Maggiorenne due volte

Buongiorno e buon compleanno Riccardo!

Che bello, sei qui a casa nel giorno del tuo ventunesimo compleanno.

Con noi c’è anche Elena, che non è andata a scuola, perché ha avuto la febbre.

Devi studiare e ho voglia di coccolarti, svegliandoti con un caffè e un dolcetto da offrirti insieme alla tua sorellina.
Accompagno i ragazzi e Nicola a scuola, compro un donut al cioccolato e con Elena saliamo in mansarda.

Quanta dolcezza tra voi due, due fratelli, lo stesso mondo, eppure due mondi ancora così lontani.

Elena che ti sveglia piano piano e tu che ti svegli volgendole il tuo primo sorriso.

Tu ed Elena, siete parte della stessa generazione, ma passeranno ancora tanti anni prima che quei 12 anni e mezzo che vi separano non si sentano più, o almeno non come adesso.

Ci sono coppie che hanno la vostra stessa differenza d’età e anche più, ma a vostro modo anche voi siete una coppia: una coppia di fratelli, innamorati uno dell’altro.

Vedo il tuo amore verso di lei quando le sorridi aprendo gli occhi e le proponi subito di venirti in braccio.
Sorgo il suo amore per te, in quella crescente emozione man mano che ti si avvicina per poi accendersi con un sorriso mentre apri gli occhi.
Lo sento nella sua vocina quando ti risponde “arrivo” e ti si fionda sulle gambe.
Il vostro amore reciproco si vede nelle vostre mani che si uniscono, si accarezzano e si lasciano accarezzare.
Vi guardo e sono felice.

Oggi, Ricky, compi 21 anni, che è un po’ come diventare maggiorenne due volte.

Prima del 1975 saresti giuridicamente diventato maggiorenne oggi.

Mia madre, che si sposò a 20, nel 1963, era ancora minorenne ed ebbe bisogno del consenso del padre per unirsi in matrimonio.
Quando io divenni maggiorenne a 18 anni, ricordo che mi disse: ecco, ora compi 18 anni e puoi fare quello che ti pare.
Come se avessi aspettato apposta quella data per fregarmene di tutto e di tutti, quando io mi sentivo esattamente come l’anno prima: una ragazza, ancora confusa dall’adolescenza, che solo in teoria finisce a quell’età e non mi sentivo certo un’adulta.

Cosa cambia – mi chiedevo – rispetto a ieri, se non che sono giuridicamente responsabile delle mie azioni e che posso votare e guidare?

Ora, vedendo voi, i miei figli diventanti maggiorenni, mi rendo conto che non ero quel pesce fuor d’acqua che mi ero sentita di fronte a quella frase, perché nessuno di voi si è sentito diverso a 18 anni, seppur ufficialmente maggiorenne.

Quel salto verso l’essere adulto avviene più avanti e credo che in te sia avvenuto più tardi, come in me e come nei tuoi fratelli.
Ora ti vedo e ti sento un ragazzo adulto, anche se so che tu (come me all’epoca) a volte non senti ancora di esserlo.

Sei, e resterai, un ragazzo ancora per tanto tempo, ma che ci vuoi fare…anche alla mia età ci chiamiamo ancora ragazzi tra noi. A volte lo fa persino il nonno e allora mi chiedo se dovrei smettere 😉 , ma sento che negli ultimi tempi, la nostra relazione tra te e me ha fatto un altro passo in avanti, si è evoluta ulteriormente.

Dall’avere principalmente una relazione complementare, con ruoli ben distinti, basati sulle differenze che si complementano come in ogni rapporto genitore-figlio, siamo passato ad avere anche una relazione simmetrica, basata sull’uguaglianza. Un rapporto tra pari che interagiscono sullo stesso livello.

Non è più questione di ricordarmi come mi sentivo alla tua età per immedesimarmi in te. Ora quando ti ascolto, quando ti osservo, quando ci confrontiamo, so come ti senti, perché, oltre ad essere mio figlio ed avere sensibilità simili, sento tutto sulla mia pelle, ma la mia pelle di adesso, non quella di quando ero diventata semplicemente maggiorenne.

Mio dolce Ricky non so neanche esprimere come mi sento, dirti tutto quello che sei e l’amore mi dai. A volte te ne renderai conto, altre volte forse no, tutto ti esce naturale e dal cuore e non potrei sentirmi più fiera, fortunata e felice di averti accanto.

Buon ventunesimo compleanno amore mio!

Ti voglio un bene indescrivibile e senza confini, quello che sai e oltre.

Con amore, la tua mami <3

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