New York 2013 #1 -La partenza per New York-

Non c’è volta che, facendo le valigie per andare in vacanza, non arrivi il momento in cui io mi chieda ma chi me l’ha fatto fare?!  Coincide sempre con la fase delle valigie aperte per terra, dopo l’entusiasmo di essere riuscita a organizzarmi a trovare qualcosa di bello e più low cost possibile per partire in otto.

Mentre cerco nei cassetti l’intimo per tutti, in modo che ce ne sia a sufficienza per non doverlo lavare a giorni alterni, ma al contempo averne ancora a casa per i giorni che restano prima della partenza e un paio per l’arrivo, conto e ri-conto se tra 32 paia di mutande e di calze non ho lasciato indietro quelle di nessuno e intanto spero di non dimenticare i pigiami che sono sempre l’ultima cosa che mi ricordo di prendere e penso che c’è ancora la valigia delle scarpe da fare, per cui dovrò convincere il mio rassegnato marito che anche lui, come gli altri, non può portare più di due scarpe e un paio di ciabatte, perché già così ci saranno 24 paia di scarpe e possono bastare.

Di solito è a questo punto che comincio a dover combattere contro il mio cervello che mi suggerisce che una vacanza a casa, senza impegni particolari, senza orari fissi da caserma, senza essere cuoca e tassista a orari mai coincidenti, potendo andare in piscina o a fare un pic-nic, potendo incitare con tutta calma a “solo un piccolo compito e poi siete liberi”, uscendo qualche sera e invitando amici a cena a go go, sarebbe proprio il mio ideale!

Ma questa volta no! Non ho avuto mai un tentennamento, mai un dubbio, mai un cedimento alle lusinghe del divano. Dovevo organizzare e preparare la nostra partenza per New York!

Un anno fa circa avevamo istituito quello che chiamavamo il Fondo New York. Ci mettevamo ogni singolo risparmio, anche il più piccolo, perché in tanti è sempre molto evidente quanto valga di più un piccolo risparmio quotidiano di una rinuncia più grande se una tantum. Perciò consideravamo tutto…una spesa particolarmente vantaggiosa, il non cedere mai a un cibo pronto facendo tutto in casa, dal pane all’irrinunciabile pizza. Una rinuncia a una festa, a un cinema, a un aiuto in casa, a un acquisto…tutto fa. E il fondo cresceva più in fretta di quel che potessimo pensare. Infine, cercando i biglietti con sufficiente anticipo è incredibile, e anche un po’ sconvolgente, constatare che raggiungere l’ America può costare meno che arrivare in Sicilia.

A questo punto non ci restava che approfittare della affettuosa generosità, disponibilità e incitazione di una famiglia di carissimi amici andati a vivere per due anni a Manhattan per lavoro e accettare con grande gioia e gratitudine l’offerta di lasciarci la loro casa a disposizione quando sarebbero tornati in Italia per le vacanze estive.

Così siamo partiti, a fine giugno, alla volta di New York, dove, proprio il 4 luglio –l’Indipendence Day- mia figlia avrebbe festeggiato il compimento dei suoi 18 anni! Che sogno per lei (e per noi) diventare maggiorenne a New York…per giunta il giorno della festa nazionale degli Stati Uniti! E, come se non bastasse, dopo di lei avrebbero festeggiato anche Stella e Massimo i loro 13 e 11 anni. Auguri, amori grandi della mia vita!

 

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