#MARESOTTOSOPRA (2^ parte)

Ciurma, rimettiamo il #maresottopra. Si riparte!
Dopo la prima parte di #maresottosopra, la nostra escursione alla ricerca di cetacei riprende da Camogli.
Ripartiamo con un ritrovato sole e i colori di Camogli negli occhi, mentre ci allontaniamo dalla baia con le nostre pancine felicemente piene di focacce ed altre bontà tipiche liguri.
Andiamo in direzione Portofino e, dopo aver costeggiato la Baia di San Fruttuoso, prendiamo il largo per la nostra prima esperienza da Whale Watchers, sperando in un avvistamento in questa zona di mare chiamata “Il Santuario dei Cetacei”.

santuario

Il Santuario dei Cetacei è un tratto di mare compreso tra Liguria, Provenza e Sardegna settentrionale, particolarmente ricco di specie tipiche del Mediterraneo, come balenottere, delfini, capodogli, stenelle e molto altro ancora.
Come ci spiega il biologo marino durante l’escursione, le peculiarità climatiche  e oceanografiche di questa zona, caratterizzate da un particolare regime di correnti di risalita dalle acque profonde che portano un’elevata quantità di nutrienti dai fondali, rendono questo tratto di Mediterraneo particolarmente popolato di vita. L’habitat è ideale e non è raro poter osservare qualche balenottera avvicinarsi persino alla riva.
Attraversiamo la zona chiamata “Golfo Paradiso” perché il mare è quasi sempre calmo.
Quasi sempre.
Esco con la videocamera, faticando un po’ a stare in piedi per il movimento delle onde, ma voglio vedere.
Mi siedo a prua, fa freddo e c’è molto vento. La vista è uno spettacolo!
Mi perdo a osservare il mare, quando…
Non dico nulla, ma è tutto documentato nel video. 🙂
Rientro divertita e mio figlio Riccardo mi riprende, fisicamente e metaforicamente.
Nel frattempo la vita -dentro e fuori l’imbarcazione- si fa sentire, ma io non demordo. Esco ancora. Mi piace tanto, ho sempre pensato che il mare fosse il mio elemento e seguo col corpo e la videocamera le onde, senza nausea e nessun disturbo, solo freddo.
Dopo poco mi raggiunge Nicola, a guardarlo in viso sembra un piccolo Hulk. Il suo colorito è in tinta con la sua giacchina verde.
L’esperienza della nausea in gravidanza, mi viene in aiuto: nasino all’insù e aria fresca sul viso. Piano piano Nicola passa dal verde al rosa, l’emergenza sta rientrando e si fa documentabile.
I due figli maggiori, impavidi, riescono a filmare la scena. Lei tiene la videocamera e lui tiene lei.
Dopodiché, a prua, è d’obbligo la posizione cinematografica “Titanic-style”.
La nostra esperienza da whale watcher, nonostante la buona volontà e tenacia di tutti, si conclude senza nessun avvistamento.
Il capitano pare più dispiaciuto di noi, ché comunque ci siamo divertiti molto e abbiamo goduto dello spettacolo e della forza della natura che è sempre il mare.
Ci viene offerta una seconda possibilità di avvistamento in data da concordare. L’anno scorso, su una cinquantina di uscite, solo tre volte non c’è stato nessun avvistamento.
Niente di meglio: torneremo in mare!
Dopo questa bella notizia, ci aspetta un brindisi a Castel Dragone, nella città di Camogli.
Saliamo in cima al castello. Da qui la vista è mozzafiato, un vero e proprio paradiso per gli occhi, che riempie il cuore. Respiro a pieni polmoni. Osservo. Registro.
Tornati alla nostra imbarcazione ci aspetta un’ ultima sorpresa: il diploma da provetti whale watchers.
Presto potremo mettere a frutto la nostra esperienza e incontrare la fauna marina, di cui ci siamo sentiti parte.
Grazie, Pecora Verde e Golfo Paradiso. Grazie, Capitano Gianluca, alla prossima!
PS: Per chi volesse fare la nostra stessa esperienza tramite Pecora Verde, può trovare tutte le informazioni qui.

 

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