Liguria 2017 #3 – Tutti al mare

Tutti ar mare tutti ar mare
a mostà le chiappe chiare

Co’ li pesci in mezzo all’onne
noi s’annamo a divertì

(Tutti ar mare – Gabriella Ferri)

Avevo l’età di Elena quando Gabriella Ferri cantava questo tormentone e non credo di essere l’unica che ogni estate se la canticchia, almeno mentalmente, al primo bagno della stagione.

Quest’anno la nostra vacanza marina arriva tardi, a settembre, ma la canzone resta invariata insieme alle chiappe chiare…soprattutto quelle di Elena, dalla carnagione chiarissima e reduce da un febbrone e conseguente assunzione di cortisone che la impallidisce ulteriormente.

Siamo tutti contenti di essere finalmente al mare, ma io in particolare osservo Elena. La sua felicità mi ricorda la mia alla sua età per il mare. Ero solo meno fifona dell’acqua (anzi non lo ero per niente…fin troppo) perché abituata fin da piccolissima, e per lunghi periodi, a nuotare “co’ li pesci in mezzo all’onne”.

Per quanto mi scocci ammetterlo, ora tutto sta frenesia del tuffo in mare non ce l’ho più.
L’acqua è fredda, c’è tanto vento, non me la sento, devo ricoprirmi di crema, secondo il monito del dermatologo e mi è appena iniziato il ciclo (che sfiga però).

Queste in realtà sono tutte scuse non scuse: niente di tutto ciò sarebbe un impedimento.
La verità è che mi sono impigrita, non ho voglia di bagnarmi i capelli, non mi va di sentire freddo e il vento mi inibisce, anche se so che poi sarei contenta di aver fatto il bagno.

Pazienza, da adulta sto imparando ad essere la prima a rispettare le mie sensazioni e i miei sentimenti. Così deve essere per tutti, per cui non forzo nessuno a fare qualcosa oltre quello che si sente.

Fai ciò che ti senti e non sbagli mai.
L’ho recentemente sentito dire a sua moglie dal compagno di letto di ospedale di mio padre.

Quanta ragione.

Nicola non si toglie neanche la maglietta, Elena gioca con la sabbia e mette solo i piedi in mare, Stella, Massimo, Riccardo e Alice si tuffano subito, papà fa una passeggiata, io compro la focaccia, gioco con Elena e mi lascio trascinare dall’entusiasmo di tutti.

Una cosa ci mette d’accordo tutti: si torna a casa solo dopo una bella mangiata di focaccia in spiaggia!

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2 Comments

  1. Ecco un’altra cosa in comune: il bagno…da piccola adoravo fare il bagno al mare, era l’evento principale della giornata, mio padre in prima fila, poi io e mia cugina e mio cugino. Quest’ultimo col tempo ha smesso di farlo perchè suo papà non faceva che dirgli che l’acqua era sporca e quindi ha smesso, poi mia cugina ha cominciato ad andare con i suoi amici e siamo rimasti io e mio padre. Solitamente i figli dopo una certa età smettono di uscire con i genitori, io invece l’ho sempre fatto, anche dopo la mia convivenza, se capitava di poter uscire con loro ne ero ben felice, e oggi ne sono contentissima, posso dire di essermi goduta al massimo i miei genitori, ed è stata una grande consolazione quando papà ha avuto l’ictus. Avrei fatto il bagno per ore, ma mia madre non mi lasciava più di tre quarti d’ora, e ora che potrei starci quanto desidero non potrei mai…muoio di freddo 😛 e il sale, e i capelli, la pelle che tira…chissà, forse alcune cose vivono in un periodo della nostra vita e poi devono avere una fine. I bagni con mio padre fanno parte di quei ricordi preziosi, e che quando torno al mare mi regalano sempre un sorriso.

    • WOW!
      1 – mi piace tantissimo leggere i tuoi racconti.
      2 – un’altra cosa in comune: il bagno come evento principale della giornata da piccole, che non lo è più.
      3 – ” forse alcune cose vivono in un periodo della nostra vita e poi devono avere una fine.”

      Credo che sia proprio così, per tante cose, anche se a volte è difficile da accettare.
      Un abbraccio!

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