non guarda in faccia a nessuno, è democratica.

Tuttavia, il periodo in cui Aldo ha avuto più spesso incontri ravvicinati col suo allergene killer, è stato sicuramente quello dell’adolescenza. Può essere dura in quel periodo accettare di non poter fare tutto quello che fanno i coetanei e, oltre al rifiuto per la propria condizione di diversità, si può insinuare nei ragazzi anche un certo senso di sfida dei propri limiti e del destino.

Inoltre, come ho pensato spesso anche io, gli allergici non sono malati e quando gli episodi di reazioni avverse non si presentano per un po’ di tempo riuscendo a non avere contatti con l’allergene, si rischia di rilassarsi, di accantonare il problema e quasi di sperare inconsciamente di essere “guariti”, mentre la paura in questi casi, per quanto sia un fardello pesante, resta il nostro più grande alleato.

Per tutti questi motivi e per il fatto che i ragazzi giustamente cominciano ad essere più autonomi e a mangiare più spesso da  soli fuori casa, crescendo, e in particolare quando si avvicina l’adolescenza, è necessario armarci tutti (genitori e figli allergici) di coscienza, coraggio, voglia di crescere e kit salvavita.

Un piccolo prezioso bagaglio da portarsi dietro esattamente come le chiavi di casa.

Stella aveva 4 anni quando abbiamo incontrato Aldo Montano, ora ne ha 12, è entrata nel delicato periodo dell’adolescenza.
Siamo pronti.

🙂

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2 Comments

  1. che bella quella bimba bionda! non lo avrei mai immaginato (che fosse una bionda di nascita, dico..:)
    ma gli occhioni sono inconfondibili!

  2. Mi affascina sempre rivedere all’indietro i visetti dei figli quando erano piccoli e cercare il germe di ciò che sono diventati. Hai ragione, per Stella il segno inconfondibile era negli occhioni!

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