Compiti delle vacanze

Ai compiti delle vacanze non si sfugge. Accompagnano ogni periodo di ferie, dal più breve al più lungo.

Inutile farsi del male dicendo che le vacanze dovrebbero essere vacanze. In Italia è così: ogni vacanza è accompagnata dai suoi compiti di scuola e in fondo mantenere un po’ di allenamento è giusto, purché non si esageri con la mole di lavoro, che a volte rischia di rendere difficile persino allontanarsi da casa.

A noi è andata bene per queste feste di Natale, i compiti erano tanti ma ci siamo abituati, eppure siamo riusciti anche ad andare via due giorni, portandoceli dietro, e abbiamo potuto non pensare troppo allo studio durante i giorni di festività ufficiale: Natale, S. Stefano e Capodanno.

Quest’anno le vacanze di Natale sono iniziate il 24 dicembre, neanche il tempo di renderci conto che la scuola era finita e già ci eravamo trovati catapultati nel giro dei parenti e col cenone da preparare. Poi Natale, un giorno per sistemare la casa e preparare valigie e cartelle per stare via due giorni e infine siamo tornati a casa, pronti per il Capodanno.

Quando si è fuori casa, i compiti sono sempre un incastro impegnativo e un po’ soffocante, ma quando ci siamo ritrovati a casa, a feste finite e con ancora qualche giorno di vacanza, una giornata dedicandoci anche ai compiti, alzandoci con calma, senza corse a scuola e senza impegni fuori casa per nessuno, è stata addirittura piacevole.

Le giornate vorticose nel normale ritmo scuola-lavoro possono diventare davvero stressanti, ma quando finalmente capita una giornale normale, che a raccontarla potrebbe sembrare noiosa, è davvero bellissima!

È bello alzarti con calma, anche se i piccoli si svegliano presto lo stesso, perché tanto si può restare ancora in pigiama e fare colazione quando si ha fame e non perché più tardi non si potrà più.

È bello non dover correre e non fare fretta a nessuno.

È bello permettere ai bambini di iniziare i compiti quando si sentono pronti, concedendoci tutti il lusso di evadere dalla regola del “prima il dovere e poi il piacere”. Mi è sempre stata antipatica questa espressione, trovo che predisponga male al lavoro.

È bello poter fare compagnia ai bambini mentre fanno i compiti, magari cucinando qualcosa di buono per cena.

Anche se a volte può essere un po’ doloroso…

😉

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2 Commenti

  1. Certo questa pace deriva anche dal fatto che hai dei figli collaborativi. Un paio dei miei sono stati assolutamente e integralisticamante ribelli ai compiti per le vacanze ed è finito che la punita ero io, non loro (che beatamente se ne strafregavano).
    Sigh. Quanto ho sofferto, non me lo fate nemmeno ricordare. Mi ci è voluto un grande sforzo di volontà per leggere il tuo post: il solo titolo mi dava un senso di nausea….:)))

    • I miei figli ringraziano, ma questa pace deriva anche dal fatto che non era l’ultimo giorno.
      Oggi, 6 gennaio, siamo in modalità “panico!”
      Capisco molto bene quel senso di nausea…essendoci ancora immersa lo ricaccio, ma se penso a domattina… Cercheremo di goderci questo ultimo giorno, contenendo le ansie. 🙂

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