Il non plus ultra della felicità: la merenda dopo la scuola

Quando al mattino suona la sveglia e comincio a correre contro il tempo, non vedo l’ora di potermi sedere a lavorare tranquilla al pc.
Il secondo caffè della mattinata sancisce il raggiungimento dell’agognata meta e – tazza munita – raggiungo la mia postazione.
La mattinata a questo punto scorre velocemente (troppo). Mi ritrovo all’ora di pranzo, coi ragazzi che tornano a casa da scuola ed io che non vorrei dovermi interrompere.
Da quel momento, non c’è più sedia, non c’è più scrivania, non c’è più tempo.
Ci può essere giusto un altro caffè e sparuti minuti sparsi dedicati al lavoro da portare a termine.
In compenso c’è compagnia, chiacchiere e, trattandosi di adolescenti affamati, cibo in abbondanza.
Quando è ora di prendere i piccoli a scuola, lo ammetto, mi sembra sempre troppo presto.
Poi esco…e la prospettiva cambia.
Prendere i bambini a scuola diventa il momento più bello e desiderabile della giornata.
Parcheggio, cammino fino alla scuola e fremo per incrociare i loro sguardi.
Eccoli!
Nei loro occhi e nel loro sorriso colgo il mio stesso sentimento e mi ricordo quando, da piccola, ero così ansiosa di tornare a casa, che temevo di non riconoscere il viso della mia mamma tra le altre al cancello.
Camminiamo fino alla macchina, cominciando a raccontarci a vicenda la giornata. In realtà io per lo più ascolto, avida di quei frammenti del loro ricco mondo di quelle ore.
Arrivati a casa è il momento della merenda. La prima merenda per Nicola, dopo tante ore di lezione e la seconda merenda per Elena, che la fa anche all’asilo, ma – si sa – una giornata di lavoro e gioco del calibro di quella di un bambino che trascorre otto ore al giorno all’asilo, merita una merenda di rinforzo.
Ed ecco che raggiungo il non plus ultra della felicità.
Perché non è niente la gioia di sentirsi raccontare la giornata a scuola da un figlio, rispetto a quello che è ascoltare i racconti e il confronto tra fratelli.
Scorgere tratti della loro vita da scolaro, la loro vita che è altro da noi, è fantastico.
Essere mamma sarà anche impegnativo e faticoso, ma è soprattutto un grande privilegio.
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Posted in Bambino 0-11 anni, CiurmaMom and tagged , , , , , .

4 Comments

  1. Troppo simpatici!

    English week di Nico…… In cosa consisteva?

    Ad un certo punto mi sono sbellicata dalle risate. Elena ha notato i denti nutellosi di Nico….. Io pure! Lei d’istinto ha pulito i suoi con la lingua…… Io pure! Ahahahahah

    Baci piccoli belli

    • Ahah, ho riso anche io leggendo di te e Elena che vi pulivate i denti con la lingua dopo aver visto Nico!
      L’English week ha coinvolto tutta la scuola. Un giorno hanno assisitito a uno spettacolo e fatto un laboratorio in inglese, un altro giorno una mamma inglese è andata a leggergli la storia di Peter Pan in inglese, il giorno successivo hanno fatto dei lavoretti su quello che avevano letto, poi cantato canzoncine in inglese e fatto merenda con a cup of tea and English biscuits.

  2. Un bellissimo english week! Ora bisogna portarglielo a Nico in Inghilterra!

    Io vado a luglio…. Spero….. Che dici? Me lo mandi? 😉

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