Liguria 2016 #5 – Piccola leonessa

I segnali sono chiari, ora riesco anche ad anticiparli.
Elena è strana, sembra stanca e un po’ apatica. Nonostante abbia sempre voglia di uscire e di fare qualcosa, poi fa fatica.
Più tardi mette le mani avanti per il pranzo:
Non ho fame, non voglio mangiare. Ho mangiato troppo!
– Davvero? E cosa hai mangiato?
– Una barretta di cioccolata.
Mmmm….la barretta risale a cinque ore prima ed era l’unica cosa che ha mangiato. Non ha voluto neanche il suo amato latte a colazione, perché aveva già la pancia piena.
– Piena di cosa, Elena?
Di acqua!
Ok, si dissolve ogni dubbio: sta per venirle la febbre.
Tempo qualche ora, eccola!
In un attimo la febbre è molto alta (per fortuna il fenomeno delle convulsioni non si è mai più verificato, nonostante la sua temperatura salga sempre velocemente) ed Elena si trasforma: è distrutta, non riesce più a muoversi e a parlare.
Elena non lamenta mal di pancia né mal d’orecchie, forse giusto un lieve mal di gola. A volte lamenta delle bolle alla lingua, ma, non mangiando, il disagio diventa irrisorio.
L’unico disturbo davvero evidente è il malessere e i dolori diffusi per la febbre alta.
Ormai lo so. Siamo nel pieno di un altro attacco della sua PFAPA.
Non ho con me il cortisone che l’aiuta a superare l’episodio, ma Elena aveva avuto la febbre solo due settimane prima e vorrei evitare di darglielo spesso, anche se generalmente basta una compressa o due per tutta la durata della febbre.
Ho un po’ lo spauracchio della possibilità di accorciare gli intervalli tra gli episodi febbrili, a causa dell’abbassamento delle difese immunitarie dovuto al cortisone…che poi le dona anche quel pallore con occhiaie, che la mangeresti di bacini dalla pena e tenerezza.
Stavolta prenderà solo tachipirina.
Elena non la assume per bocca, quando sta male beve a stento solo acqua, devo ricorrere alla suppostina, che non è certo piacevole, ma le dà sollievo e quando è malata è lei stessa a chiederla.
Mamma, ti prego, mettimi la suppostina. Fai piano vero? Mi metti la cremina?
Dopo la suppostina, Elena alza il pollice per dirmi tutto ok e aspettiamo.
La tachipirina di solito le fa effetto nel giro di mezz’ora, ma non è la rinascita che avviene dopo la compressa di cortisone, dopo la quale le ritorna l’energia e persino un po’ di appetito.
Elena però non ama il cortisone, ci mette troppo tempo per farla stare meglio, almeno due ore, e quando si sta male, ogni minuto in più pesa come un macigno.
Purtroppo la durata del sollievo da tachipirina è pari all’emivita del farmaco e dopo tre ore – massimo quattro – Elena è di nuovo KO.
A meno che non dorma. Se dorme, l’efficacia si prolunga un po’ e al suo risveglio ritrovo la mia bimba di sempre.
Ammaccata, ma pronta a sorridere.
Ce l’hai fatta di nuovo, cucciola.
Piccole prove per una piccola leonessa.
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Posted in Bambino 0-11 anni, CiurmaMom, Viaggi and tagged , , , , .

4 Comments

  1. Ho visto il video, cara Barbara. Avrei voluto essere lì con voi, X poter coccolare quella creaturina.
    Che dolce quando ha cominciato a stare meglio e scherzava con te.
    Un abbraccio a tutta la Ciurma

  2. Piccola polpettina!!!
    Quando queste brutte febbri passeranno e non torneranno più, sarai senz’altro diventata forte come una leonessa!!
    Bacioni a tutti!

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