L’influenza delle mamme

Dopo tre giorni di faringite, preannunciata in piena notte da un’improvvisa morsa pungente alla gola senza neanche dover ingoiare la saliva, ecco che arriva il classico raffreddore, compagno fedele di ogni inizio di primavera.

La gola brucia sempre meno e la fronte non scotta più, ma paradossalmente comincio adesso a fare pena alla gente, quando in realtà mi sento meglio.

Il raffreddore si vede, gli occhi si arrossano, le occhiaie si fanno più pronunciate e i fazzoletti si consumano uno dietro l’altro, ma soprattutto arriva il calo di voce a farsi notare. 

  • Mamma mia, come sei conciata!

  • Quindi ora appaio lo straccetto che mi sento dentro…

  • Ma hai la febbre?

  • Adesso non credo.

  • Perché l’hai avuta?

  • Può essere?

  • Come può essere…sì o no?

  • Penso di sì, ma non l’ho misurata.

Non mi serviva sapere se avessi la febbre e quanta ne avessi. Le mie giornate non sono cambiate. I figli vanno comunque a scuola, hanno le loro attività extrascolastiche ed è un classico che devi accompagnarli la sera a qualche festa proprio in quei giorni.
Poi c’è il lavoro che non si può fermare, giusto la casa la si può lasciare un po’ indietro, ma si mangia e ci si cambia come in ogni altro giorno.

Generalmente febbre e mal di gola mi durano poco, mentre il raffreddore e la sinusite che spesso seguono, possono durarmi oltre un mese, soprattutto ora che gli sbalzi di temperatura, tra quando esco al mattino la prima volta e le volte successive, sono notevoli.

Sarà vero che se fossi stata qualche giorno riguardata a letto o comunque senza uscire di casa né stancarmi troppo, sarei guarita prima?

Non lo so, di certo mi sarei crogiolata nel benessere di non dover fare niente, ma anche nel malessere di non poterlo fare!

Una volta si diceva che l’influenza dura sette giorni se la curi e una settimana se non la curi.

Salvo complicanze, è sicuramente vero ed è per questo che per le medicine mi regolo in base al malessere, non in base ai gradi di temperatura corporea.

Non sarà un termometro a decidere se prendere o meno una medicina, penso che saper ascoltare il proprio corpo sia sempre la cosa più importante.

Gli aiuti esterni, anche delle medicine, possono essere fondamentali ed è importante capire quando è il momento di affidarcisi, ma farlo a prescindere rischia di farci perdere fiducia nel nostro corpo e in qualche modo anche in noi stessi.

Quanto contano le difese immunitarie e il malessere psicofisico nella reazione dell’organismo?

Nel bene e nel male ho provato sulla mia pelle che contano molto.

E allora…

Stella vieni con me a prendere i bambini a scuola e farci prima una passeggiata?

Questo sole improvviso e il suo tepore, forse non serviranno a combattere il raffreddore, ma sicuramente saranno un prezioso alleato per ritrovare il buon umore e di conseguenza la forma fisica.

Dentro di me sono già guarita.

Posted in CiurmaMom, Salute.

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