Londra 2017 #3 – London Eye, Big Ben e altro ancora

Abbiamo organizzato a maggio la vacanza a Londra da fare ad agosto, limitandoci a prendere i biglietti al miglior prezzo possibile e l’appartamento tramite Airbnb.

Una volta finita la scuola, avremmo avuto tutto il tempo per pensare a come sfruttare al meglio i nostri cinque giorni londinesi.

Poi chiaro che non si può mai sapere cosa ci riserva il futuro, quando avremmo potuto fare programmi più dettagliati per la vacanza.

Metti che…che ne so…tuo padre si rompa due vertebre cervicali…

Appunto.

In un attimo è passata in secondo piano l’organizzazione sui posti da visitare a Londra ed è stata messa in discussione anche l’intera vacanza.

Capita che, quando l’allarme supera il livello di guardia, improvvisamente si diventi saggi e serafici.

Non penso a ciò che vorrei vedere a Londra, non mi informo, non programmo niente di niente.
Non ho nessun rammarico al pensiero dell’eventualità di saltare il viaggio. Se riusciremo a partire bene, se no troverò il modo per recuperare più possibile la spesa e far fare qualcos’altro di bello ai ragazzi.

Tutta questa serena imperturbabilità non mi appartiene. Sto crescendo.

Guarda e impara, ragazza!
E se non puoi imparare a non farti turbare da eventi traumatici e non farti condizionare da fatti e persone, almeno ricordati che l’emergenza cambia le priorità, fuori e dentro di te.

Fatta questa lunga (e inutile, ai fini del viaggio) premessa, siamo poi riusciti a partire!
Senza uno straccio di programma, ma con un sacco di freddo all’arrivo a Londra.

Il primo giorno è stato climaticamente scioccante, ma abbiamo sfruttato la giornata come potevamo ed è andata bene.

Per organizzare il nostro secondo giorno a Londra procediamo come da tradizione:
Valeria ed io, questa volta sotto un caldo piumone, ci sistemiamo con Google Maps in una mano e l’elenco dei luoghi imperdibili a Londra nell’altra.

Il programma per l’indomani è presto fatto:

Dal quartiere di Earlsfield in cui ci troviamo, prendiamo il treno per raggiungere il nucleo centrale della città: Central London.

Raggiungiamo la riva sud del Tamigi per vedere il London Eye, la grande ruota panoramica che sovrasta la città.
Non ci saliamo sopra. La fila è lunghissima, il giro costa un occhio della testa e Nicola soffrirebbe per le vertigini.
Nessuno di noi sembra dispiacersi della cosa, c’è così tanto da vedere a Londra.

La vista al di là del fiume è splendida. Very English! Attraverso il Westminster Bridge, raggiungiamo la sponda opposta del Tamigi (no, Riccardo…questo non è il Po e quella non è Porta Nuova, però in effetti hai ragione, c’è qualcosa di simile, soprattutto nel colore dell’acqua…) e ci troviamo sotto il mitico Big Ben, la torre dell’orologio del palazzo di Westminster, di cui avevamo sentito i rintocchi a mezzogiorno fin dal lato opposto del fiume.

Qualunque direzione prendiamo da qui, c’è qualcosa da vedere.
Ci sediamo su un gradino nel perimetro di Trafalgar Square.
Un uomo in giacca e cravatta fa la verticale sulla testa lungo la passeggiata attorno alla pizza.
Nessuno sembra stupirsi. Lo scansano e passano oltre, come se fosse normale.

Ovviamente noi turisti italiani e cinesi scattiamo foto come se non ci fosse un domani.
Sono davvero tanti gli italiani a Londra, li riconosci subito e non solo per la lingua.

Riprendiamo il nostro giro, ho bisogno di un caffè americano da sorseggiare camminando.
Ho sempre amato mangiare a passeggio. È una coccola.
Quando ero piccola, a Roma, c’erano i venditori ambulanti di cartocci di olive. La gente mangiava le olive chiacchierando in giro per la città, io li osservavo e pensavo che avrei tanto voluto che mi piacessero le olive.

Ora le olive mi piacciono, ma al nord vendono solo caldarroste, costano un botto e alla fine me le faccio a casa.

Nessuno Starbucks nei paraggi, proviamo questo Costa Coffee. Non male.

Proseguiamo e nel cercare un altro ponte che ci riporti alla riva sud del Tamigi, attraversiamo un bel parco. Come si chiamerà? Non lo so, ma è carino.

Ecco il ponte! Lo attraversiamo col vento che attraversa noi.
La vista di London Eye da questo ponte vale una sosta per la foto della Ciurma.
Elena, in braccio a Riccardo, non ce la più.

Treno e sprint finale di corsa verso casa, per un totale di 6 ore di camminata per Londra.
Bravissimi Nicola e Elena, piccoli viaggiatori.

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5 Comments

  1. Paracetamol ! Le prendevo! ora solo tachipirina . Che poi è la stessa cosa.

    Hai inquadrato il tour bus che abbiamo preso noi (ovvio magari non è quello) però la compagnia è uguale. Che ricordi belli! I miei figli nella terra della loro mamma.

    Ahhhhh prima che dimentico…. Ricky è tenerissimo con Elena….. Il ballo! . Poi la prende sempre in braccio! I miei quando devono fare salire le scale a Theo si lamentano. .

    • Sai che penso spesso al fatto che vedendo questi video potresti rivivere frammenti della tua vita? Che bello!!

      “I miei figli nella terra della loro mamma.” Sìì, stupendo!

      Anche a me ha fatto tanta tenerezza Ricky che fa ballare Elena in piazza. Mi straziano queste cose!

      Un bacione e un abbraccio a te!

  2. Con questi due vlog su Londra mi fa venire i miei ricordi di quando lo visitata tanti anni or sono. Ho visto il Big Ben e sono salito sul London Eye. Londra mi é piaciuta tantissimo a me. É bella quanto Roma. Secondo il mio parere.

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