Come far vivere bene i vaccini ai bambini

Ci sono poche regole inderogabili nel parlare a un bambino quando lo si porta dal medico o a fare un vaccino. Parliamone.

Elena ha dieci anni e deve fare il vaccino contro il Covid-19.

L’ultimo vaccino di Elena risale a quando aveva sei anni. Si trattava di quelli classici dei bambini in età pediatrica. Ora Elena deve affrontare un vaccino nuovo per tutti: il vaccino anti-Covid.

Le cose nuove e sconosciute preoccupano sempre, anche gli adulti, figuriamoci i bambini. Per non parlare della paura atavica degli aghi!

Il connubio tra esperienza nuova e paura del dottore o degli aghi, rende il vaccino un momento delicato non solo per il genitore, che magari si tormenta nel dubbio di fare la cosa giusta, ma anche per il bambino, che comunque deve stare fuori dalle scelte del genitore, che sceglierà sempre ciò che ritiene meglio per il proprio figlio.

Questi i capisaldi che ritengo fondamentali quando si affronta un vaccino con i bambini:

Mai trasmettere al bambino eventuali dubbi sul vaccino.

Per sentirsi al sicuro il bambino deve vedere il genitore sicuro, per cui è importante che il bambino non colga l’eventuale incertezza del genitore.

È bene arrivare sempre al punto vaccinale con le idee chiare, avendo già ponderato bene la propria scelta, in modo da non trasmettere insicurezza al figlio.

Mai mentire al bambino: dirgli “non ti farà niente” è un inganno.

Può funzionare la prima volta, ma poi si perde di credibilità e non c’è niente di peggio che sentirsi traditi dalla persona di cui ci si dovrebbe fidare di più al mondo.

Molto meglio dire al bambino qualcosa come:

“Sarà una cosa talmente veloce, che non ti parrà vero aver già finito.”

Essere semplici, lineari senza troppe parole, nello spiegare al bambino cosa succederà.

Eccedere in spiegazioni fa pensare al bambino che il genitore abbia bisogno di circuirlo per fargli accettare qualcosa di difficile da accettare.

Qualcosa come:

“Il vaccino si fa sul braccio, sentirai come una zanzara quando ti punge d’estate e dura lo stesso tempo di una puntura di zanzara.”

Fare riferimento a passate esperienze per rassicurarlo, ma anche per farlo sorridere con i ricordi.

“Quando eri piccolo, ti annoiavi ad aspettare, poi guardavi perplesso l’infermiera che ti misurava e pesava e quando finalmente ti faceva il vaccino protestavi un secondo e poi ti davano una caramella.”

Nel caso di Elena le ho raccontato che, quando fece il vaccino a sei anni, guardò l’infermiera e il braccio mentre la vaccinava e poi disse: tutto qui?

Sapere di essere stata coraggiosa e spiritosa, ha indotto Elena ad esserlo di nuovo.

Programmare qualcosa di bello da fare dopo per festeggiare (mi raccomando, non per consolare!)

“Elena che ne dici se dopo facciamo una bella spesa e cuciniamo qualcosa di buono insieme per festeggiare con tutti il tuo vaccino?”

Alla fine tutto è andato benissimo ed Elena è lieta di raccontarvelo. Inclusa l’avventura del tenero cucciolo di cinque anni urlante prima di lei, che lei guardava dall’alto della sua età ed esperienza.

E a vostri bambini com’è andata?

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