Imprevisti o possibilità

Alzarsi il lunedì mattina, ancora al buio per via del recente passaggio all’ora legale, è più difficile che alzarsi in un qualunque altro lunedì dell’anno. Quando finalmente ce la fai, indossi gli abiti migliori per andare a svegliare tuo figlio sperando di farlo gioire all’idea di ricominciare la settimana senza sentirti dire che è ancora notte e vuole dormire. Sai che sarà dura…la sera prima gli avevi dovuto spiegare che, nonostante fuori ci fosse ancora luce, doveva andare a nanna e adesso imperterrita prosegui con la spiegazione dell’ora legale, pur sapendo che è una teoria ben lontana dalla realtà dei bioritmi. Dei suoi e dei tuoi.
Scoprire ora che il tuo pargolo è malato e che non può andare all’asilo, mandando in fumo in un istante tutti i tuoi piani per chissà quanto tempo, è un tantino destabilizzante. Il sonno faticosamente lasciato alle spalle ti ricrolla addosso, insieme a uno sconforto diffuso e un momento di puro smarrimento.
Ti eri illusa che i malanni invernali potessero essere archiviati, intanto il sole fuori è sorto ed è luminoso, ma tuo figlio invece di andare a giocare all’asilo, starà a casa appiccato a te, dove prima o poi probabilmente vomiterà, anche se non ha nessun virus gastrointestinale.
Non resta che disfare i programmi e gli appuntamenti, armarsi di catini per quando lui ti dirà che gli viene da vomitare una frazione di secondo prima di farlo, di coperte per quando avrà freddo per la febbre visibilmente in salita, di  tachipirina per quando lamenterà tutto il suo malessere e pazienza per tutto l’insieme.
Intanto si sveglia la piccola di casa, colei che non va ancora all’asilo e ti segue ovunque come un’appendice, vivendo una vita un po’ adulta e un po’ bambina. Scende dal letto e ti raggiunge al piano di sotto. Lei non è come te, lei alle novità si adatta all’istante. Ti trova seduta sul divano col malato che dorme sulle tue gambe, circondata dal telefoni e pc nel tentativo di fare qualcosa di utile, si avvicina e fa una carezzina alla testolina del fratello che spunta da sotto le coperte dicendogli “Calino Nico!”
Improvvisamente la giornata ha un senso, è la migliore che ti potesse capitare e riesci persino a lavorare. Intanto si fa mercoledì. Domani si torna a scuola eh!
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4 Commenti

  1. Gli imprevisti… tanto li temiamo quando capitano, tanto li amiamo quando li superiamo!
    Anch’io speravo che i malanni fossero finiti ma sia io che il piccolo abbiamo avuto un altro mezzo virus intestinale e Noemi tosse e raffreddore… finiranno eh!
    Un abbraccio,
    Claudia

  2. Grazie per la solidarietà Claudia. Finiranno sì!
    Io ora ho Elena malata. Presumo il virus di Nicola, ma con un risvolto che ci ha portati in ospedale e a cui seguirà qualche accertamento di sicurezza. Una lunghissima (oserei dire infinta) convulsione febbrile di Elena. Un corpicino come morto per almeno 15 minuti…non una bella esperienza.
    La vera sfida ora sarà trasformare quella in occasione!
    Un bacio,
    Barbara

    • Oh mannaggia! Che terribile esperienza! Stessa cosa capitata a un’amica l’anno scorso, per fortuna solo tanto tanto tanto spavento…
      Abbraccio te e la piccolina forte forte!

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