DUBBI SULL’ ALLATTAMENTO

1-2 settimane vita 049

Arrivata la montata lattea il nostro bambino comincerà a sperimentare una sensazione nuova oltre al buon sapore del latte e del seno della mamma e cioè lo stomaco che si riempie. E a noi mamme cominciano i dubbi sull’allattamento.
Proprio quando ci sentiamo di aver compiuto il passo più difficile, a volte ci troviamo davanti ad un altra tappa impegnativa…il bambino si addormenta mentre mangia e non termina la poppata, insinuandoci il dubbio di non aver latte a sufficienza o che per lui sia eccessivamente faticoso ciucciare.
In realtà questo accade perché ora il cucciolo si trova davanti alle tre cose che in assoluto procurano più sonnolenza.
Il piacere di ciucciare.
La fatica di ciucciare (il latte non arriva ad ogni succhiata bensì ogni 2-3 tirate)
La pancia piena di buon latte che gli la sensazione equivalente del nostro abbocco post prandiale!.
Tutto ciò farà si che le nostre poppate diventino facilmente lunghe e a tappe, perché il bambino addormentandosi mentre mangia si sveglierà ancora affamato.
A volte si tratta solo di sonnolenza e allora basterà provare ad allontanare il bambino dal seno per vederlo riprendere a ciucciare con vigore e ritmo sostenuto.
Ma facilmente dall’abbiocco il nostro godutissimo e stanchissimo cucciolo scivolerà nel sonno più profondo.
Questo è un altro momento delicato per le mamme che a volte credono che loro figlio chieda ancora da mangiare perché ha avuto poco latte e non perché si è addormentato prima di finire.

Svegliarlo o lasciarlo dormire?

Ci sono due sistemi tra cui si può scegliere per fargli concludere la poppata.
Il primo consiste nello svegliare il bambino perché continui a mangiare e l’altro nel lasciarlo dormire senza stupirsi se poco dopo chiederà altro latte.
Svegliarlo è tutt’altro che facile.
Fargli il solletico non è carino, pizzicottarlo neppure e comunque tutti questi sistemi di solito non funzionano nemmeno per il tempo necessario di rioffrirgli il seno. Già tenerlo in braccio per allattarlo gli concilia il sonno.
La soluzione migliore per svegliarlo generalmente è posarlo nel letto.
Come impareremo presto…ahinoi…un bimbo posato nel letto è un bimbo che si sveglia!
Così, volenti o nolenti, dal primo sistema per farlo mangiare passiamo al secondo.
E se non altro, sia che il bimbo si svegli subito o che si faccia una bella dormita prima di riavvertire fame, avremo la tranquillità e la certezza di aver seguito e rispettato i suoi ritmi.
Il che non è poco!
Ricordiamo in ogni caso, anche se il bambino non dovesse addormentarsi mangiando, di alternare il seno da cui cominciamo la poppata perché dal primo capezzolo che gli offriremo tirerà più latte e con maggior forza svuotandolo meglio del secondo.
Per esser sicuri di stimolare bene la produzione successiva di latte è bene iniziare la poppata alternativamente a destra e a sinistra.
Per ricordarci da che lato abbiamo iniziato la volta precedente possiamo fissare una spilletta da balia da un lato del reggiseno o, se le usiamo, fare un segnetto su una delle due coppetta assorbilatte.

Quanto tempo tenere il bambino attaccato al seno?

Se il bambino non si addormenta ciucciando possiamo tenerlo attaccato finchè lui non si stacca spontaneamente. E’ importante che il bambino vada lasciato succhiare da un lato finché ne ha voglia in modo da ricevere anche la parte più grassa di latte che dà il senso di sazietà ed è proprio di fine poppata.
Non preoccupiamoci dei classici 10 minuti per parte. Più teniamo attaccato il bambino al seno e più lo svuotiamo in profondità, maggiore sarà la quantità di latte che produrremo.
Se invece il bambino si addormenta ciucciando e dobbiamo attaccarlo più volte, diventa più difficile sapere il numero e la durata delle poppate e di conseguenza capire se ha mangiato abbastanza.
Questo in realtà non è un problema.
Come già detto i bambini si regolano da soli.
In linea di massima i bambini mangiano quando hanno fame e smettono quando sono sazi, ma siccome ciucciare non sfama solo il corpo ma anche lo spirito (mio marito dice…come il Brunello di Montalcino per lui) un neonato chiama a gran voce di sicuro se ha fame mentre non è detto che smetta se è sazio in quanto smettere implica perdere troppi piaceri….ciucciare non soddisfa solo le sue esigenze nutrizionali ma la maggior parte dei suoi bisogni personali, il piacere, la consolazione, la rassicurazione, il contatto e così spesso accade che, a meno che non si addormenti, o più da grande, non sorgano distrazioni, di smettere di ciucciare il piccolo ne abbia ben poca intenzione o comunque che, una volta smesso, presto desideri ricominciare..
Questo ragionamento ci fa ben capire che non è necessario sapere la quantità esatta di latte assunta dal bambino. Sarà lui stesso a farsi sentire se avrà fame, piuttosto non cediamo al timore che se chiede di attaccarsi ancora al seno sia perché non ha mangiato abbastanza.
Riattacchiamolo se ci fa piacere e se vogliamo stare tranquille ma teniamo presente che potrebbe avercelo chiesto per altre necessità (altrettanto legittime) diverse dalla fame.

Mangerà abbastanza?

Per controllare che il neonato mangi a sufficienza il sistema che può sembrare più efficace e preciso è fare la doppia pesata, spesso però questa soluzione si rivela tanto ansiogena quanto inutile.
Pesarlo prima della poppata significa innanzi tutto far arrabbiare il bambino. Lui si aspetta tutt’altro da noi in quel momento e ci vorrà una bella dose di abilità e fortuna per indovinare il peso falsato dai suoi movimenti dovuti alla fame esasperata (se consideriamo che noi quando saliamo sulla bilancia sperando di aver perso qualche etto quasi tratteniamo il respiro per evitare le oscillazioni possiamo ben immaginare come possa impazzire una bilancia per neonati con l’agitazione di gambe e braccia durante il pianto).
Se il bambino no presenta problemi ci crescita è sufficiente pesare il neonato a distanza di 3-4 giorni, anche 1 settimana, nelle stesse condizioni di vestiti e di distanza dalla poppata, senza preoccuparci di trovare sempre la stesso aumento di peso…può bastare una pipì in più per farci credere erroneamente che il piccolo non sia cresciuto. Aspettiamo la pesata successiva prima di preoccuparci, teniamo presente che un aumento settimanale di 150 grammi è più che soddisfacente e, soprattutto, ricordiamoci che se continua a riempire i pannolini di pipì e cacca da qualche parte quegli scarti alimentari devono essere arrivati.

Quale intervallo tra le poppate?

Quando il bambino piange e si lamenta anche subito dopo la poppata si può cercare di capire quale possa essere il problema o il disagio che lo affligge spingendolo a cercare consolazione nel ciucciare, tenendo però presente che spesso si tratta di stanchezza, di una semplice necessità di coccole o desiderio di prolungare il piacere della suzione.
Io credo che, anche sapendo che nei primi 5 minuti di poppata il bimbo assuma la maggior parte del latte di cui ha bisogno, prolungare un po’ la poppata sia di beneficio sia per la mamma, che è obbligata a star ferma e rilassarsi, sia per il bambino…le coccole non sono un vizio, fanno bene: all’umore, alla coscienza di sé, al rapporto con gli altri, persino alla sicurezza in se stessi e di conseguenza alla costruzione dell’ autostima.
Il nostro latte cambia nei suoi componenti sia a seconda del momento della giornata sia a seconda della fase della poppata.
All’inizio della poppata, come all’inizio del giorno, il latte ha una concentrazione più elevata di zuccheri per togliere velocemente la fame, mentre alla fine della poppata, come verso sera, il latte si fa più grasso per conferire il senso di sazietà che duri nel tempo.
Considerando queste differenze possiamo immaginare che anche le richieste di latte del piccolo siano diverse a seconda del momento della giornata.
Inoltre il latte materno essendo un alimento che deriva dalla nostra alimentazione, pur essendo sempre composto da proteine, grassi e carboidrati, cambia continuamente di sapore e aroma e dato che anche il bambino ha i suoi gusti in quanto a sapori ci saranno giorni, o momenti, in cui sarà particolarmente famelico ed altri in cui sarà più distaccato.
La comodità dell’allattamento al seno comunque è che si può allattare ovunque e quasi in qualunque momento! [Vedi video]

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