English Lesson #4 by Nick – Essere fratelli

Nicola mi chiede di girare un video con un’altra puntata delle sue lezioni di inglese online.

Per la sua English Lesson #4, Nico propone un gioco: lui mi dice una frase in inglese, cercando di imitare un accento straniero ed io devo indovinare con quale accento ha detto la frase.

Il gioco mi sembra divertente e credo che nasca dal fatto che Nicola ha imparato l’inglese ascoltando video su YouTube provenienti da diversi Paesi, per cui comincia a riconoscere gli accenti di altre nazionalità ascoltandoli in inglese, esattamente come facciamo noi sentendo l’italiano parlato dagli stranieri.

Vediamo se Nicola riesce a imitare gli accenti stranieri, parlando in inglese. Già è difficile farlo in italiano, figuriamoci parlando una lingua che non ci appartiene.

Al gioco organizzato da Nicola partecipiamo io ed Elena ed ecco che la parte più interessante di questo pomeriggio scivola subito dal gioco all’osservazione delle dinamiche tra fratelli.

I loro caratteri, le competitività, le sensibilità, le gelosie, le insicurezze, l’istinto di autoconservazione, le attenzioni reciproche e il bisogno di attenzioni. Emergono tutti senza filtri, perché sono già filtrati dal gioco, che fa da punching-ball su cui poter liberare e sfogare i sentimenti, senza bisogno di un eccessivo controllo, in quanto il gioco è altro da noi.

Io parlerò in inglese con diversi accenti e mamma dovrà indovinare quali accenti sono. (Nicola)

E io non dirò niente… [pausa] Allora facciamo che io dirò se è giusto o sbagliato. (Elena)

Elena si sente messa un po’ da parte, questo gioco è troppo complicato per lei, perciò si allea con me, finendo per farsi carico personalmente dei miei errori, che però vive con la sua spiccata sensibilità.

Ci rimane male se sbaglio, cerca di difendermi e trattiene la frustrazione e le lacrime.
Propone che mi venga data una seconda possibilità e invoca il “non vale!” se il gioco si fa troppo difficile.

Quando a Elena viene da piangere perché non ho indovinato, cerco di approfittarne per spiegarle il significato e l’utilità del sempre valido “sbagliando si impara”, mentre Nicola comincia a scrutarle il viso, cogliendo ciò che Elena cercava di dissimulare.

Secondo me tu stavi piangendo, poi…

Cerco di rifocalizzare le attenzioni sul gioco, ma Nicola non riesce a smettere di controllare le espressioni di Elena: è preoccupato.
I bambini sanno che non esiste emozione che non sia degna di riguardo.
I bambini sanno che possono vivere anche i più piccoli eventi con grande apprensione e che questa va sempre rispettata.

Mamma, lo sai che a scuola non si trovava più il mio dentifricio? Io ero molto preoccupata, ma la maestra mi ha portato per mano a cercarlo e lo abbiamo ritrovato, per ciò non ho pianto. (Elena – due giorni fa)

Chiedo a Nicola di riprovare a indovinare l’accento, dandomi però anche qualche indizio.

Ecco che Nicola trova la chiave per aiutare Elena a liberarsi dal magone.

È vero! Non ti avevo dato l’indizio. Che stupido che sono! (Nicola)

Funziona. Elena fa OK col pollice in su, poi indica Nicola come a dire: vedi? Avevo ragione a prendermela.

Elena sembra grata e sollevata, ma non risponde se non a gesti, perché la sua voce rivelerebbe quell’emozione, che stava ingoiando con le lacrime. Forse in fondo sa che ciò che la faceva piangere non era poi così grave, ma cosa possiamo farci quando è il cuore a comandare sul cervello?

Elena riesce ad alzare la testa, ma gli occhi rossi la tradiscono e Nicola, che non ha ancora allentato il controllo, chiede di nuovo se stia piangendo.

No no, tutto a posto.

Intervengo io, prima che Elena perda la leggerezza ritrovata, grazie al carico che Nicola aveva preso sulle proprie spalle, più larghe di quelle della sorellina.

Sembra molto stanca.

Commenta Nicola, prendendo per buona la mia rassicurazione.

Il gioco riprende, senza più intoppi e solo sorrisi. 

Anche Elena alla fine riesce a trovare il suo spazio creativo, inventando frasi che Nicola dovrà tradurre.

Io li ascolto, partecipo e mi commuovo.

Chissà se, dietro alle risate, anche Nicola e Elena sentono tutta l’intensità di questo pomeriggio dalla parvenza lieve del gioco inventato per la quarta puntata delle lezioni di Inglese di Nico.

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4 Comments

  1. Ecco, io avevo guardato il video ma non avevo colto, ho notato che Elena si è avvicinata a te quasi sul punto di piangere ma non sentivo ciò che diceva NIcola e con il tuo racconto ho potuto riguardare con la giusta chiave d’interpretazione questo momento di gioco intelligente.
    Tu sei una mamma e padagoga attentissima.
    Nicola è dolcissimo!

  2. Nicola parla spesso a bassa voce e questo rispecchia il bambino è, pieno di emozioni forti e silenziose. Mi piace tanto osservarli e sento sulla pelle le loro emozioni. Sono le esperienze più belle e forti della mia vita. Grazie!

  3. Ciao! Che belle le dinamiche tra fratelli e che bello avere una mamma cosi sensibile e attenta! Barbara, le tue espressioni alle frasi di Nico sono veramente esilaranti!! Bravissimo Nico, i miei bambini guardano spesso le tue english lessons e Giulia, che ha 9 anni, ha avuto l’idea di chiedere alla sua insegnante d’inglese di vedere in classe i tuoi video!!!! Vi dirò se lo faranno o meno…a presto!!!!

    • Ciao, che bello sentirti e grazie per le tue bellissime parole!
      Ma veniamo a quello che mi hai raccontato: “Giulia, che ha 9 anni, ha avuto l’idea di chiedere alla sua insegnante d’inglese di vedere in classe i tuoi video!!!”
      Wow, addirittura!! Che energia e che determinazione ha Giulia! Farò leggere direttamente il tuo commento a Nicola, sono sicura che arrossirà e gli verrà voglia di fare ancora altre lezioni, indipendentemente dalla possibilità che l’idea originale di Giulia possa realizzarsi.
      Mi hai svoltato la giornata Chiara! Anche tu, come me, sei sensibile al fascino delle dinamiche tra fratelli. Siamo fortunate ad essere mamme, è davvero un’esperienza unica. Un abbraccio e a presto!

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