Guarda, mamma!

Tra le frasi che ci si sente rivolgere più spesso dai figli, e che si tramandano da generazioni, c’è sicuramente “Guarda, mamma!”

A casa dei miei genitori si narrava di una risposta standard, che aleggiava nell’aria come un litemotiv, soprattutto durante le ferie, detta da Lucia, la mamma di quattro figli, nostri amici storici d’infanzia. Con la sua dolce r moscia, Lucia ripeteva: “Bravo Carlo, bravo!”

Fin da bambina desideravo avere avere tanti figli e per me mamma Lucia era un riferimento. Con la sua calma e pazienza unica, sapeva far sentire i suoi quattro figli (due maschi e due femmine) seguiti, ma non soffocati e il “Bravo Carlo!” per me era il simbolo di una delicata attenzione, anche se probabilmente spesso neanche guardava tutto quello che Carlo faceva.

Quattro figli vicinissimi d’età tra loro, non si poteva certo rimproverare a Lucia di non seguire ogni evoluzione degna di nota dei figli, anche perché – diciamocelo – a volte i loro “Guarda, mamma!” sono delle richieste di attenzione, che non sempre corrispondono a qualcosa di particolare da mostrare.

Eppure vale sempre la pena guadare, di fronte a un“guarda, mamma!” che sia un’occhiata fugace come Lucia, che si destreggiava tra mille cose, o un’attenzione più prolungata ed esclusiva.

Personalmente cerco di alternare un po’ le cose. Spesso mi ritrovo a rispondere ai piccoli, a guardare i loro mille disegni e ascoltare i loro racconti, tra un’attività e l’altra, ma se posso fermo tutto e mi dedico a loro al cento per cento.

Già solo il pensiero che tutto questo un giorno finirà mi convincerebbe ad evitare le classiche tentazioni: “Aspetta!” “Un attimo!” Arrivo tra poco!”, ma soprattutto penso a come si devono sentire i figli quando mi chiamano per mostrarmi qualcosa ed io temporeggio.

Non c’è niente di più triste di dover aspettare un tempo indefinito, perciò piuttosto gli chiedo che aspettino che io finisca di fare una determinata cosa, ma poi sono tutta per loro…sperando che la dimostrazione non duri troppo!

Il lavoro, la cena, il bucato. Tutto può attendere, il loro entusiasmo no. A volte basta una parola sbagliata o mancata per smorzarlo e Nicola ed Elena non vedono l’ora di mostrarmi i loro talenti.

Sono tutta vostra bambini!
Voi non meritate di perdere la voglia di fare ed io non merito di perdere questo spettacolo meraviglioso…e francamente un po’ buffo!

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