Come ho allenato la mia resilienza

Questo lungo periodo di quarantena è un’occasione per allenare la nostra resilienza.

Otto anni fa, sulla biografia del mio blog scrivevo:

Mi chiamo Barbara e sono la mamma entusiasta di sei figli. Insieme ai figli mi appassionano la medicina, i video e la scrittura. L’interesse per la medicina mi permette di vivere serenamente le loro malattie. I video e la scrittura danno corpo ai miei ricordi e ordine ai miei pensieri; mi aiutano a riflettere e ad elaborare le esperienze. Considero la vita un’ avventura, i figli e la salute una festa e le scelte delle opportunità, non delle rinunce.

La mia biografia termina con una frase, che nel tempo si è rivelata molto importante per me.

“Credo che da ogni esperienza possa trarsi una nuova forza.”

La capacità di adattarsi a situazioni avverse in modo positivo e mantenendo la nostra umanità ha un nome: RESILIENZA.

In fisica e in ingegneria la resilienza indica la capacità di un materiale di resistere a un urto, assorbendo l’energia che può essere rilasciata in misura variabile dopo la deformazione.

Traslato in psicologia la resilienza indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Non sapevo di essere nata con questa capacità, credevo di averla acquisita, ma basta osservare i bambini per capire che nasciamo tutti resilienti.

Avete mai visto un bambino con 40 di febbre da influenza o con un virus gastrointestinale che lo porta a vomitare anche 10-15 volte al giorno?

Il loro momento di sconforto dura poco, dopodiché più il bambino è piccolo e più di adatta spontaneamente alla situazione, adoperandosi per inventare nuove soluzioni e nuovi giochi che si adattino al suo nuovo stato, godendo di quello che ha e può fare in quel momento.

Tanto più il bambino è piccolo, tanto più la resilienza è un fatto istintivo, essendo la sua mente ancora dominata dall’istinto di sopravvivenza.

Crescendo, la nostra resilienza si modifica in relazione alla propria esperienza, alla maturazione affettiva e cognitiva, alle proprie capacità mentali e a quelle di giudizio.

La resilienza quindi si può sia apprendere che allenare, con più o meno facilità a seconda della propria indole e del vissuto psicologico, fisico e sociale.

Credo che questo periodo di quarantena sia per noi tutti un’occasione per allenare la nostra resilienza, facendo del bene a noi stessi e migliorando la nostra relazione col mondo esterno.

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