Due malati al prezzo di uno


Elena non sta bene, sarà la sua solita febbre?
Oltre al febbrone ha un forte mal di testa, inoltre ha “gomitato” due volte, ma la febbre alta le fa anche questo effetto.

Nicola va a scuola normalmente e la giornata scorre abbastanza tranquilla. Ad Elena ho dato la compressina di cortisone (che chiamiamo “acqua magica”), perché si sente una bolla in bocca, tipica della sua PFAPA.

La sera Nicola accusa mal di testa e nausea. Mmmm… La cosa si fa sospetta.
La notte passa un po’ agitata per Elena, più tranquilla per Nicola che alla fine non vomita, ma ha dormito poco e male. Il mal di testa e la nausea non lo abbandonano.

Ero già pronta per portarli a scuola, ma decido di tenerli entrambi a casa.
Cambia la mia prospettiva di mattinata.

Lavorare con loro in casa è sicuramente meno produttivo, ma vederli entrambi con le coperte sul divano e poi sentirli giocare insieme appena stanno meglio, è bellissimo, porta calore e che ci voleva proprio in questa gelida mattina di gennaio.
La loro compagnia, l’allegria e la loro complicità mi ripaga della alienazione di lavorare da casa e mi ricorda quanto questa possibilità sia una risorsa preziosa.

Li sento ridere da un piano all’altro della casa.
Li sento ridere dalla lavanderia.
Li sento ridere dalla cucina.
Li sento ridere mentre lavoro al computer.

In un momento di pausa mia e loro, ci sediamo sul divano.

  • Cosa volete fare bimbi?
  • Un video!
  • Di cosa?
  • Di noi che siamo malati.

Partono i racconti, dalla nottata in avanti e la giornata prosegue, monitorando i due malatini che sembrano stare meglio.

Nicola pranza, Elena no, ma non ci faccio caso, mangia sempre come un uccellino, inoltre sembra avere sonno.

Vado a prendere Massimo e Stella a scuola, lasciando i due piccoli in reciproca compagnia.

Torno a casa e mi accoglie una sorpresa: Elena aveva cominciato ad avere freddo. Nicola l’ha coperta. È di nuovo calda.

Il resto del pomeriggio di Elena passa tra divano, tablet e tanta acqua.
Perché la mia bimba mangia poco, ma beve come un cammello e quando ha la febbre ancora di più…viva l’autoregolazione!

Ripenso a quando era piccola, non sapeva ancora parlare, ma era diventata autonoma con l’acqua, aprendosi l’acqua del bidet e bevendo direttamente dal rubinetto.

Ora l’acqua la chiede a me, ma in fondo è un’occasione per farci due coccole.

  • Stiamo un po’ abbracciate, mamma?
  • Ma certo! Misuriamo la febbre, Elena?

38.8 domani un altro giorno insieme, cucciola!

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2 Comments

  1. Questo é un periodo di malanni. Io sono raffreddato e il naso tappato e facciò a volte difficoltà a respirare. Mi sento come se fossi crocifisso.

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