La Stella del mattino

La Stella del mattino è l’appellativo del pianeta Venere, è un romanzo ed è un sacco di altre cose, ma per me è semplicemente mia figlia Stella, che illumina le mie mattine, dall’alba del 15 luglio 2002.
Stella non vedeva l’ora che arrivasse il giorno del suo compleanno ed io ogni volta rivivo l’alba in cui è nata.
Quel risveglio in una calda mattina di luglio in cui, con quindici giorni di anticipo sulla data prevista del parto, Stella ha sferrato un bel calcio al sacco amniotico, facendomi sentire quasi il suono della sua rottura, con conseguente spargimento delle acque per terra…mi ero alzata di scatto dal letto.
Stella era in posizione podalica nel pancione fin dalla ecografia morfologica; era seduta sul mio bacino, nascondendo gli organi genitali, per farci una sorpresa alla nascita.
Stava per nascere il nostro quarto figlio, prima di lei era arrivata una femmina e poi due maschi.
Un po’ di desiderio di bimba c’era, anche se cercavamo di nasconderlo persino a noi stessi…sembra che non sia socialmente accettabile immaginare un figlio di un sesso piuttosto che un altro. È ovvio che il pensiero principale per noi genitori è che nostro figlio stia bene, ma forse che, se così non fosse, lo ameremmo meno? Certo che no!  A maggior ragione se la questione è solo che sia un maschio, piuttosto che una femmina o viceversa.
Perciò, non sapendo se nel pancione ci fosse una femmina o un maschio, avevamo scelto due nomi, entrambi che amavamo molto: Stella e Nicola.
Stella perché le stelle hanno sempre affascinato i nostri figli e perché la nostra primogenita, senza sapere che il nome Stella esistesse davvero, ma solo ispirandosi al suo amore per il firmamento, lo aveva scelto come nome per se stessa quando giocava coi compagni alle elementari.
Nicola perché era un nome che ci piaceva sia per intero che in tutte le sue versioni e diminutivi e perché era (è) il nome di un caro e simpatico amico, adorato anche dai miei figli.
La mia idea era di partorire in un ospedale in cui sapessero seguire i parti podalici ma, visto che le acque si erano rotte, sono dovuta andare nell’ospedale vicino casa. Scelta che ho accettato in tutta serenità, un istante dopo averne capito l’inevitabilità.
Così alle cinque del mattino del 15 luglio, arrivo in ospedale pronta per far nascere la mia creatura.
Con una veloce ecografia mi confermano che Stella è ancora podalica. Subito dopo il tracciato, durante il quale il medico di turno si spaventa: “Signora! Ma lei ha già le contrazioni, dobbiamo subito chiamare il chirurgo” e io lo rassicuro: “Stia tranquillo, ho partorito tre volte, queste non sono contrazioni da parto imminente.”
Dopodiché i preparativi di rito, il cesareo (pesante, con emorragia, ma tutto è bene quel che finisce bene) e il ginecologo che mi dice: “È femmina!”
Vorrei scendere dal lettino noncurante dell’anestesia spinale e abbracciare tutti!
Sono già innamorata follemente di questa meraviglia.
Ora, tredici anni dopo, l’amore e il legame sono sempre più forti (come sia possibile lo sanno solo le mamme) anche se la vita, soprattutto con tanti figli, è sempre più complicata e la fatica si sente in tutte le sue sfumature.
Il lavoro, gli impegni di tutti, la stanchezza, lo stress, i pensieri. L’importante è accettare le cose e osservare con occhio benevolo la vita che cresce e cambia.
In questi giorni io sono particolarmente stanca e impegnata, Riccardo non sta bene da diversi giorni e la preoccupazione per lui comincia a farsi sentire.
Festeggiare si festeggia lo stesso, ma senza aver potuto organizzare molto prima. Per fortuna l’entusiasmo dei figli è sempre contagioso e l’energia per rendere felici tutti si trova sempre.
Corro a fare acquisti, improvviso una torta dell’ultimo minuto, di discutibile fattura, ma buona lo stesso e impacchetto i regalini con la più entusiasta sostenitrice di tutti i compleanni, o meglio i compelanni, come li definisce proprio lei, Elena.
Auguri, Stella del mio cuore. Dalla tua sorellina, di cui sei tanto felice anche se vuole i tuoi regali (visto, sei sorella maggiore anche tu!) e da tutti noi.
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12 Commenti

    • Wow, Laura, grazie! Trattandosi di un post che ho scritto di getto da cuore parlando di mia figlia, mi commuove sapere che ti abbia commossa. Commozioni che si incrociano, che bello!
      Sono una mamma esattamente come te, anche io quando vedo il tuo amore dietro i racconti delle tue cucciole, penso che insieme siete grandi!
      I figli tirano fuori il meglio di noi.
      Un abbraccio

    • Grazie Maria! Sì, alla fine ce l’abbiamo fatta a festeggiare.
      Poi è toccato al compleanno di Massimo (ieri) ed è stato ancora più complesso, anche se alla fine è andata bene. Vi racconterò…
      Un bacione

  1. Auguri!!! Che bello tutti questi compleanni da festeggiare! E che bello il tuo racconto, sembrava di rivivere con te tantissime emozioni… E’ vero tutti noi genitori aspettando i ns cuccioli speriamo anzitutto che stiano bene, ma che male c’è a pensare ad un maschietto o a una bimba? Poi come dici tu, li amiamo tanto, tantissimo, maschi e femmine, e dal momento in cui ne vediamo il minuscolo visetto, gli occhietti che già scrutano il mondo, le manine minuscole… Insomma la nostra vita è già cambiata per sempre!

  2. bellissimi i vostri compleanni come sempre…..ma leggendo non ho potuto fare a meno di preoccuparmi x Riccardo…cosa gli e’ successo???

    • Grazie del pensiero Mariangela. Riccardo ha la mononucleosi. L’ha presa molto forte, è da due settimane che non si regge in piedi, fatica a deglutire e respirare, ha linfonodi ingrossatissimi e una marea di altri sintomi. Insomma, uno straccio. Il medico sta telefonando e passando tutti i giorni. Se non altro sappiamo cos’ha e che ci vorrà tempo e pazienza.

  3. Guarda che l’avevo proprio pensato che fosse la mononucleosi. È tipica dell’età ed anche del caldo. Mi ricordo la mia, fortissima, in luglio, a 17 anni. E anche quella del mio figlio maggiore, a 14 anni e in giugno (ma lui è precoce in tutto:)). Terribile, povero piccolone

    • Urca, davvero Cecilia?! Mi conforti!
      Lui ha 17 anni come ne avevi tu.
      Anche la dottoressa conferma che si può stare davvero male, dice che così forte di solito viene se si prende a 40-50 anni. Per un attimo ho visto ridere anche Ricky. 🙂

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