Aspettando Valeria

Valeria è a Torino, a casa con le sue amiche e coinquiline. Sta studiando per la sessione invernale degli esami all’Università.
Spesso sta via tutta la settimana e la sua assenza in casa si fa sentire, tutti non vediamo l’ora che torni.
I fratelli più grandi gestiscono bene la sua mancanza, sono presi dai loro impegni e comunque si sentono tra di loro col cellulare.
Whatsapp, Telegram, Facebook impazzano e fanno da tramite.
Io, come mamma, faccio più o meno lo stesso e gestisco bene (sì…credici!) la sua mancanza.
Il tempo passa in fretta tra tutti gli impegni, durante la giornata Valeria si fa sentire al telefono e via messaggi, ma certo non la vedo girare per casa, niente caffè e chiacchiere a metà mattina, mancano i suoi sorrisi, le sue riflessioni, i suoi consigli, i nostri sfoghi, le nostre risate, la sua compagnia e – diciamocelo- anche il suo supporto e l’aiuto.
Resta comunque una tappa di crescita (sua e mia) che mi piace molto: questa è l’avventura della vita ed è meravigliosamente stupendo avere una figlia adulta che vive la sua vita, soddisfatta di quello che fa e circondata da amici a dir poco fantastici!
Sono felice e tranquilla pensando a lei e posso concentrarmi sul languore dei fratelli più piccoli per la mancanza della sorella e fingere che sia un pensiero tutto loro.
In realtà fremo quando sta per tornare a casa e anche io vorrei tanto  saltare per strada per salutarla.
Valeria, ti aspettiamo!
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6 Commenti

  1. che dolcezza!!! Per un attimo ho ripensato a quando stavo io fuori di casa, durante l’università, e tornare dai miei nel weekend (il più delle vole tornavo già il giovedì sera) era sempre troppo bello:)
    Vivy

    • Ciao Viviana! Rivivere le proprie tappe di crescita tramite i figli (in questo caso persino degli altri) riporta a galla emozioni molto forti, quasi con una seconda consapevolezza. È bello! Grazie per il tuo commento ❤
      Un abbraccio
      Barbara

  2. eh, capita……sigh sigh, eccome se capita!
    crescono
    devi essere contenta che ce ne sono ancora altri dietro, e poi i due piccoli.
    avrai ancora molti anni prima di sperimentare cosa vuole dire “nido vuoto”.
    ma poi, come sempre, è sul primo figlio che si fanno le ossa, anche quelle della lontananza

    • Ecco…i tuoi racconti, le tue riflessioni, sono sempre uno spunto importante per me.

      Lo ammetto, sono contenta che ci siano altri figli dietro, non solo perché così rimando di sperimentare davvero il “nido vuoto” (che forse mi fa paura da sempre) ma perché grazie alla mancanza che vivono anche i fratelli, mi sento compresa e posso distrarmi dalla mia, concentrarmi sulla loro e commuovermi.

      PS: Elena è a casa con 40 di febbre e vomito da due giorni. La prima cosa che mi ha detto stamattina, quando i fratelli sono andati a scuola, è stata: Vali torna oggi?
      Siii!

  3. Ciao sono Antonella sei fantastica. Vsdo ogni video ogni giorno e son oò belli. Sopportare 6 figli e dura ovvio. Una domanda ma quanti anni hanno tutti i tuoi figli?

    • Ciao Antonella! Grazie per il tuo complimento…e soprattutto per la tua comprensione! 😉
      I mie figli hanno 20, 18, 15, 13, 7 e 4 anni.
      Un abbraccio,
      Barbara 🙂

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