Il fascino dell’origami


Quando penso agli origami, penso sempre a mio fratello.

Dario aveva 11-12 anni quando si appassionò a questa abile arte di creare, mediante la sola piegatura di fogli di carta, figure bi- o tridimensionali che rappresentano esseri viventi, oggetti, fiori e forme astratte di vario genere.
Dedicandosi anima e corpo (mani, nello specifico) con la passione che lo contraddistingue, Dario in breve tempo divenne talmente bravo che casa nostra si popolò di origami così pieni di dettagli da sembrare figure reali.
Rane che saltano davvero, rane che si gonfiano soffiandoci dentro, stelle a sei punte con una tridimensionalità spettacolare, bambole cinesi, aironi che muovono le ali e tanto altro ancora.
Forme semplici o complesse, in grado di stupire il creatore stesso per la potenzialità scaturita da quel quadrato di carta che un attimo prima giravano tra le dita.

Passa una generazione e arriviamo ai miei figli.
Guardando video su YouTube, anche Nicola si è avvicinato a quest’arte giapponese. Prima l’aikido, ora gli origami, anche lui come Stella, si sta affascinando all’Oriente, oltre ai Paesi anglosassoni.

Come tutti coloro che si approcciano per la prima volta all’origami, Nicola inizia dalle cose più semplici.
Vi ricordate il petardo di carta, di forma elementare, praticamente un rettangolo, ma che scuotendolo dall’alto in basso ingloba aria per poi liberarla di botto, causando uno schiocco che pare uno sparo?

Ecco. A Nicola quello non piace, troppo rumoroso. Opta perciò per una pistolina a doppia canna, molto semplice da costruire anche per chi, come Valeria che la farà dietro sua richiesta, non si è mai avvicinata prima d’ora ad un origami.

La seconda pistola, per Elena, tocca a me farla, dietro l’occhio vigile dei bambini, mentre seguo il tutorial su YouTube.
E finalmente: bang bang, pam, boom, ka-boom, argh, aaah, sei morto!

Ma che morto e morto…alla base dei principi che regolano l’origami ci sono i principi shintoisti per i quali quando si muore si cambia semplicemente forma di vita, accedendo a un altro tipo di esistenza.
Alla morte del supporto complesso e fragile del foglio di carta, la forma viene ricreata e rinasce in un eterno ciclo vitale.

Dal foglio di carta alla pistola, in una battaglia di “bang bang” e risate senza fine! :-)

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Posted in Bambino 0-11 anni, CiurmaMom and tagged , , .

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