Il taxi dei ventilatori


Ero minuscola quando scorrazzavo in monopattino, poi sui pattini a rotelle e infine in bicicletta.
Da ragazza ho avuto il motorino e alla fine ho conquistato l’automobile.

Ho sempre amato i mezzi con le ruote e condurli mi è sempre piaciuto. Ho preso la patente appena compiuti i 18 anni e da allora non ho mai smesso di guidare. Adoro fare manovre in piccoli spazi, trainare la roulotte, mi piace guidare di giorno e di notte, verso il mare, in autostrada, in montagna e in città (forse questo un po’ meno, ma è quello che faccio di più).

Potete immaginare come, guidare con piacere, sia una grande fortuna quando si diventa genitori e uno dei nostri ruoli quotidiani più richiesti diventa quello di autista.

Incredibile ma vero: finché non diventano totalmente autonomi, più i figli crescono, più li scorrazziamo in macchina, dal mattino andando a scuola, fino alle uscite serali con gli amici.

Da ormai quasi vent’anni la mia macchina è un furgone ed io adoro i furgoni.
Il mio sogno?
Questi!

t1 volkswagen modellini

Ma per adesso mi accontento dei modellini e guido questo.

Scudo Fiat

Mi sento un po’ camionista, un po’ autista di scuolabus e un po’ tassista.

Come i motociclisti che si salutano tra loro per strada, io e l’autista dello scuolabus di zona, al mattino alziamo la mano in cenno di saluto incrociandoci lungo i nostri percorsi.

Un tempo ho fantasticato di creare un servizio di scuolabus privato, con tanto di licenza, per portare i bambini del quartiere nelle rispettive scuole.
Guidare e avere a che fare con i bambini, sarebbe stato un mix perfetto per me.
Sognavo un pulmino con annessa una sorta di biblioteca per i piccoli ospiti.

Sognavo di diventare pediatra e con sei figli ho finito per crearmi il mio piccolo studio pediatrico privato.
Ho fantasticato di diventare autista di uno scuolabus alternativo e con sei figli ho finito per accompagnarli ovunque con la mia auto-furgone.

Da quando i miei figli sono entrati in età scolare, ogni mattina non vedo l’ora di sedermi sulla mia auto per portarli a scuola. I risvegli e i preparativi con i bambini sono sempre faticosi: un vortice in cui tuffarsi senza pensare, fino al momento di sedersi in macchina.
A quel punto i giochi sono fatti. Colazioni consumate, vestiti indossati e zaini scuola caricati.
Resta il tempo per fare due chiacchiere, prendere accordi, fare pace se ci sono stati momenti di fretta e tensione, salutarsi come si deve in modo che ognuno possa affrontare la propria giornata sereno, con la consapevolezza delle spalle coperte da un pensiero positivo a distanza.

Mi piace accompagnare i bambini piccoli, con cui farsi le coccole e improvvisare discorsi teneri e divertenti (quante frasi del giorno sono nate in macchina) e adoro la calma delle chiacchiere più intime con i grandi, fuori da ogni distrazione, da ogni impegno.

Valeria solitamente inizia la sua settimana a Torino andandoci in treno, ma se deve portare qualcosa di ingombrante sono felicissima di poterla accompagnare in macchina.

È un giugno molto caldo e Valeria inizia la sessione estiva degli esami all’Università.
Studiare con questo caldo, senza aria condizionata, può diventare difficile, ma abbiamo due grossi ventilatori e già l’anno scorso glieli avevo portati per resistere alla calura e all’afa torinese.

Riccardo ha finito le lezioni all’Università, studia da casa ed anche io avrei da lavorare al computer, ma l’occasione è troppo ghiotta per lasciarmela scappare, tanto che la sua utilità è solo un dettaglio.

Vado e torno da Torino, nelle vesti di taxi dei ventilatori, senza una sosta a casa di Valeria.
Il bello della mattinata si svolge tutto nel tragitto insieme a lei.
D’altronde si sa: non è la destinazione che conta nella vita, ma il viaggio.

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7 Comments

  1. uh cosa mi dici, io invece non ho un buon rapporto con le ruote, mi son sempre dovuta impegnare, se vado in biciclette sembro una bimba che muove i suoi primi passi…Prendere la patente è stata un’impresa, ho dovuto rifare il corso anche due volte perchè superato l’esame di teoria ho fatto scadere il foglio rosa 😛
    Quando poi è arrivato il mio compagno mi ha “costretta” e ora guido anche con piacere…
    pensa che l’altro giorno ho dovuto fare diverse commissioni…dentro e fuori, vai e torna…e ad un certo punto ho pensato “Barbara lo fa tutti i giorni, posso farcela anch’io” mhuahahah
    :)

    • Nonostante questa differenza nel rapporto con le ruote, io e te siamo davvero connesse!
      Ho mandato lo screenshot a Valeria del tuo commento su YouTube (tra l’altro mentre ti dicevo che le avrei mandato lo screenshot, Valeria mi ha scritto…insomma, siamo connesse anche con lei) e per spiegarle chi sei le ho detto che ti chiami Silvana, che sei una donna sensibile, attenta e intelligente e che mi scrivi anche sul blog e – paff! – ecco che mentre le scrivo questo mi arriva la mail che mi informa del tuo commento. Mitica!!

  2. mhuahahah ma dai…che intrecci telematici
    grazie per le belle parole che hai usato per descrivermi, ne sono lusingata.
    E grazie ancora per la compagnia che mi fai attraverso i tuoi video, e poi devo proprio dirlo, ho altri canali che seguo assiduamente, eppure solo con te ho questo scambio di messaggi, questo “contatto”, ogni volta è come se ci conoscessimo un pochino di più, nonostante tu abbia 6 figli, un canale che cresce, tu se sempre qui a parlare con me ☺

    • Anche per me è come se ci conoscessimo un pochino e questa cosa mi piace moltissimo!
      Ci saranno anche sei figli e un canale che cresce (ma ‘a voglia prima che mi cambi la vita 😉 ) io però sono io e c’ho le mie amiche, c’ho. Che bello! Un bacione

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