I test cognitivi di Nicola (certificazione disgrafia)

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) coinvolgono la capacità di lettura (dislessia), di scrittura (disgrafia, disortografia) e/o di calcolo (discalculia), in bambini con un’intelligenza nella norma, che non hanno problemi neurologici o sensoriali (vista e udito).

I DSA sono disturbi che non dipendono dall’impegno o dall’esercizio, né dalla volontà del bambino, ma ne condizionano l’apprendimento scolastico, poiché le abilità di lettura, scrittura e calcolo costituiscono le cosiddette abilità accademiche che si acquisiscono nel corso della scolarizzazione.

La valutazione per certificare un Disturbo Specifico dell’Apprendimento prevede una visita neurologica per escludere la presenza di disturbi neuro-sensoriali e dei test cognitivi e di apprendimento, per appurare che il livello intellettivo e di apprendimento del bambino siano in linea con l’età e lo sviluppo.

Nicola è un bambino disgrafico su base disprassica (la disprassia è un disturbo della coordinazione motoria) e in questi giorni si sta sottoponendo alle prove cognitive per poter avere la certificazione di disgrafia che gli darà il diritto di usufruire in classe dei supporti necessari per arginare il suo problema.

Del problema della disgrafia di Nicola ho già parlato in un altro video e post, quello che vorrei raccontarvi oggi è l’entusiasmo con cui Nicola sta affrontando questo percorso.

Nicola si sente finalmente compreso nelle sue difficoltà. Negarle sarebbe come tacciarlo di essere incapace, svogliato e lo farebbe sentire solo e demotivato.

Vi è mai capitato di accusare un dolore o una sofferenza interiore persistente ma invisibile e di sentirvi dire che non è niente, di non pensarci?

Ci si sente sminuiti, incompresi, trascurati, poco amati se a dirvelo sono le persone che amate e alla lunga ci si sente sempre più soli e ci si chiude piegandosi nel proprio stesso problema.

A questo punto è meglio sentirsi dire: sì, tu hai un problema, una patologia riconosciuta, un vero ostacolo.

Ti capiamo, ti aiuteremo, non sei solo.

“Batti cinque!” – Disse a Nicola la neuropsichiatra alla fine della prima visita neurologica.

E quel sorriso in cui si aprì Nicola quel pomeriggio, non si è più chiuso.

Nicola ora deve affrontare i test cognitivi e di apprendimento.

Come in tutte le fasi della diagnosi di un  Disturbo Specifico dell’Apprendimento, è importante far sentire al bambino di comprenderlo, di essere dalla sua parte.

Sentir dire da Nicola “sono un bambino speciale” invece di “sono un bambino diverso da tutti gli altri” è stato un passo importante, frutto di un lungo percorso, partito dal fargli notare che siamo tutti diversi e che è proprio questo essere diversi che ci rende unici e speciali. Essere tutti diversi è un dato di fatto, essere unici e speciali ne è la meravigliosa conseguenza.

Il passo successivo è stato fargli capire che essere un bambino speciale, non significa essere meno dotato, ma in alcuni casi può comportare alcune difficoltà nel poter esprimere e far comprendere le proprie potenzialità, come nel caso della sua disgrafia.

Ora Nicola è fiero e felice di sentirsi speciale e si sente compreso nelle sue difficoltà, consapevole che si possano in parte risolvere e in parte ovviare con appositi sostegni e strumenti.

Nicola affronta i test cognitivi per la disgrafia con un tale slancio ed entusiasmo (anche perché salta quasi due giorni di scuola! 🙂 ) da volerne parlare con voi in una video intervista andando a fare la seconda batteria di test. ❤

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