New York 2013 #13 – Lavanderia condominiale –

Guardando i telefilm americani, ho sempre sognato di fare il bucato in una lavanderia condominiale, in mezzo a tante lavatrici e dove poter anche imbastire conversazioni durante la piegatura del bucato appena uscito da immense e ed efficientissime asciugatrici.

L’ho provato e mi è piaciuto. Credevo che l’unica cosa che non avrei gradito sarebbe stata di non poter andare in lavanderia vestita come se fossi dentro casa mia, ma in realtà in America girare in ciabatte non scandalizza nessuno neanche in pieno centro di Manhattan, figuriamoci nello scantinato di un condominio, dove l’ascensore sprofonda tra pareti sempre più grezze e spoglie e i corridoi sembrano quelli di Shining. Nessuno farà caso a come sei vestito, a maggior ragione arrivando con ceste di roba sporca in mano.

Una volta entrata dentro la lavanderia condominiale, mi sono calata subito dentro un film sentendomi come Sheldon in “The Big Bang Theory” il sabato sera a fare il bucato. Mi è capitato di andare da sola o in compagnia di qualche familiare aiutante, di non  incontrare nessuno o di chiacchierare con un papà professore universitario. È proprio vero che il bucato può diventare un momento di aggregazione e un’occasione di prova della parità uomo-donna: “Cara, scendo a fare il bucato”, invece di “Cara, scendo a prendere le sigarette” è fantastico!

Mentre si facevano le mie due lavatrici o tornavo a casa o chiacchieravo con altri condomini lavandai. Finito il ciclo di lavaggio, schiaffavo tutto dentro l’asciugatrice più voluminosa della lavanderia, mettevo la mia tesserina per il pagamento e via…una volta partita l’asciugatura, visto che spesso era sera e si poteva godere di un po’ (poco) di fresco, ci si riversava tutti nel parco sotto casa a lasciarsi incantare dagli artisti di strada. Tutti si possono esibire a New York, anche tuo figlio con la scatola delle magie, mentre chi non si esibisce o non ha voglia di guardare, cerca refrigerio coi piedi nella fontana.

Tornando a casa resta ancora il brivido di un viaggetto a gravità aumentata e poi ridotta (o viceversa a seconda che si salga o scenda) dentro i potenti ascensori americani che in pochi secondi percorrono  tantissimi piani.

We are American tonight, oh yeah!

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