Freno a mano fail, pedibus win!

Sembra una mattina d’inverno come altre.

Sono le 8.00 di un gelido martedì d’inverno, ma non sarà certo il freddo a fermare le nostre intenzioni.
Oggi c’è il pedibus e, come ogni martedì, alle elementari di Elena e Nicola si va a scuola a piedi con i compagni e due insegnanti.

In diversi punti della città, non molto distante da scuola, ci sono delle zone che fungono da fermata. Lì si possono lasciare i bambini alle maestre, che li accompagneranno a scuola camminando.

Questa iniziativa ai miei figli piace molto ed anche a me.

Il pedibus è un’occasione per muoversi un po’, ridurre l’inquinamento conducendo una vita più sana. È un modo per stare insieme, socializzare, imparare ad attraversare la strada e conoscere l’educazione stradale. Un passo di crescita verso l’autonomia.

La scuola elementare di Elena e Nicola è abbastanza vicina a casa nostra, ma fa davvero tanto freddo, inoltre io, dopo aver lasciato i bambini al punto di ritrovo, devo proseguire con l’auto per commissioni.

Accendo la macchina per farla scaldare un po’. Il mio Scudo è troppo grande per entrare dentro al garage, per cui passa le notti parcheggiato all’aperto. D’inverno i vetri e l’abitacolo sono così ghiacciati, che il viaggio verso le scuole diventa un tormento, se non accendo l’automobile una decina di minuti prima di partire.

Auto accesa, vetri sghiacciati, bambini bardati, siamo pronti per partire e raggiungere il punto di partenza del pedibus.

Noto che il freno a mano è tirato, lo sgancio senza pensarci e parto.

No…forse non l’ho tolto…
Riprovo…

Stavolta sono sicura di averlo tolto, ma l’auto è frenata, molto frenata!
Faccio pochi metri e sono costretta a fermarmi.

Il freno a mano si è ghiacciato in trazione.
Mi passa davanti la giornata, strettamente programmata, e vedo solo caos e complicazioni.

Metto da parte improperi e ricerche affannose di soluzioni, per occuparmi della prima cosa da fare: portare i bambini a scuola. La questione più urgente, per fortuna, è anche la più piacevole e semplice.

Molliamo la macchina al primo posto possibile, in modo da non lasciarla in mezzo alla strada e ci incamminiamo verso la fermata del pedibus.

Arriveremo in tempo?
Cerco di prendere l’inconveniente come un’avventura, sperando di riuscire a mostrarla come tale ai bambini, ma anche a me stessa.

Dentro di me faccio un po’ fatica, ma il loro festoso spirito di adattamento mi rasserena e mi lascio trascinare in una sorta di inversione di ruoli, in cui sono loro a mettere l’entusiasmo che io fatico a trovare per farmi vivere allegramente la situazione.

Non arriviamo in tempo per il pedibus di scuola, ma il pedibus lo facciamo da soli e i bambini sono contenti così.
Con questa ritrovata tranquillità affronto il resto della giornata: meccanico, possibili soluzioni, soluzione.

Parte della mia preziosa mattinata è sparita nel ghiaccio del freno a mano, ma pazienza.
L’importante è riavere la mia macchina per il resto della giornata, in cui mi serviva assolutamente.

Mi scaldo con un caffè e penso: grazie Nicola e Elena per l’occasione che mi avete regalato.
Col vostro spirito di adattamento, il vostro entusiasmo contagioso e delle bellissime chiacchiere, con cui mi avete accompagnata a scuola e riportata a casa, avete reso questa giornata speciale!

La mia ruota si è fermata per un attimo, ho smesso di correrci dentro come un criceto e mi avete fatto vedere il bello intorno.

Freno a mano fail, pedibus win!

Posted in VIDEO BLOG and tagged , .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *