Giornata internazionale della donna

L’8 marzo, che anche io, per semplicità ma impropriamente, definisco festa della donna, rivoluziona tutta la mia resistenza alle celebrazioni ed è una giornata a cui tengo molto.
Ricorderò sempre con immensa gratitudine quando la mia primogenita, all’età di tre anni, l’8 marzo 1999, tornò dall’asilo raccontandomi le origini di questa giornata.
La sua maestra Fulvia aveva raccontato a tutti i bambini che questa ricorrenza è nata per ricordare un fatto doloroso e raccontò loro dello sciopero a New York, nel 1908, di alcune operaie di un’ industria tessile per protestare contro le condizioni disumane in cui erano costrette a lavorare. E raccontò tutto fino alla fine, che il proprietario della fabbrica l’8 marzo chiuse tutte le porte per non farle uscire, dell’incendio e della morte di 129 operaie.  La storia di queste donne è in realtà alquanto controversa, ma poco importa, simboleggia tutti i soprusi e le violenze subite nel corso dei secoli (e spesso occultate) nei confronti delle donne.
La maestra in questo modo spiegò, a dei bambini dai 3 ai 5 anni, perché l’8 marzo è stato proposto come giornata di lotta internazionale a favore delle donne, per ricordarne non solo le conquiste nella vita civile e sociale, ma anche le discriminazioni e le violenze a cui sono ancora soggette.
Mia figlia tornò a casa da scuola molto colpita da questa storia, me la raccontò subito, tutt’altro che spaventata, ma interessata e consapevole. Ed io ho capito che non è mai troppo presto per spiegare ai bambini anche le cose più complesse e delicate, se si tratta di cose importanti sia in sé che per la formazione della loro identità morale. Tutto si può dire, tutto si può accettare. Basta saperlo fare nel modo giusto.
Mi piacerebbe che a tutti i bambini venisse spiegata l’origine della giornata internazionale della donna, forse aiuterebbe i maschietti a crescere conservando il loro naturale rispetto verso le bambine, e alle femmine a non farsi prendere dai festeggiamenti consumistici e controproducenti, che finiscono addirittura per svilire la figura della donna.
Detto questo, a me il rametto fiorito di mimosa piace. È luminoso e ha il profumo della primavera e della rinascita. Un profumo forte. Come le donne.
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2 Commenti

  1. Argomento controverso da sempre, io onestamente non capisco perchè molte donne siano contrarie a questa ricorrenza (grazie per aver raccontato l’origine, avevo vaghi ricordi ma non sono andata ad approfondire altrove). E’ vero, nel mondo moderno si commercializza tutto, ma il senso delle ricorrenze è uno solo: ricordare. Ricordare qualcosa che è successo e che, nel bene e nel male, ci ha portato fin qui.
    I bambini capiscono tutto. I bambini conservano la sensibilità che noi andiamo perdendo.

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