My First Mobile – Una ricerca di Norton e le mie riflessioni

Ottobre è il mese della sicurezza informatica e con l’occasione vi voglio parlare di una nuova ricerca di Norton by Symantec.

MILANO – 24 ottobre 2018 – I genitori si sentono in colpa per la quantità di tempo che trascorrono online in presenza dei loro figli i bambini rimproverano gli adulti di passare troppo tempo “incollati” allo schermo di uno smartphone.

Questo è l’assunto principale che emerge dall’ultima ricerca di Norton by Symantec secondo la quale quasi 3/4 dei genitori pensano di dare il cattivo esempio ai propri figli passando troppo tempo online e 1/3 dei genitori ammettono di essere stati sgridati dai figli per il loro comportamento.

Sulla base dei risultati di questa ricerca, vorrei parlarvi della mia esperienza e confrontarmi con voi sulle sfide che dobbiamo affrontare noi genitori di figli nativi digitali e su come tutelare i nostri figli, vivendo tutti in un mondo sempre più digitale e connesso.

Ma andiamo per ordine.
Il Norton My First Device Research Report è un sondaggio online che ha esaminato le abitudini di genitori e bambini  in ambito digitale e ne ha analizzato i potenziali effetti, positivi o negativi, sui figli.

Metodologia della ricerca:

Il campione preso in esame comprende 6.986 genitori di età superiore a 18 anni, con figli tra i 5 e i 16 anni, provenienti da 10 paesi in Europa e Medio Oriente e ne analizza le abitudini in campo digitale.

Scopo della ricerca:

  • Scoprire la dotazione dei minori di dispositivi mobili connessi (smartphone, tablet), l’accesso e l’utilizzo che ne fanno.
  • Capire l’uso che fanno i genitori dei dispositivi, così come il loro comportamento e atteggiamento nei confronti dell’uso che ne fanno i loro figli.
  • Analizzare l’impatto dei dispositivi sia sui genitori che sui figli.

Risultati della ricerca:

Gli smartphone risultano essere il passatempo preferito dei bambini (addirittura il 71% in Italia, il secondo paese con la più alta percentuale dopo gli Emirati Arabi Uniti col 73%) rispetto ai tablet (60% in Italia),  la televisione (63% in Italia), i videogiochi (55% in Italia), e il cosiddetto cibo spazzatura (37% in Italia).

Inoltre è evidente che i bambini passano più tempo davanti allo schermo di un dispositivo mobile che a giocare all’aperto (in media 2h e 35m al giorno contro 1h e 58m all’aperto) e i tempi si allungano con l’aumentare dell’età del bambino.

Molti genitori si sentono in colpa del tempo che loro stessi trascorrono online, soprattutto quando sono in presenza dei loro figli e sono preoccupati che queste abitudini siano di cattivo esempio per i bambini.

 

La ricerca prosegue analizzando gli effetti negativi e positivi sui bambini di questo assiduo utilizzo dei dispositivi mobili connessi.

Il primo pensiero di noi genitori, osservando i nostri bambini “immersi” nei loro device, è la preoccupazione per la loro salute.

Quali possono essere gli effetti nocivi dell’esposizione dei bambini allo schermo di uno smartphone o un tablet?

Più della metà dei genitori coinvolti nella ricerca afferma che il tempo trascorso sullo schermo di un dispositivo mobile influisce negativamente sulla qualità del sonno dei propri figli.

I genitori si preoccupano anche degli effetti dannosi che i dispositivi hanno sui livelli di energia corporea (42%), le capacità relazionali in ambito sociale (40%), e addirittura sulla salute mentale (37%).

Qual è invece l’utilità che può avere per un bambino l’uso di un dispositivo mobile connesso?

Circa metà dei genitori ritiene che l’uso di un device come lo smartphone o un tablet possa aiutare i propri figli nei processi di apprendimento e problem solving, mentre poco meno della metà (48%) pensano che sia utile per la creatività e il 45% ritiene che dia al bambino una maggiore felicità a livello generale.

La parte per me più impressionante è che quasi  3/4 dei genitori ritiene che, aver cura di un dispositivo mobile, insegni ai bambini ad avere maggiore responsabilità in generale.

Qual è l’età giusta per dotare un figlio del suo primo device personale?

Dalla ricerca Norton emerge che, nella media dei paesi EMEA, i bambini ricevono il primo device mobile personale a 9 anni, mentre in Italia a 10; al contempo, i genitori nella media EMEA pensano che l’età giusta sia 10 anni, in Italia i genitori sono convinti invece che sia ad 11 anni.

E qui dico la mia: l’età giusta non si calcola in anni, né in base alle richieste e ai desideri del bambino, ma in base alle necessità.

Quando ho dotato i miei figli del primo telefono cellulare?

L’ho fatto quando i ragazzi hanno cominciato a tornare a casa da soli da scuola, per la necessità di essere reperibili o di chiamare in caso di bisogno. Per i miei primi quattro figli ciò è avvenuto a 12 anni e inizialmente sono stati dotati di un semplice telefono senza connessione internet per poi passare allo smartphone, appena avessero dimostrato un uso consapevole e responsabile di ciò di cui erano dotati. Generalmente il tutto è avvenuto nel giro di un anno.

Una volta che i bambini utilizzano un mobile device, come possiamo regolamentarne l’utilizzo?

La ricerca Norton ha esaminato anche questo aspetto.

2/3 dei genitori dicono di aver già dettato delle regole con i figli in merito, ma nonostante queste regole, meno della metà dei genitori ha impostato un parental control sui loro smartphone e tablet.

1/10 dei genitori invece non ha stabilito nessuna regola, ritenendo che il proprio figlio sia così esperto di tecnologia da poter aggirare qualunque regola.

La questione più interessante emersa dalla ricerca è che il livello di severità è maggiore tra i genitori più giovani (75%) e i genitori di bambini più piccoli (74%), rispetto ai genitori più anziani (59%) e quelli con bambini più grandi (53%).

Personalmente ritengo che questo sia in parte dovuto al fatto che i genitori meno giovani abbiamo sviluppato una minore confidenza con i dispositivi mobili, per cui si affidano ai figli, sperando che ne sappiano di più di loro e di conseguenza si autoproteggano meglio e un po’ perché, essendo privi di maggiore esperienza, non sono del tutto consapevoli di tutti i rischi del libero accesso a internet.

In conclusione della ricerca di Norton, si evidenzia come quasi la metà degli intervistati affermi di voler fissare limiti maggiori per i figli e senta l’esigenza di avere delle linee guida in merito.

Norton ha sviluppato una lista di suggerimenti pratici per aiutare i genitori a districarsi nella gestione dei device:

  1. Stabilire regole da applicare in casa, come un limite di orario e di tipo di contenuto e linguaggio appropriato all’età.
  2. Invitare il bambino ad accedere alla rete in spazi comuni, senza farli sentire troppo controllati, ma facendo in modo che non isolino.
  3. Stimolare e mantenere un libero dialogo con i bambini in relazione alle esperienze vissute e parlargli del problema del cyberbullismo.
  4. Incoraggiare i bambini a pensare e chiedere prima di cliccare sui link, spiegando che potrebbero essere portati su un sito di contenuti inappropriati.
  5. Verificare i contenuti potenzialmente dannosi sia settando le impostazioni di sicurezza integrate nel browser che installando un buon software di sicurezza, come ad esempio Norton Security, per proteggere bambini e dispositivi da siti web potenzialmente dannosi, virus, tentativi di pishing e altre minacce online volte a rubare informazioni personali e finanziarie.
  6. Discutere con i figli sui rischi legati alla pubblicazione e condivisione di informazioni personali, foto e video, specialmente sui social media.
  7. Diventare un modello positivo, poiché si impara più con l’esempio che con la dottrina.

E proprio partendo dal punto 7, ora passo a voi la parola chiedendovi la vostra opinione su quando dare il primo device ai bambini e come regolamentarne l’utilizzo e vado a giocare con la piccola Elena che mi ha mandato un invito per un pranzo di plastica sul tappeto 🙂

 

Posted in CiurmaMom and tagged , , .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *