Mamme di figli adulti

Mamme di figlie femmine, mamme di figli maschi, mamme di bambini piccoli, mamme di figli grandi o adolescenti. Sono argomenti di cui si parla spesso.
Meno frequentemente si parla delle mamme di figli adulti, a meno che non si passi al ruolo di nonna.

Eppure i figli adulti restano sempre figli, anche se il rapporto con loro, il tempo e le abitudini cambiano, man mano che crescono.

La meraviglia di questa trasformazione la si può godere appieno quando lo sguardo è rivolto in avanti, a partire dal presente, senza voltarsi indietro, ma conservandone i passi, senza i quali non ci si troverebbe dove si è.
Il passato (non ci avevo mai pensato…ma sarà un caso che le parole “passi” e “passato” abbiano la stessa radice?) è importante: ogni gesto, ogni momento, ogni fatto ha avuto il suo scopo, è stato compiuto al nostro meglio e vissuto fino in fondo.

Personalmente sono sempre stata una donna casa, bambini e famiglia.
Ho sempre organizzato tutto per tutti: la routine, lo svago, le attività, le coccole, le cene, le feste e i compleanni, le vacanze, le sorprese, le uscite e le gite.

Mi piace ancora molto farlo quando posso, anche se ora ho dei figli grandi, adulti, che hanno la loro vita e con loro ne ho meno occasione. Amo parlare con tutti i ragazzi, grandi e piccoli, ma adoro il rapporto maturo, sviluppato negli anni con i figli diventati adulti.

Il tempo dedicato a loro è diverso, più raro ma particolarmente intenso e di scambio. Mi piace anche lasciarmi guidare da loro, coccolare e insegnare qualcosa. Da loro, che vivono più nel mondo di me, ho tanto da imparare.

In tutto questo resto sempre la loro mamma e non c’è niente di più bello per una mamma, che dedicarsi ai figli, ascoltarli, parlargli, coccolarli, divertirsi insieme e insegnargli ancora qualcosa, basata più sul vissuto, le scelte e le riflessioni, che sull’educazione che si trasmette con l’esempio quando si vive insieme.

Valeria vive e studia a 50 km da casa, ci vuole un’oretta per raggiungerla e ogni tanto mi regalo mezza giornata con lei, andandola a trovare. Di solito scelgo di andarci in treno. Mi piace guidare l’automobile, ma lasciarmi trasportare dal treno, senza dovere né potere fare niente per un’ora, mi permette anche di dedicarmi nel modo più totale e assoluto ai miei pensieri e a me stessa in generale.

A casa però ho altri cinque figli, mille cose da fare e a cui pensare e, ultimamente, anche un lavoro che mi assorbe nel tempo limitato in cui sono da sola. Perciò ho bisogno di una spinta per andare, qualche impegno che renda il mio andare più deciso. Forse col tempo imparerò ad essere più egoista, nel senso buono di volersi bene, rispettarsi e pensare a se stessi per essere sereni anche nel rapporto con gli altri…i figli in primis che crescendo hanno bisogno di non sentire la responsabilità di una mamma la cui felicità dipende da loro.

Ad ogni modo oggi un impegno ce l’ho, un appuntamento che fa parte di questo processo del prendermi cura di me e unirlo ad una visita a Valeria è davvero il massimo che io possa desiderare da questa giornata. Perciò vado.

È marzo, ma stranamente fa più freddo di quanto non abbia fatto per tutto l’inverno. Nevica , piove e c’è vento, le condizioni climatiche sono talmente avverse, che solo una forte motivazione può far voler affrontare.

Io non ho dubbi: niente mi impedirà di trascorrere questa mezza giornata per me e per Valeria, la mia figlia adulta.

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