New York 2013 #15 -Il ritorno a casa-

Ora che è finita la vacanza, immagina, dopo un’ attesa di 3 ore all’aeroporto coi bimbi piccoli per il ritardo del tuo aereo, di essere finalmente imbarcato per il tuo viaggio di ritorno da New York a casa, di cominciare la corsa sulla pista e invece di sentire l’aereo staccarsi da terra, accorgerti che improvvisamente decelera e si ferma.

Immagina adesso di attendere un’ ora seduto dentro l’aereo che verifichino il guasto, per poi sentirti dire che è più complesso del previsto e si deve tornare al gate.

Adesso immaginati di scendere dall’aereo con un voucher di 12 dollari a testa offerto dalla compagnia aerea per cenare e di trovare solo un pezzo di pizza (a 12 dollari!) con l’impasto fatto di farina, uova e incastonato di pezzi di aglio!

Ora immagina, con un alito che stenderebbe un cavallo, di presentarti coi tuoi compagni di volo per avere notizie del tuo aereo e scoprire che c’è il rischio di dover passare la notte in aeroporto e dover poi lottare per i soli 12 posti disponibili sul volo successivo, ma che si potrà sapere solo tra altre 2 ore se sarà possibile.

Immagina quindi di passare queste due ore in tardissima serata con una bimba di quasi 2 anni che corre ridendo per tutto l’aeroporto, felice di non poter essere messa sul passeggino neanche un minuto perché è rimasto imbarcato sull’aereo.

 Immagina ora il fuggi-fuggi di gente che si cerca voli alternativi con improbabili tappe intermedie, mentre tu con la tua ciurma non puoi neanche prenderlo in considerazione.

Ora immagina il sollievo sentendo che il guasto è stato riparato e puoi risalire, ma la delusione quando, dopo un’ora che sei seduto dentro l’aereo ancora fermo, senti l’annuncio che il regolamento internazionale impedisce di partire coi bagagli di chi ha rinunciato al volo, per cui bisogna aspettare che il personale di terra venga a prenderselo. E immagina che passi ancora un’altra ora prima che quei bagagli vengano tolti dal tuo aereo.

Ecco che quando parti, alle 00:30 a New York e le 06:30 del mattino a Milano, non pensi neanche più che l’aereo aveva un guasto di cui non sai nulla e che la tua notte è già praticamente finita. Non resta che adeguarsi al programma di viaggio originario e accogliere le sorridenti hostess che, noncuranti del fatto che in America sia piena notte e in Italia sia ormai mattina, dopo un’ora di volo ti portano la cena.

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2 Comments

  1. Io avrei dato di matto già alla prima ora di ritardo… successa una cosa simile con Salvo da Catania e dopo dieci minuti mi sarei sbranata tutti!! 🙂 Siete mitici!

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