L’importante è crederci

Ogni volta che Nicola canta questa canzone incomprensibile, tutto preso ed emozionato com’è, penso a un concetto fondamentale nella vita, qualunque cosa si affronti: l’importante è crederci.
Nicola crede in quel che fa e ci si applica con passione e metodo, con costanza e senza cedimento alcuno.
Scrive fogli su fogli, fitti fitti, poi mi chiama, chiedendomi di girare un video mentre canta.
A quel punto fa partire una musichetta al pc, una canzone basata su un videogioco.
Dai lyrics su YouTube, fermando il video al termine di ogni frase, si era scritto tutto il testo.
Parte la musica. Le espressioni di Nicola meritano di essere viste. Trattiene l’emozione e il forte coinvolgimento emotivo. Tiene il tempo con la testa e comincia a cantare al momento opportuno.
Io non riesco a distinguere delle frasi in quel che canta Nicola. Nessuno ci riesce. Vedo che anche Valeria lo osserva, intenerita e arresa.
Nicola canta il testo di questa canzone in inglese, lingua che comunque dovrei conoscere, eppure canta così velocemente, divorando le parole, che non distinguo che qualcosa qua e là.
Esibizione dopo esibizione, mi accorgo che Nicola ora scrive e canta quella canzone pure in spagnolo…a stento capisco che si tratta di spagnolo e solamente perché sento spuntare all’interno del testo “la noche esperar”, “se mi amigo” ed altri indizi probatori.
È davvero difficile cogliere delle vere frasi in quello che dice. Eppure Nicola canta qualcosa di ben preciso, il testo è lì sui fogli, nero su bianco, lo leggo ed è di senso compiuto.
La passione per lingue di Nicola è nata all’età di quattro anni con l’inglese e si sta estendendo ad altre lingue. Spagnolo, francese…ha una grande curiosità e interesse per le lingue, anche se l’inglese per lui resta il top. L’ha imparato da solo su YouTube, a partire dalle ABC songs, ed ha una pronuncia naturale invidiabile.
Se chiedeste a Nicola se conosce l’inglese, lui risponderebbe serafico di sì, quasi stupito della strana domanda.
Io penso che lo conosca un po’, poi, quando gli chiedo una traduzione, mi stupisco sempre di quanto di più ne sappia di quel che avrei potuto immaginare.
Ora è passato anche allo studio dello spagnolo. Non so quanto ne sappia di spagnolo, penso molto poco per ora, ma lo scrive correttamente, con gli accenti giusti, con ¿ a inizio domanda e ¡ all’inizio di una frase esclamativa.
Mi affascina la semplicità di adattamento dei bambini alle diverse caratteristiche linguistiche, mi intriga la naturalezza di questa passione di Nicola per le lingue e invidio il suo credere sempre in quello che sta facendo, senza mai scoraggiarsi, anche di fronte alle difficoltà.
Non so quanto Nicola sia consapevole del fatto di credere di potercela fare da solo, lui semplicemente fa, va avanti per la sua strada, sereno e determinato.
Come raggiungere un traguardo? Senza fretta ma senza sosta. (Goethe)
Ecco, Nicola procede proprio così: senza fretta, ma senza sosta.
Credendo in ciò che fa si autosuggestiona, dandosi un supporto forte e positivo.
L’impegno, la fatica, l’esercizio, sono sostenuti dalla motivazione.
Nicola non contempla il fallimento, perché si tratta solo di andare avanti. Possono esistere rallentamenti, momenti di stallo, ma è solo questione di tempo.
E mentre cresce la sua autostima, man mano che coltiva la sua passione, vede i progressi e capisce che può farcela.
Raggiungere il suo obiettivo, realizzare il suo sogno, è possibile. Da solo e a neanche a 8 anni.
Sono stupita nello scoprire quante cose meravigliose si possono fare quando ci si crede davvero.
Non avrei mai creduto che potesse mirare ed arrivare a tanto.
Ha ragione lo scrittore americano Tom Robbins:
Per ottenere l’impossibile è precisamente l’impensabile che va pensato!
Nicola, piccolo americanino mio, continua così. Always believe, never give up!
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