La rivolta della tecnologia (6^ parte) – L’epilogo…forse!

Nella sfortuna di questa rivolta tecnologica, il momento fortunato arriva!

La prima giornata di pioggia battente arriva proprio quando ho appena riavuto la mia automobile aggiustata. Massimo e Stella non devono più farsi a piedi la mezz’ora di strada del tragitto casa-scuola ed io posso andare in macchina a fare la spesa, le commissioni, le lavatrici a gettoni e portare i figli ai loro impegni.

Capita di pensare al privilegio che sia poter predisporre della tecnologia nello svolgersi delle attività quotidiane.

Andando con la macchina alla lavanderia self-service mi rendo conto di che comodità sia non doversi caricare col bucato a piedi. Mi ero concentrata sulla fortuna di avere la lavanderia a pochi minuti a piedi a casa, ma ora che quel breve tragitto lo percorro in macchina, mi sembra un lusso!

Capita quindi anche di pensare che ci si abitua facilmente alle comodità.

Un classico: finché una cosa non ce l’hai, non ti manca e quando poi ce l’hai, ti abitui ad averla al punto tale da chiederti, come avessi potuto farne a meno prima!

L’inevitabile riflessione è  che bisognerebbe apprezzare ogni aiuto tecnologico come un lusso.

La fortuna nella sfortuna prosegue. Vengo colta da un violento acquazzone proprio quando sono al sicuro dentro la macchina e arrivo indenne alla lavanderia.

Oggi è anche finalmente arrivato il tecnico della lavatrice, che con dieci minuti di lavoro e novanta euro (!), ha sistemato la maniglia rotta dell’oblò e finalmente posso fare il bucato in lavatrice a casa. Altro lusso!

Resta il problema della caldaia che perde e che è andata di nuovo in blocco! Era già successo quest’inverno causando non pochi disagi a causa della mancanza del riscaldamento e dell’acqua calda. Se non altro in questa stagione il riscaldamento non serve e per una volta possiamo anche farci la doccia fredda, in attesa di riuscire a farla ripartire.

L’idraulico passa più volte a cercare di capire da dove arrivi la perdita. Fatta una riparazione, la caldaia continua a perdere. Ma ecco che in un giorno di pioggia la perdita si fa talmente copiosa da vederla sgorgare! Tempo un altro paio di giorni e anche la seconda falla è sistemata. La caldaia funziona!

Posso ricominciare a dedicarmi al lavoro. Il mio computer mi aspetta. Lavorando su internet la tecnologia non è solo un aiuto, mi è assolutamente necessaria.

Il mio computer è un buon pc in teoria, ma è nato male, con difetti poco chiari, con cui in parte ho imparato a convivere e in parte ho imparato a gestire.

Lo accendo. Lavoro un po’ al montaggio e improvvisamente il computer da errore e si spegne. Uffa…al solito, meni male che salvo spesso il lavoro, anche se gli ultimi passaggi sono da rifare.

Aspetto che raccolga le informazioni e si riavvii.

Il pc si spegne e non si riavvia.

Siamo allo stadio 2 dei suoi difetti tipici, motivo per cui Ricky mi dice sempre: questo computer prima o poi ti abbandonerà del tutto, mamma! Salva tutto in hard disk esterno che lo formattiamo. Ma io ne ho bisogno, non posso formattarlo adesso, né tanto meno comprarne uno nuovo.

Procedo come altre volte. Tolgo la batteria, lo lascio un attimo collegato con la sola corrente e lo riaccendo.

La lucina del tasto power si illumina per una frazione di secondo e con un suono stridulo, un acuto grido di dolore, il mio pc mi fa capire di essere in fin di vita.

Niente da fare. Non si accende. Stavolta è panico. Sul pc ci sono tutte le mie cose, le foto, i video, i ricordi, il mio lavoro, i montaggi in corso.

Mi sale l’angoscia, insieme a pensieri tristi. Mi salgono le lacrime, ma non posso, non devo.  Cerco di calmarmi. Mi allontano dal computer, faccio dei respiri profondi e penso: può la mia tranquillità dipendere dall’abbandono di un computer o è solo perché questa rivoluzione è un simbolo, un richiamo a qualcosa di più concreto e profondo?

La seconda che hai detto, cara Barbara. E allora lascia stare il pc, non pensarci più adesso, guardati intorno e dedicati ad altro, con l’aiuto e la compagnia dei figli. Sorridi.

I figli sono e saranno sempre la tua salvezza, ciò che conta. A tutto il resto c’è rimedio. La vita è cambiamento, capitato o scelto, fa parte della crescita.

Però…faccio progressi…

Forse sto diventando grande!

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