ALLATTAMENTO A RICHIESTA

L’allattamento a richiesta

Nei primi giorni il latte materno prodotto a seguito della montata lattea può essere più o meno abbondante, ma d’ora in poi la produzione di latte sarà affidata e mantenuta dalla suzione del bambino. Per questo è importante che il bambino si attacchi ogni qual volta lo chieda e ciucci per quanto tempo desideri per ogni singola poppata.
Solo in questo modo la mamma riuscirà ad adeguare la propria produzione secondo le necessità del suo bambino.
Per aiutare il bambino a regolarsi sulla propria fame è bene evitare più possibile di dargli altri liquidi come latte artificiale, acqua zuccherata o camomille/tisane che oltre a confondere il senso di sazietà del bambino rischiano di farlo succhiare meno dal seno riducendone di conseguenza la produzione di latte.

Necessità di suzione oltre la fame

Indipendentemente dai bisogni di ciucciare indipendentemente dalla fame ci sono momenti particolari del giorno in cui frequentemente il bambino chiede poppate più prolungate e ripetute. Generalmente questo accade verso sera.
Le cause più comuni, sono la stanchezza, il bisogno di scaricare lo stress dovuto all’accumulo degli stimoli ricevuti durante la giornata, l’aria nel pancino o l’istinto di crearsi una scorta di cibo in previsione della notte.

Per distinguere i vari motivi ricorriamo sempre all’osservazione, all’immedesimazione e ai tentativi.
Assecondiamo le sue richieste perchè sono le sue necessità, non esiste il concetto di vizio e capriccio in un neonato…sarebbe incredibile se ne fosse già capace, osserviamo l’evolversi dei fatti e memorizziamoli.

Se la sera dopo essersi stato attaccato al seno varie volte nell’arco di poche ore il bambino dorme più a lungo del solito, potremo dedurre che oltre a servirgli per rilassarsi e addormentarsi aveva bisogno di crearsi la scorta di latte sufficiente per un riposo più prolungato.

Se chiede di ciucciare ma poi si agita durante la poppata, è irrequieto, tira e molla il capezzolo e comunque non appare tranquillo vorrà dire che probabilmente non è la fame che lo spinge a chiedere il seno ma sta cercando una consolazione, un sollievo nella poppata per qualcosa che lo disturba.
Le due possibilità più comuni sono che si tratti di aria nella pancia o di eccesso di stanchezza.
Passiamo allora ai tentativi.

Se si tratta di aria nel pancino, ciucciare gli da un beneficio momentaneo dato più che altro dalla consolazione ma continuare può fargli accumulare altra aria e per assurdo peggiorargli il disturbo.
Stacchiamolo allora dal seno e teniamolo in braccio in posizione verticale.
I colpetti alla schiena ho capito che sono inutili.
A parte che smettere di ciucciare per poi ricevere pacchette nella schiena non deve essere piacevole, si ottengono più risultati carezzando la schiena con movimenti circolari. Non che siano fondamentali per espellere l’aria ma se l’aria si accumula, la tensione che ne consegue irrigidisce tutto l’apparato digerente rendendone più difficile l’emissione. Il massaggino dato dalle carezze otterrà quindi il risultato di far smuovere con dolcezza l’aria e di rilassare il bambino in modo che l’aria defluisca più facilmente.

Se fatte queste semplici operazioni non otteniamo risultati e il bambino è ancora agitato e continua a chiedere con insistenza il seno senza che questo lo soddisfi definitivamente è facile, soprattutto se ciò si verifica nella seconda parte della giornata, che il nostro cucciolo sia toppo stanco o troppo eccitato e non riesca a rilassarsi ed addormentarsi.

Sono problemi che conosciamo anche noi adulti. Quante volte ci capita di non riuscire ad addormentarci perché, troppo stanchi, non riusciamo a rilassarci. Allora comportiamoci come quando accade a noi…ovviamente facendo le debite proporzioni.
Certo un buon libro sul comodino ancora non possiamo metterglielo, ma non è mai troppo presto per leggergli una storia, cantargli una canzone o sussurrargli qualcosa (anche solo parlargli della giornata trascorsa). Tutto questo sarà molto rilassante per lui ma anche per noi che a questo punto sicuramente ne avremo bisogno.

Non conta che possa capire le nostre parole, la nostra voce lo rassicura fin da quando era nella pancia. Chi di noi non ricorda con piacere le voci dei nostri genitori che provenivano dal soggiorno mentre noi eravamo a letto? Non eravamo neonati, saremmo stati in grado i capire di cosa stessero parlando ma non era importante. Ci bastava sentir il loro bisbiglio per sentirci sicuri e addormentarci tranquilli.

Un’altra cosa che possiamo fare per aiutare nostro figlio a rilassarsi e calmare i suoi disturbi è fargli fare una passeggiata.
Si può provare nella carrozzina, magari col ciuccio se è in grado di tenerlo o mettendo il bimbo a pancia in giù con la testa leggermente di lato per aiutarlo a non perderlo.
Il movimento della carrozzina culla il bambino e nello stesso tempo gli eventuali disturbi alla pancia si quietano grazie al massaggio ottenuto dallo sfregamento sul materasso.
Se il suo problema è dovuto a stanchezza eccessiva, il bambino si addormenterà per un bel pisolino nonostante fino un attimo prima avesse pianto chiedendo il seno per l’ennesima volta nel giro di poco tempo.
E se ci fosse mai venuto in mente che avesse chiesto di ciucciare ancora perché non trovava latte a sufficienza avremo avuto una nuova occasione per capire che non si tratta di un’ equazione tanto automatica.
Un’altra possibilità per il bimbo più agitato e che proprio non riesce a rilassarsi o dormire è portarlo in braccio in giro per la casa dove avremo avuto cura di abbassare le luci e di evitare stimoli luminosi o rumorosi, la tv in primis.
In braccio a mamma o papà per luoghi tranquilli e rassicuranti di solito il cucciolo si rilassa. A questo punto se se sarà il caso, potremo anche riprendere con ritrovata calma la poppata interrotta.

Non preoccupiamoci dei cosiddetti “vizi”.
A parte che mi sembra stonato sentir parlare di vizi per un bambino appena nato, esser tenuto in braccio è un’ esigenza per il bambino che fino a poco tempo prima viveva stretto nel grembo materno. La possibilità che il bambino si abitui a stare sempre in braccio deve essere, almeno per ora, l’ultima delle nostre preoccupazioni. Prima di tutto concentriamoci sui modi di conoscerci l’un l’altro e di imparare a vivere insieme.
Stiamo rodando tante situazioni nuove, affrontiamone una per volta. Cominciamo dai passi più importanti ricordandoci che nostro figlio ha bisogno di essere nutrito nel corpo e nello spirito.

Ciucciare è anche coccolarsi, consolarsi, rassicurarsi, intrattenersi, riposarsi. E soprattutto verso sera questi bisogni aumentano. Approfittiamo della comodità del latte al seno sempre a dosposizione, per allattare anche facendo dell’altro…vedi video! 😉

Pubblicato in Bambino 0-11 anni e taggato .

3 Commenti

  1. Buongiorno …
    Una informacione mio bebe di 2 mese e 12 Giorni quando cuccia mio seno a volte mi tira il capezzolo la lingua sull paladar che significa questo grazie

    • Buongiorno. Probabilmente il tuo bambino mangia con foga e ingurgita un po’ di aria. Quando fa così, prova a staccarlo (mi raccomando, senza tirare o ti farà male al capezzolo. Metti un dito tra la sua bocca e il capezzolo in modo che entri un po’ di aria e di tolga il vuoto, poi stacchi il bambino). Tienilo un po’ dritto sulla tua spalla, senza dargli pacche, carezzagli solo la schiena. Così uscirà un po’ di aria dal suo stomachino e poi puoi riattaccarlo al seno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *