La notte in tenda all’asilo

Tra le tante attività che le insegnanti della scuola materna dei miei figli pensano e realizzano per e con i nostri figli, dal 2005 ce n’è una nuova: “La notte in tenda” che rapidamente è diventata una tradizione.

Un’attività dedicata a chi conclude il suo percorso alla scuola d’infanzia prima di entrare nel mondo più vasto delle elementari. I bambini dell’ultimo anno, nel passaggio tra i 5 e i 6 anni, trascorrono verso la fine dell’anno scolastico, una sera e una notte tutti insieme con le insegnanti, cenando con pizza e gelato, ballando e giocando e infine dormendo in tende da campeggio montate nel giardino della scuola. A sorvegliarli dentro e fuori le tende ci sono le maestre e personale scolastico.

Nella nostra famiglia quest’anno è il turno di Nicola. La notte in tenda è prevista venerdì 23 maggio.

Dopo una normale giornata scolastica, il pomeriggio prima dell’evento, mentre a casa prepariamo lo zainetto col necessario (un pigiama pesante o una tuta, un sacco a pelo e un peluche per la nanna) Nicola è eccitato, ma si preoccupa anche molto di poter trascorrere un po’ di tempo a giocare, prima di tornare a scuola per la serata e la notte in tenda.

Il perché lo capisco quando gli dico di prendere lo zaino per partire. Con la voce rotta e una lacrimuccia, mi abbraccia e mi chiede:

-Mamma, ma poi io potrò tornare a casa?

-Certo Nicola, quando ti svegli io e papà ti veniamo a prendere e torniamo a casa.

Basta questa rassicurazione per fargli mettere con entusiasmo lo zaino sulle spalle. Andiamo!

E così, alle 19.30, torniamo all’asilo. Arriviamo che le maestre, con alcuni genitori volontari, stanno finendo di montare le tende. Aspettiamo cinque minuti fuori perché la sorpresa per i bambini è di trovare l’accampamento completamente pronto.

Che immagine meravigliosa! Il giardino di scuola trasformato in campeggio è stupendo, magico. Curiosiamo un po’ dentro le tende, sistemiamo i sacchi a pelo e i peluche, guardiamo inteneriti i cartellini fuori da ogni tenda con i nomi dei bimbi che ci dormiranno e li salutiamo, tranquilli in un luogo a loro familiare insieme ai compagni. L’accordo tra le maestre e i bambini più timorosi è rassicurante: cominciamo a giocare, poi mangiamo la pizza, balliamo, sentiamo la storia e giochiamo ancora in giardino con le lucine prima di nanna. In qualunque di questi momenti possiamo chiamare la mamma se vuoi tornare a casa. In questo modo figli e genitori si lasciano tranquilli.

Che dolce sensazione pensare di non dover mettere a letto Nicola, ma che lo faranno le maestre con lo stesso amore.

Il mattino dopo, sabato, alle 8.00 andiamo a prenderli. Li troviamo coi loro zainetti sulle spalle che si incamminano verso il bar del quartiere per la colazione.

Nicola è ancora assorto, nel suo mondo scolastico, quando ci vede. Poi mi corre incontro per un abbraccio con un sorriso. “Com’è andata, Nicola?” “Bene! La notte in tenda è stata corta, perché era già mezzanotte” mi dice  come prima cosa. La maestra conferma: è andata bene, hanno dormito tutti e che Nicola ha fatto da cuscino a una compagna. Nessuno ha fatto caso ai tuoni la sera e alla piovuta all’alba e passo dopo passo, tra coinvolgimento, eccitazione e familiarità, tutti i bimbi sono passati da una tappa all’altra senza crisi e hanno fatto la nanna, tardi come si conviene in una vera e propria gita scolastica!

Nicola tra una settimana esatta compirà sei anni. Sono felice che abbia fatto questa esperienza coi suoi compagni e le sue maestre. I nostri bambini per la prima volta si sono sentiti veramente grandi e sia loro che noi genitori abbiamo vissuto con entusiasmo e serenità questa prima educazione al distacco, grazie alla stima, alla fiducia e alla consuetudine che abbiamo sviluppato negli anni con le maestre dei nostri cuccioli che li conoscono bene in ogni sfumatura del loro carattere e con cui sanno destreggiarsi in qualunque situazione.
Amo questa scuola, amo le maestre e adoro questa attività semplice ed economica per insegnanti di buona volontà.

Buona domenica maestre, riposatevi…domani si ricomincia!

PS: E nell’ angolo amarcord, ecco la notte in tenda di Stella, 6 anni prima di Nicola. 🙂

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2 Commenti

  1. Bello Bello Bello!

    Se mai entrero’ di ruolo vorrei poter far fare questa esperienza ai miei alunni.

    Bravo Nicola! Sei stato un ometto grande! poi fare pure da cuscino….. grande!

    • Maria spero che un giorno tu possa farlo! E’ impegnativo per voi insegnanti, ma chi, come te, fa questo lavoro con passione e affetto dovrebbe proprio poterlo fare! Un bacio

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