Gli incidenti succedono

Gli incidenti succedono, soprattutto ai bambini, ma non è una cosa a cui penso con particolare apprensione, sono piuttosto fatalista in merito.
Gli incidenti succedono facendo attività che hanno un minimo di pericolo, ma accadono anche quando il pericolo non sembra esserci.
Durante un’attività che richieda un certo impegno, c’è concentrazione, c’è attenzione istintiva, mentre facendo qualcosa di più banale e quotidiano, la tensione viene a mancare e può bastare un attimo.
Nicola è a scuola, in cortile coi compagni a giocare durante l’intervallo.
Si mette la giacca e inciampa su un cubetto di porfido fuori posto.
Nicola cade a terra con le braccia bloccate dalla giacca.
Pare che si sia fatto male solo male al labbro.
“Col ghiaccio ha smesso di sanguinare e Nicola ha smesso di piangere…si era spaventato…”
Sì, ma non solo. Appena vedo Nicola avvicinarsi a me all’ora di uscita da scuola, capisco che l’incidente non è banale: il labbro è molto – ma molto – gonfio e tumefatto, non può non avere danni più grossi sotto.
Gli faccio aprire la bocca e…disastro! Gli incisivi centrali permanenti sono rotti, c’è sangue rappreso attorno ad entrambi gli incisivi, che sono spostati…non erano lì prima dell’incidente.
Corro dal dentista, coi piccoli al seguito.
Suono il campanello.
La fortuna, nella sfortuna, ci assiste: ci apre la porta il dentista.
“Mi hai trovato per pochi minuti. Stavo chiudendo lo studio.”
Riaccende le luci e dopo pochi secondi Nicola è sulla poltrona.
Indossati i guanti, il dentista lo visita delicatamente scorrendo le dita sulle gengive.
Mi guarda:
Che brutta botta! Tu ti ricordi come erano posizionati questi incisivi?
– Sì, non erano così. Sono spostati.”
– Già. Ti spiego: il parodonto, ciò che mantiene i denti al tessuto osseo, si è lacerato, come una fratturina nel tessuto che li sostiene e i denti sono parzialmente avulsi. Devo fargli subito un’anestesia per riposizionarli.
Fino a quel momento Nicola, nonostante la paura, sta fermo, sembra altrove, sicuramente sfinito dal pianto e lo shock.
Il dentista gli dice che non gli farà male ma per riuscirci deve stare fermo.
Conosco le arti del mio dentista, fa un massaggino alla gengiva durante l’anestesia, in questo modo quasi non la senti, ma devi stare fermo e Nicola non ce la fa. La paura ora è troppa.
Dopo un po’ di trattativa, Nicola mi prende la mano, mentre Elena capisce la situazione: non deve aggiungere difficoltà al momento delicato. Con Elena zitta zitta e stretta alla mia gamba mentre trattiene le lacrime, il dentista fa l’anestesia a Nicola, mentre io gli tengo una mano e l’assistente l’altra.
Questione di un attimo e tutto si placa.
L’anestesia fa effetto e Nicola non sembra traumatizzato.
Sento “Sciack!” quando il dentista spinge dentro il dente di Nico, fa impressione ma è solo rumore, Nicola non sente nessun dolore.
Usciamo con la prescrizione dell’antibiotico e le indicazioni per la masticazione:
– Per due settimane non può mangiare usando…
Non finisce la frase, Nicola scoppia a piangere!
– Che succede, Nicola, perché piangi?
Rido
– Vedi, tu non puoi dire a un bambinone così che non può mangiare per due settimane…lo spaventi!
– Scusaaa, no no, stavo dicendo che non devi usare gli incisivi, devi mangiare cose morbide usando solo i denti dietro.
Nicola è sollevato, il resto lo affronteremo un passo alla volta.
Seguono due giorni difficili, Nicola è dolorante e il labbro è talmente gonfio che non riesce neanche a bere, devo mettergli una cannuccia nel lato opposto della bocca.
Nicola non ha appetito, perde peso, ma può permetterselo.
L’incidente avviene di giovedì, l’ appuntamento dal dentista per controllare la vitalità dei denti è il mercoledì successivo. Nicola resta a casa fino a martedì incluso, Elena resta a casa con lui a fargli compagnia.
Lunedì sta meglio, comincia a mangiare. Intervisto Nicola.
Svantaggi e vantaggi di questa esperienza?
Gli svantaggi sono più che ovvi, ma come adulta di vantaggi riesco a vedere solo le coccole, il regalino consolatorio e la vacanza da scuola.
Per Nicola i vantaggi sono la guarigione, la fine della sofferenza.
Rifletto.
I bambini accettano gli incidenti, le malattie, le disabilità. Si adattano alla nuova situazione, senza recriminazioni, senza piangersi addosso.
I bambini quando guariscono sono grati, si rallegrano dello stato di salute e apprezzano ogni sfumatura della vita.
L’avventura di Nicola non finisce qui. Lo aspettano ulteriori controlli e cure, speriamo non troppo pesanti, anche se la prospettiva non è tra le più rosee.
Nicola in parte lo sa, ma vive il momento, sta bene e si sente amato.
Torna a scuola e una maestra lo abbraccia a lungo.
Non serve altro.
La felicità è essere sani e sentirsi amati.
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20 Comments

  1. Bacioni a Nico e coccole coccolose ……e a te Barbara….dovresti darmi un pò di ripetizioni di mammese…io vado subito in panico e mi viene la tachicardia!
    Baci a tutti!!!
    Maria

    • Grazie Maria, baci e coccole coccolose in arrivo per Nicola…e anche per me, wow!

      Il panico sicuramente è difficile da gestire, ma da questo punto di vista sono fortunata, è questione di indole.
      Ad ogni modo dipende sempre dal tipo di emergenza, noi mamme abbiamo risorse che non sospetteremmo mai di avere, finché non ne abbiamo bisogno.

      Un bacione a te e un abbraccio!

  2. Povero Nicola. E’ successo anche a mio figlio a 8 anni, è inciampato e avendo lo zaino sulle spalle ha sbattuto violentemente la bocca per terra. Ha rotto l’incisivo permanente. Non voleva più andare a scuola poverino, si vergognava. Passato l’effetto del trauma e avendo visto che il dente non aveva perso vitalità, è stato ricostruito perfettamente. Oggi ha 23 anni, il dente è ancora li, ma leggermente più corto dell’altro, data la crescita.
    La scuola ha risarcito tutto.
    Spero che per Nicola vada tutto per il meglio.

    • Grazie per avermi scritto e raccontato, lo apprezzo molto. Sentire la vicinanza di chi c’è passato mi fa stare bene. Quel dente di tuo figlio (23 anni, wow!) un po’ più corto dell’altro resterà sempre il ricordo di un’avventura!
      Come lo sarà per Nico (quando avevo 7 anni… )
      Ieri siamo stati al controllo, non è andato molto bene, un incisivo forse dà qualche cenno di vita, l’altro no. Ma non disperiamo…controllo tra un altro mese e poi faremo quel che ci sarà da fare. Col vostro sostegno la strada sarà meno impervia ❤

  3. Povero piccolo. Un’avventura simile è capitata a me, a quell’eta. E se me la sono cavata io, nel paleolitico, sicuramente se la caverà lui. Stai tranquilla. Adesso faranno quello che devono fare e poi vi ci faranno tornare sopra quando sarà cresciuto, verso i 15 anni

    • Quindi Nicola ha una compagna di sventura con esperienza!
      Nel nostro paleolitico il dentista era anche un’esperienza più traumatica.
      Ogni volta che andiamo è un po’ agitato, ma alla fine fa quel che deve.
      Se se ne riparla a 15 sarà sicuramente un’altra storia.

  4. Anch’io ho rivissuto un’avventura simile… Il mio grande, ora quindicenne, è caduto nel cortile della scuola quando ne aveva sette o forse otto (gli ho chiesto, ma anche lui non è certo…), stessa corsa dal dentista, radiografia, trattamenti… Rattoppo delle parti dei due denti perse durante la caduta… Cibo morbido… Coccole e controlli… I denti hanno retto, sono un po’ rattoppati e tra un po’ dovremo forse rimpiazzare i rattoppi… Ma non è un problema! E la ns dentista è molto amata da entrambi i fratelli… E dalla mamma! Un abbraccio a Nicola e a mamma… Tu non ne hai fatto un dramma, ma immagino come Ti sei sentita quando lo hai visto dopo l’incidente!

    • Ciao Antonella, ieri sera non sono riuscita risponderti, ma avevo divorato il tuo racconto.
      Il dentista da cui ho portato Nicola è il mio dentista, che ha a che fare per lo più con adulti, ma è un giovane papà e questo è un grosso aiuto!
      I rattoppi li farà anche lui col tempo, ad un dente manca proprio un pezzo, l’altro è solo scheggiato da un lato, ma, come ha detto il dentista stesso, di solito è meglio quando si rompono perché la rottura assorbe parte dell’urto e il dente rimane vivo. Dall’ultimo controllo sembra abbastanza confermata questa teoria: il dente più rotto si sta riprendendo, l’altro no.
      Però, come dici anche tu, non ne ho fatto un dramma al momento dell’incidente (anche se mi ha fatto tanta pena e tenerezza vederlo così malconcio) e continuo a sperare. 🙂

      Ricambio l’abbraccio e grazie!

      PS: con l’assicurazione siamo in ballo, vedremo, ma spero anche lì che andrà tutto bene.

  5. Ps anche l’assicurazione della ns scuola ci ha risarcito… Niente di che, però avere un’associazione che funziona è comunque una tutela per i bimbi!

    • Sicuramente ci sono mali peggiori…e anche minori. Sono la prima a dirlo che sono cose che succedono e non se ne fa un dramma. Ad ogni modo non si tratta né di mal di denti né di carie, ma di un incidente, di denti morti e di una serie di interventi. C’è di peggio e c’è di meglio per un bambino di 7 anni. 🙂

  6. Mamma mia Barbara mi viene da piangere a pensare al tuo piccino… i miei finora solo tagli, quindi cicatrici, ma niente di così brutto da affrontare… come al solito super Nicola e super mamma barbara!!
    E bravo dentista!
    Vi abbraccio tutti!!!

    • Grazie di cuore Claudia, ti sei proprio immedesimata! ❤
      La botta è stata notevole, pure il dentista si è impressionato e me lo dice ogni volta che lo rivede, sebbene cerchiamo sempre entrambi di trovarne i lati positivi…ad esempio si è fatto una frenulectomia da solo cadendo. 😉

      Il dolore ormai è passato, il resto lo affronteremo man mano, sperando che la collaborazione di Nicola ci sia anche durante gli interventi…ehm…vedremo!

      Un abbraccio forte a te e ai tuoi cuccioli 🙂

  7. Sono venuta a rileggere questo post perchè penso spesso a Nico e alla sua disavventura!!
    La casualità della manine bloccate nel giubbotto povero!!
    Appena avevi pubblicato il video naturalmente ero presa dall’angoscia (mi è ovviamente risalita ora) e per assurdo lui ha rincuorato me. Quindi ho bisogno di rivedere anche il video 😉
    E’ speciale questo bambolotto che cresce!!

    • Rossella, grazie di cuore! ❤
      Ho riletto tre volte il tuo commento è ogni volta mi sono commossa. Davvero…sono senza parole. Nicola sta rincuorando anche me, per ora le notizie ai controlli non sono buone, ma io spero ancora che non debba fare gli interventi invasivi che mi ha prospettato il dentista. Per fortuna so che Nico è in buone mani, ma mi si stringe il cuore. Lui ovviamente non si rende pienamente conto, e questo lo aiuta, ma per ora gestisce ancora bene lo stress quando andiamo alle visite.
      Sai…oggi è stata una giornata un po’ pesante, di quelle in cui la stanchezza si prende un po’ il possesso dei pensieri. “Domani andrà meglio” continuavo a ripetermi. Ebbene, grazie al tuo commento va già meglio da stasera! 🙂
      Un bacio

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