Crostata-terapia

Quando Elena ha uno dei suoi attacchi di PFAPA smette completamente di mangiare.
Spesso il primo segnale della sua febbre in arrivo è proprio la perdita improvvisa di appetito.
Il corpo di Elena si prepara a non disperdere energie per concentrarsi sulla malattia.
Io lo so e la assecondo, ma comunque niente potrebbe convincere Elena a mangiare qualcosa. “Gli ammalati non mangiano, mamma.” E digiuno sia!
Nonostante ciò, quando Elena si sente meglio, sotto l’effetto della tachipirina, del cortisone o verso la fine dell’episodio di malattia, l’attrazione verso in cibo si manifesta sotto forma di voglia di cucinare.
Di solito ne approfitto e cuciniamo insieme. Un’occasione per lei di distrarsi e fare qualcosa di creativo e un’occasione per me di vederla sorridere e fare qualcosa di utile e buono.
Oggi il percorso verso la guarigione prevede una CROSTATA-TERAPIA, la cui posologia è scritta nel seguente foglietto illustrativo:
Preparare una pasta frolla semplicissima e senza uova.
Dividere in due enormi “compresse”.
Utilizzare la prima dose per fare una crostata morbida senza uova e mettere in frigo a riposare la seconda dose per fare successivamente dei biscotti friabili senza uova.
Cominciamo con la CROSTATA MORBIDA SENZA UOVA.
Ingredienti:
  • 300 grammi di farina
  • 200 grammi di burro
  • 100 grammi di zucchero
  • acqua fredda q.b.
  • 1 bustina di lievito per dolci
Lavorare velocemente tutti gli ingredienti in un mixer. Possiamo impastare anche con le mani, in questo caso poi sarà necessario lasciar riposare la frolla in frigo avvolta nella pellicola per una mezz’oretta, prima di utilizzarla.
Mettere in uno stampo da crostata la frolla, rialzando un po’ l’impasto sui bordi.
Aggiungere la marmellata che si desidera.
Infornare a 180° per 30-40 minuti.
Il lievito renderà la crostata morbida e friabile, alleggerendo molto la frolla.
Credetemi, fetta dopo fetta, sarà dura fermarsi!
Ecco la crostata dopo essere stata attaccata da tre avventori/avvoltoi.
crostata morbida senza uova
PS: la crosta scurita in alcuni punti non è una bruciatura ma la spalmata generosa di marmellata sul bordo (by Chef Elena).
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