ALLATTAMENTO ARTIFICIALE

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L’allattamento artificiale è un argomento che esaurisco in fretta, dato che è il tipo di allattamento che conosco meno e perché credo che se per qualunque motivo si decida di affidarsi al biberon si debba poi seguire le indicazioni del pediatra e ci sia meno margine di manovra che con l’allattamento al seno.

L’allattamento artificiale può essere obbligato dal presentarsi di qualche problema specifico della madre o del bambino (anche se quelli che davvero lo ostacolano sono in realtà rari), oppure può essere una scelta.
A volte è attraente per i genitori in quanto col biberon è evidente la quantità di latte ingerito, il bambino mostra chiaramente di essere sazio e l’allattamento richiede meno tempo. Inoltre può essere gestito da altri oltre la mamma e non crea ansie sulla possibilità che il latte non sia nutriente…pregiudizio rispetto al latte materno tanto falso quanto duro da sfatare.

In realtà la comodità del biberon è molto relativa.
Il latte artificiale si beve più in fretta, ma proprio per questo, più facilmente si introduce aria e, nel caso si stia procedendo con un allattamento misto, il bambino perde l’abitudine a impegnarsi a ciucciare.
Il latte artificiale è meno digeribile di quello materno per cui va rispettato un minimo di intervallo tra le poppate.
Il latte artificiale non varia nelle sue percentuali di nutrienti a seconda delle esigenze del piccolo.
Alcuni bambini particolarmente sensibili posso risultarne allergici perché, per quanto opportunamente modificato, deriva sempre da latte vaccino o, in caso si scelgano alternative, comunque non da latte umano.
Il latte artificiale può indurre un po’ di stitichezza.
Il latte artificiale non lo si può dare ovunque e in qualunque momento perché richiede una preparazione e che venga riscaldato.

Oltre a questo ci sono gli investimenti per il futuro.
Il latte artificiale non contiene anticorpi,
non deriva da latte materno ma da latte vaccino adattato ai nostri cuccioli che non sono vitellini.
Il latte artificiale non educa il bambino ad apprezzare sapori e profumi diversi perché ha sempre lo stesso sapore, mentre il gusto del latte materno varia a seconda di ciò che abbiamo mangiato, pur mantenendo invariate le sue proprietà nutritive.

Il realtà però i motivi per cui capita che le mamme rinuncino ad allattare sono più spesso legati a difficoltà incontrate nell’avviare l’allattamento, piuttosto che essere vere e proprie scelte.

A volte il bambino fatica ad attaccarsi al seno e non sempre le mamme hanno qualcuno a cui rivolgersi per aiutarle a risolvere questa momentanea difficoltà.
Altre volte le mamme non sono state ben informati sui tempi variabili di avvio della montata lattea e, preoccupate per la fame del bambino, non sanno che possono aspettare con fiducia che il latte arrivi e che basta continuare a stimolare il seno tenendo il bimbo attaccato perché fino all’arrivo della montata gli basterà il colostro.
Altre volte ancora sono i parenti che pressano perché la mamma si riprenda fisicamente e dicono che allattare rallenterebbe la ripresa.
Tutto questo crea degli stati ansiosi che possono portare a cedere, anche se a malincuore, alle lusinghe del biberon.

La campagna d’informazione sui vantaggi dell’allattamento è ormai estesa e accessibile a tutti, attraverso i quotidiani, i periodici, internet, gli ospedali stessi e tutti gli organi di informazione che ruotano attorno le gestanti.
Non c’è donna incinta che non sappia che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento al seno almeno per i primi 6 mesi di vita del bambino e se possibile per tutto il primo anno.
Questo fa si che la maggior parte delle neo mamme cerchi di avviare l’allattamento al seno, ma se questo non prosegue, il senso di fallimento può diventare pesante per la madre che sente di aver privato il figlio di una preziosa risorsa e si strugge di aver perso un’esperienza tanto decantata.
L’insuccesso nell’allattamento al seno è difficilmente dovuto a una’impossibilità oggettiva di portarlo avanti, ma spesso è riconducibile a una carenza di informazione e di sostegno psicologico e pratico di chi ci circonda. In caso di difficoltà non è solo fondamentale un aiuto pratico di qualcuno che si occupi delle altre faccende o qualcuno che ci guidi a fare attaccare meglio il bambino al seno, in questi casi è fondamentale soprattutto appoggiare e la donna la dovuta fiducia in se stessa e nelle proprie potenzialità.

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