Il primo giorno di scuola

Un’ estate intera per stimolare la curiosità, il desiderio di rivedere i compagni, il diario nuovo, la scelta dello zaino e di tutto il necessario per chi inizia un nuovo ciclo scolastico, l’attesa, i preparativi, la prima sveglia e i ricordi delle colazioni invernali, il clima ancora clemente, la voglia di raccontare in classe delle vacanze, la curiosità di scoprire se ci sono nuovi compagni, la speranza di perdere qualche professore difficile e il piacere di rivedere quelli a cui ci si è affezionati.

Sono tanti i motivi per cui il primo giorno di scuola ha sempre qualcosa di elettrizzante ed è carico di aspettative e speranze, seppur nella tristezza della fine delle vacanze. 

Con questo spirito e col riposo alle spalle, la prima sveglia dell’anno scolastico a volte non serve neanche e ti ritrovi i figli già svegli…e più svegli di te. Questo non sempre e non per tutti, ma comunque la prima sveglia non è mortale e ci incoraggia a pensare che ce la potremo fare anche per il resto dell’anno.

–          Avete finito di vestirvi mentre preparo i piccoli?

–          Avete fatto colazione?

–          Avete preso tutto per la scuola?

–          Ricordatevi che uscendo presto serve la felpa anche se sono due mesi che non la usate.

–          E la merenda, l’avete presa?

–          Mi aiutate a caricare in macchina zaini, sacchetti e materiali richiesti per l’inizio della scuola?

–          Mettevi le scarpe che si esce!

Usciamo di casa pensando che inizia una nuova avventura, che si crescerà tutti un po’, che sarà un’esperienza importante.

Finiamo la giornata pensando: -1, è andata! Mancano 199 giorni alla fine dell’anno scolastico.

Forza, ce la possiamo fare, siamo sulla strada giusta.

Buon anno scolastico a tutti!

PS: Cosa dice Elena nel video? Quali sono le sue rimostranze quando è alla scuola di Nicola?

🙂

Pubblicato in VIDEO BLOG e taggato , , .

8 Commenti

  1. Che bello il video! Mi hai fatto tornare al ns primo giorno ‘combinato’ di materna ed elementari… Anche noi un inizio doppio 7 anni fa… Quanto tempo e quanta tenerezza! Toglimi una curiosità, ma svegli in modo così dolce anche i più grandi?

    • Ahahah giusta domanda.
      In effetti ai grandi dedico meno attenzioni (“Ragazziii è ora di alzarsi!”) ma un risveglio personalizzato in base ai tempi di preparazione di ognuno, una carezzina sulla testa, una parola di conforto o un bonus per altri 5 minuti di sonno, non si negano a nessuno.
      🙂

  2. Che tenerissimo Nicola! Sembrava preoccupatissimo. Mi ricorda un po’ com’era Luca il primo giorno di scuola. Solo che Luca ha fatto un mese di pianto 🙁 ogni giorno!!!!!!!! Alla fine…. tutti i metodi si sono andati a fare benedire. Gordon….e gli altri non me ne vogliano ma la mia pazienza dopo un mese non ha retto. 😉

    • Come ti capisco Maria, è un lusso che vada triste e rassegnato, anche se un pò di protesta ci sta tutta, il pianto per mesi (anni, se penso a Ricky…) è pesante per tutti.

  3. Sono momenti bellissimi, ma che tenerezza quel senso di abbandono che inevitabilmente viene percepito, vissuto e, nella grande maggioranza dei casi, superato.
    Mi chiedo però come avete fatto con Ricky, se piangeva sempre per anni. Io sarei morta, credo.

    • Vero, fa sempre una gran tenerezza. Poi Elena si consola in fretta, ma il momento è sempre doloroso.
      Ricky, povero, ancora adesso si ricorda che fino in terza-quarta elementare andava in lacrime nel bagno della scuola, da dove si vedeva il cortile, per guardarmi andare via con la macchina.
      La cosa più tenera è che fin dalla prima elementare mi diceva: “Non preoccuparti se piango, è solo che che mi manchi”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *