Il cambiamento – Due nuovi coinquilini

A casa nostra ci sono dei cambiamenti e il cambiamento è sempre un momento delicato.

La prima preoccupazione per una mamma è che i figli affrontino serenamente il cambiamento, anche se in fondo la loro capacità di adattamento è generalmente superiore alla nostra.

Per quanto un bambino possa essere abitudinario, apparentemente refrattario al cambiamento, è in realtà in grado di accoglierlo meglio di noi adulti, imparando a vivere la nuova situazione senza rimuginare sul passato.

I bambini colgono, capiscono, accettano, si adattano, sono curiosi, imparano.

E proprio a partire dal loro bisogno di capire, dalla loro curiosità, dalle loro domande e, in qualche modo, anche dal loro entusiasmo, nasce in me l’idea di proporre una piccola novità per il nuovo assetto in casa: accogliere un nuovo coinquilino.
Un coinquilino la cui compagnia sia piacevole, ma poco impegnativa (non è proprio il momento per un impegno in più!). Qualcuno di cui prendersi cura e che abbia un effetto benefico, rilassante e gioioso.

Cosa c’è di meglio, in questo caso, di osservare un pesciolino che nuota placido e silenzioso nell’acqua?

Il richiamo per i bambini è subito quello di loro stessi in versione pesciolini, quando nuotavano nella pancia della mamma.

Perciò propongo ai bambini di prendere uno o due pesciolini rossi, proposta che viene accolta con entusiasmo.

Nicola ed Elena contano i giorni, in attesa del weekend in cui andremo a prendere i pesciolini.

Tre, due, uno. Si parte.

La ricerca si fa difficile, nella zona tutti i negozi di pesci hanno chiuso, ma noi non ci arrendiamo e anche i bambini si dimostrano instancabili in questa ricerca.
L’entusiasmo non solo non scema, ma cresce ed Elena in macchina accenna persino timidamente alla parola “adozione”.

Arriviamo finalmente al negozio giusto e decidiamo di prendere due pesciolini.
Elena e Nicola scelgono un pesce rosso a testa, entrambi senza esitare tra centinaia di pesci: questi saranno i nostri nuovi coinquilini e in un attimo, di nuovo senza tentennamenti e dubbi, Nicola ed Elena decidono come chiamarli.

Perché i bambini sono così: determinati, capaci.

E accudire un animale è anche un modo per accudire e dare conforto a noi stessi, anche nella parte più fragile e vulnerabile di noi, che in questo momento sta nuotando serena in una boccia trasparente, tra sassolini blu e una piantina verde brillante.

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One Comment

  1. Cara Barbara, si era capito da tempo che in casa vostra c’era aria di cambiamenti.
    Sei una donna forte e hai veramente le duracell, puoi spiegare a noi mamme come hai affrontato l’argomento separazione con i bambini?
    Grazie un abbraccio forte a una donna forte!

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