Perdere un figlio (in gravidanza)

francesco pablo

L’evento più terribile che una madre possa temere è sicuramente perdere un figlio. Angosciante, contro natura, la sofferenza più atroce che possa esistere e che cambia la vita per sempre. Qualcosa di talmente orribile che si cerca di tenerne lontano da sé anche solo il pensiero, non solo sperando che non succeda mai né a se stesse né ad altre donne, ma cercando di circoscriverne i contorni, in modo che possa restare confinato in un evento raro. Per questo cerchiamo di pensare che perdere un figlio in gravidanza, eventualità sicuramente meno rara che dopo la nascita, sia diverso e non sia come perdere “realmente” un figlio. Eppure quando ci capita di perderlo durante la gravidanza, l’abbiamo perso realmente, e per sempre.

Non si può, né si deve, fare una scala della sofferenza, perché la sofferenza è soggettiva, appartiene a chi la prova e nessuno può ergersi a giudice quantificandola, ma quando un figlio comincia a crescere nella tua pancia, occupa già tutto lo spazio disponibile nella tua mente oltre che nel tuo ventre.

E più il bimbo cresce, più lo immagini, lo sogni, lo culli e più inevitabilmente si allontana da te la paura di perderlo. Già, la paura…ma non certezza. E anche se credi di tenere conto di questa triste possibilità, quando ti capita non riesci a credere che stia succedendo davvero. E quando lo realizzi fino in fondo ti senti sprofondare e vorresti non esserci, addormentarti almeno per un po’ per avere una pausa da quello strazio, quello strappo dal petto e dal cuore. Lui/lei era una tua creatura, è una tua creatura.

Non credo che faccia differenza se la perdita avviene per misteriosi motivi che fanno fermare il suo cuoricino o che si tratti di un aborto terapeutico, a tuo figlio è successo qualcosa di gravissimo e irrecuperabile ed il pensiero di ogni mamma è sempre solo il meglio per suo figlio, sia che questo figlio fosse stato cercato, sia che fosse arrivato da solo. Sono convinta che nessuna donna esca senza cicatrici da un aborto, anche dal cosiddetto “aborto volontario”. Nessuna scelta è senza conseguenze.

Nella mia vita di mamma ho avuto tante gravidanze, alcune si sono interrotte appena dopo il test, praticamente all’ inizio della spietata  selezione naturale. Mandare giù il boccone è sempre un po’ difficile, ma forse anche perché in passato avevo vissuto lo spauracchio dell’infertilità, per me era comunque un momento importante e cercavo di consolarmi pensando che un’altra piccola vita aveva attraversato la mia. Più duro è stato accettare gli aborti interni che hanno richiesto un raschiamento, quando all’ecografia avevo già visto il battito e il corpicino era già nettamente visibile in tutte le sue parti. Non ero più solo incinta…io aspettavo un bambino, il mio bambino! E quel figlio non ce l’aveva fatta a restare con me. Almeno non fisicamente.

Ma ciò che mi ha davvero devastata è stato perdere un figlio quando ormai anche razionalmente non me lo aspettavo più. Di ecografie ne avevo già fatte, mi sentivo sempre più sicura, cominciava a vedersi la pancia, l’avevo detto a qualcuno sfidando i giudizi perché di figli ne avevo già cinque, lo sapevano anche i fratelli più grandi. Il mondo crolla addosso durante una diagnosi infausta, si esce che ci si sente estranei a tutto ciò che c’è intorno, come sospesi nel vuoto, increduli pur avendo potuto costatare la realtà con i propri occhi. Io non riuscivo neanche a piangere, tanto ero impietrita.

Il passo successivo è stata la scelta più dolorosa della mia vita. Lasciarlo andare via è stato durissimo e mi ha segnata profondamente. Non so come avrei fatto senza il sostegno fisico e psicologico della mia ginecologa. E non finirò mai di ringraziare anche il mio bambino per aver scelto –perché non posso evitare di pensare che sia stato così- di salutarmi prima di andare. Perché poter dire addio a un figlio che si perde in gravidanza è qualcosa di importantissimo e tristemente sottovalutato. Una mamma non può farcela da sola, ha bisogno di essere accompagnata in questo saluto, non che gli si dica che per non star troppo male è meglio cercare di non pensarci, di non guardare, di pensare che avrà altri figli, tanto starà malissimo lo stesso, col tempo anche peggio se non avrà compiuto certi passi, e non potrà tornare indietro. Poi, se anche più avanti potrà pensare di avere un altro bambino, non sarà certo un suo sostituto, sarà un fratellino.

Il mio bambino ha scelto di salutarmi con un calcetto la notte prima di volare via. Non trovo le parole per descrivere il dolore lacerante che ho provato durante quel saluto. Dopo vicende di questo genere ti dicono spesso che sei stata forte. Non è vero, in quei momenti sei fragilissima. E ti senti morire…ma non muori. Non sei forte, semplicemente non hai alternativa. Ma sarò eternamente grata a lui per aver avermi donato anche quel ricordo e per avermi detto “ciao mamma”. È da lì, dall’ addio al nostro bambino, che  parte l’elaborazione del lutto, è la base di tutto il percorso ed è importantissima. Senza basi mancano le fondamenta e tutto quello che costruisci dopo, anche con tanta fatica, rischia di crollare.

C’ho pensato tanto, la nostra società tende a negare il dolore, a nasconderlo, confinarlo. È successo, era destino, non ci pensare, volta pagina, non farti del male. Ma il dolore è un passaggio necessario. Non si nasce senza dolore, non si cresce senza dolore, non si muore senza dolore, non ci si separa senza dolore, non si perde una parte di sé senza dolore. E solo vivendo quel dolore possiamo trovare la forza. Possiamo rinascere. E liberarci anche dei sensi di colpa, altra caratteristica umana e sociale, perché i sensi di colpa in fondo sono un delirio di onnipotenza.

L’ elaborazione del lutto è una questione complessa, un percorso pieno di dolore, ma pieno anche di prese di coscienza, di accettazione fuori e dentro di noi, di possibilità di incontri con persone meravigliose (www.ciaolapo.it) e soprattutto di crescita personale incredibile. Credo che niente nella mia vita mi abbia insegnato di più di quel che mi ha insegnato quel figlio. Lui era il più fragile e bisognoso, il mio bambino speciale.

Tutti dovrebbero tenere a mente questi concetti, a partire dai medici e chiunque ci assista in questo dramma. Un figlio non lo si dimentica, non lo si può né lo si vuole dimenticare, sarebbe come negare o strappare una parte del nostro corpo. Mio figlio è passato direttamente dalla mia pancia al cuore. E lì lo custodisco e lo proteggo. Amorevolmente, come solo una mamma sa fare.

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63 Comments

  1. … sicuramente poi si cerca di dare una spiegazione ma per quanto meno dolorosa possa essere…penso che non ne esistano sufficienti per lenire qualsiasi dolore quando un bambino non nato ci lascia….

  2. “…..Ma il dolore è un passaggio necessario. Non si nasce senza dolore, non si cresce senza dolore, non si muore senza dolore, non ci si separa senza dolore, non si perde una parte di sé senza dolore. E solo vivendo quel dolore possiamo trovare la forza. Possiamo rinascere….”…non potevi scrivere frasi più belle e vere.Con il dolore si impara a convivere,giorno dopo giorno questa “compagnia”forzata entra a far parte di noi e alla fine riesce anche a farci capire,con i suoi e con i nostri tempi, tante cose che altrimenti resterebbe senza un perché.
    Non smetterò mai di ringraziare i nostri due angeli con lo stesso nome,che un freddo dicembre di qualche anno fa sono andati a giocare tra le stelle…

    • Grazie Ilaria! E’ proprio vero quello che dici: è una compagnia forzata che ci aiuta a capire molte cose.
      Sono commossa dalla convidivisione delle vostre sofferenze, mettere per scritto l’insieme dei miei sentimenti mi ha aiutata molto, ma quello che sto provando leggendo di voi, qui e su facebook, delle vostre sofferenze, è un’emozione davvero grande e profonda. Non c’è niente in cui creda di più nella vita che nei rapporti umani. Grazie. Ti abbraccio, Barbara

  3. Grazie di cuore Barbara per aver scritto esattamente le cose come stanno.

    Solo chi ha vissuto quello che abbiamo dovuto vivere noi sa che Perdere un bambino durante la gravidanza ti annienta, cancella completamente quello che eri fino a quel momento e sa che da quelle macerie si deve ripartire per tornare di nuovo in vita, perchè perdere realmente un figlio uccide anche te.
    E al nostro enorme dolore ne abbiamo dovuto aggiungere altro per le tante persone che sono state incapaci di comprenderci e di riuscire ad andare oltre quello che per loro era soltanto “una pancia che non c’è più”.

    E ancora grazie perchè leggendo questo post mi hai fatto sentire, nonostante tutto, un po’ fortunata… anche la mia bambina a suo modo mi ha detto “ciao mamma”. Nel momento in cui i nostri corpi si separavano ho sentito la sua manina sfiorare la mia gamba come un soffio leggero, come un’ultima, unica e preziosissima carezza. Sono morta in quel momento per rinascere a nuova vita con la carezza che il suo FRATELLINO mi ha subito regalato nel momento in cui i nostri sguardi si sono incrociati per la prima volta.
    Sono questi i due ricordi più preziosi che ho, sono questi che mi aiutano a trovare la forza di andare avanti nei tanti momenti bui che sono presenti anche nella mia nuova vita.

    Niente è più come prima, tanti aspetti di me ovviamente sono peggiorati ma ho imparato che il dolore se riesci a vincerlo può migliorarti e renderti più forte; ho imparato anche che esistono persone straordinarie che non si limitano semplicemente a dirti che “si può andare avanti” ma che ti prendono per mano e percorrono insieme a te la lunghissima e difficilissima strada per venire fuori dal buoi; E ho imparato, infine, che l’amicizia vera è CONDIVISIONE e che non è necessario conoscersi fisicamente per considerarsi amici ma basta leggere un bellissimo post come questo per capire che ogni parola è stata scritta anche per te, è stata scritta anche per dar voce al TUO dolore… e questo solo un vero amico è in grado di farlo.

    Ti adoro Barbara e ringrazio ogni giorno la mia Beatrice per avermi regalato te, la nostra Maria e la mia carissima Anna senza di voi ora sarei ancora all’inizio del Tunnel…

    baci grandi e spero di non aver scritto troppo… mi sono fatta prendere a mano perché il tuo sito mi strappiate!!!!!

    • Come sono fortunata ad averti incontrata Rosella, le lacrime mi sono scese su un sorriso di affetto e commozione mentre ti leggevo.
      La manina di Beatrice, quella carezza straziante ma preziosa riesco quasi a visualizzarla tanto me l’hai trasmessa bene. Grazie di aver scritto tutto questo.
      E quanto è vero ciò che hai scritto sulla condivisione, è la stessa riflessione che sto facendo io oggi dopo i commenti ricevuti, gli sfoghi, i cuori che si sono aperti lasciando uscire le emozioni più forti, complesse e private che ci siano. E’ proprio vero che quando si soffre ci si lega l’un l’altro con un filo tanto invidibile quanto tenace. GRAZIE! Con tutto ciò che contiene questa parola

  4. spevo che leggendo alcune risposte mi avrebbero fatto piangere.

    Non riesco a dire nulla…. se non…. vi voglio davvero tanto bene <3

    E GRAZIE davvero tanto a voi…. e alla nostra bellissima "Cicciotella" Sheila!

    Un bacino alato a tutti i piccolini lassu'….e uno ai fratellini qua giù…. tra cielo e terra.

    xxxxx

    • Hai già detto e fatto tanto Maria, alcuni delle tue frasi sono le più importanti che mi mai detto nessuno. Ne cito una tra tutte: non c’è impronta troppo piccola da non lasciare un’impronta nella vita.
      Grazie Maria, a te e alla tua piccola Thea

  5. Si dice che il dolore sia incomunicabile a chi e’ vicino a una persona che ha subito una tale perdita. Eppure la tua voce così sensibile e misurata aiuta davvero a capire senza spaventare. Perché e’ la paura che frega chi sta intorno e le tue parole fanno un ponte. Non e’ quindi solo una testimonianza ma un vero insegnamento. Grazie!

    • Grazie a te Giulia, perchè se c’è qualcuno che mi è stato vicino con grande rispetto ed empatia senza sentirsi in dovere di dire qualcosa, ma senza sottrarsi per la paura di cui parli, quella sei tu. E posso dire con certezza che tanto del lavoro che ho fatto con me stessa è partito da qualcosa che è nato con te nei giorni successivi. Tu per prima mi hai cercata in silenzio, tu hai visto la fragilità dietro il sorriso, tu mi hai fatto capire che quel ponte doveva partire da me perchè nessuno altrimenti avrebbe potuto capire realmente. C’è un bel pezzo di Giulia dentro di me!

  6. Quando è successo a me , all’improvviso, nel dolore e nel senso di vuoto c’era la consapevolezza che il mio piccolo aveva realizzato il suo progetto di vita anche senza vedere la luce Perché la sua presenza aveva dato tanta gioia a tutti noi . Grazie x la tua testimonianza.

    • Grazie a te! Hai proprio ragione, se tornassi indietro non rinuncerei a cercare quel figlio per non rivivere il dramma, perchè significherebbe perdermi lui e la gioia che ci ha dato. Come mi disse il pediatra dei miei figli: a nessuno è dato sapere quanto durerà la nostra vita, se pochi mesi o tanti anni, l’importante è sapere di essere stati amati. E lui è stato (ed è) amato. Ti abbraccio, Barbara

  7. Leggere queste parole oggi x me è stata una stretta al cuore. Il 16giugno 2014salutavo il mio ANGELO …ho dovuto partorire alla 18 settimana x pochi secondi prima che arrivasse l infermiera l ho potuto tenere tra le mani ,salutarlo chiedergli perdono x non aver fatto abbastanza come ogni mamma da fare. Trovo il coraggio di scrivere tutto il mip dopo tanto tempo.
    .grazie x la prima volta nn mi sono sentita sola…non ho ancora superato ho tanta rabbia e smarrimento.ti ringrazio barbara

    • Grazie Cosima, mi hai fatto venire la pelle d’oca.
      Tutte le mamme dovrebbero essere incoraggiate a tenere tra le mani e le braccia il proprio bambino, è un saluto importate. Negare il dolore di una mamma, non solo è inutile, ma deleterio.
      Abbiamo il diritto di salutare i nostri bambini, come si saluta ogni nostro caro che se ne va.
      Tu sei stata brava, perché sul momento non è facile, sembra di poter morire, ma è tutto ciò che ci rimane.
      Per ora è presto per te per stare meglio, hai sentito parlare dei 1000 giorni di dolore? Quelli devono passare, non ci sono sconti per nessuno. Il percorso di elaborazione del lutto è lungo e impegnativo, ma tu lo hai iniziato nel modo migliore. Starai meglio, te lo prometto. Continua a parlarne, dove ti senti, anche qui se vuoi, o privatamente. Tra i contatti trovi la tua mail, se ti fa piacere. Io ti ringrazio. Sei un altro piccolo dono del mio bambino Francesco Pablo.
      Un abbraccio, Barbara

  8. quando si perde un figlio se ne va un pezzo di noi…… no si è più le stesse…se ne possono avere 5000 di figli ma quello che non ce l’ha fatta manca……
    manca sempre anche dopo 1000 giorni …. e leparole più brutte che una madre si possa sentire dire ” non c’è più battito” risuonano nel cuore …….
    quando è successo a noi ..due volte di seguito…. è stata dura … vedere quel cuoricinoche prima galoppava rimanere lì immobile è straziante …..
    la vita si ferma il respiro si ferma cisi vuole svegliare da un incubo…. ci si sente perduti come genitori come madre misono sentita incapace di fare quello che dovevo …di nutrirlo diamarlo ……
    il nostro amore di coppia ,l’amore dei fratelli che già lo vedevano giocare con loro ..ciha dato la forza e la frase più bellala disse il mio grtande” mamma Isaia l’ha voluto con sè Dio perchè è speciale”…..
    mi commuovo ancora per la giaoia checi ha dato isaia ,…e non poterlo salutare è stata dura ma inme c’è ancora lui …..
    la mia forza èstata la mia famgila la mia amica giulia e gaia paola ….e il mio amore …cheisieme a me ha vissuto il pianto e il dolore sorreggendomiad ognicaduta , pregandocon me …. pregandoper isaia perchè si muovesse ancora…
    ma siamo qua a ricordarlo ad amarlo e a ringraziarlo …. e maria èstata la nostra rinascita..
    quando l’ho abbracciata per la prima volta ho pianto ..di gioaia e anche un poditristezza perchè isaia nonha godito del mio abbraccio..

    scua la lunghezza forse questo post è srvito molto anche a mae …..
    veronica

    • Veronica carissima, altroché scusarti per il lungo sfogo…così come forse questo post è servito a te per sfogarti e sentirti meno sola, allo stesso modo è servito a me leggere te.
      Ogni volta che leggo storie personali mi vengono i brividi.
      Ti sono vicina e grazie di cuore.
      Un abbraccio immenso
      Barbara

  9. Barbara e proprio vero il dolore da la forza per continuare e per andare avanti …io lo so bene perché ho perso una nonna a sette anni un nonno a dieci e l’altra nonna a distanza di sei mesi dal nonno…ora ha 25 anni e ancora e con me l unico nonno che mi ha accompagnato per più tempo ..ti voglio un mondo di bene Barbara e i sei figli che hai sono la dimostrazione che il dolore da la forza per andare avsnti

    • Grazie Agata, hai centrato il punto. Trarre forza dal dolore è un percorso complesso e sicuramente lungo, ma quando si riesce (se non si affonda nel dolore) se ne esce arricchiti. Anche se la mancanza si sentirà per sempre, la si incanala in qualcosa di positivo. Un abbraccio stretto e grazie di cuore per il tuo affetto

  10. Care mamma capisco la vostra sofferenza..abbiamo perso la nostra Anna a 25 settimane..abbiamo desiderato questa bimba con tutto il nostro cuore e ad ogni controllo vedere che stava bene ci riempiva di gioia..per noi ormai a 6 mesi era fatta..la nostra piccolina stava per arrivare..sognavamo ad occhi aperti tutto quello che avremmo fatto con lei..tutto quello che le avremmo insegnato..invece quel maledetto lunedì..dopo non averla sentita muovere per un po io e il suo papà siamo andati al pronto soccorso dove ci hanno detto che il suo cuoricino non batteva più..il dolore che ho provato durante il parto non è minimamente paragonabile al dolore che sento dentro..al dolore nel dover lasciare l’ospedale senza di lei..nel capire che tutto era finito..

    • Carissima Vale, grazie.
      Grazie per il tuo commento, grazie per esserti rivolta a tutte le mamme che hanno perso un figlio, grazie per averci raccontato di te e grazie per aver saputo esprimere così bene la sofferenza di noi tutte. “Il dolore del parto non è minimamente paragonabile al dolore che sento dentro”. Quel dolore col tempo si trasforma, ma non andrà mai via. Rimane con noi, insieme alle nostre creature.
      Un abbraccio a te e un bacio alato alla vostra Anna

  11. Grazie a te per questo spazio dove poter dare sfogo alle nostre emozioni..mi sento ripetere che devo reagire..andare avanti..e senz altro voglio farlo soprattutto per il mio adorato e paziente marito..che mi ha detto di poter essere forte per tutti e due per il momento..con la promessa di tornare ad essere la persona combattiva e determinata che ha voluto a tutti i costi questa gravidanza..spero che la vita ci ricompensi e ci faccia gioire con l’arrivo di un fratellino o una sorellina..che conoscerà la storia di Anna..perché a mio parere i figli non si sostituiscono..che siano con noi o meno fanno sempre parte del nostro cuore

    • Vale cara, quanto tempo è passato? I il lutto ha dei tempi obbligati e necessari, non rischiare di farti del male ripetendoti che devi reagire e farti forza. Un passo alla volta, un giorno alla volta.
      Avere accanto un marito come il tuo è fondamentale…
      A me ha aiutata tanto condividere con altre mamme che hanno vissuto lo stesso dramma.
      Ricordo che mia nonna diceva sempre: “Se non si prova, non si sa.” Mai come con questa esperienza ho capito cosa intendesse e quanto è vero…nessuno può capirti fino in fondo, se non ha provato.
      Hai perfettamente ragione: nessun figlio arriva a sostituirne un altro, mai!
      Anna sarà una preziosissima sorellina maggiore. Lei c’è, fa parte delle vostre vite.
      Piangi sfogati, leggi, scrivi, parla, stai in silenzio, segui il tuo cuore, quello che ti senti. Sembra una banalità, ma non lo è, perché cerchiamo sempre di adattarci un po’ al mondo che ci sta intorno e alle persone. Poi col tempo sorriderai, inizialmente anche sentendoti in colpa magari, ma lei ne sarebbe felice. Pensa alle cose belle che ti ha portato Anna: amore tra te e lei, tra te e tuo marito, ad esempio. Ma non solo…io penso sempre alle belle persone che mi ha fatto conoscere, al fatto che io stessa mi sento migliore e più empatica grazie a lui, che mi ha insegnato tanto.
      C’è un filo sottile che lega tutte le persone che soffrono.
      Un bacio, Barbara

  12. Purtroppo 2 anni fa ho avuto una gravidanza extrautirina è stato infernale nonostante i vari tentativi niente sono angosciata e triste piango ogni giorno la mia vita è inutile…

    • Laura, mi dispiace tanto. Mi dispiace per la tua perdita, la tua tristezza e la tua angoscia e mi dispiace sentirti dire che la tua vita è inutile. Non che io non ti capisca, ma la nostra vita non è mai inutile e soprattutto non si misura nella possibilità di procreare. Non arrenderti. Tutte queste esperienze, per quanto dure, hanno creato la vera Laura, con tutta la tua sofferenza, sensibilità e amore. Sai…sono prove difficili che però ti rendono migliore…più empatica, mai superficiale e dal facile giudizio…come invece spesso si vede in giro. Cerca di volerti bene. Io ti abbraccio

  13. Grazie di avermi ascoltato mi sono chiusa in me stessa e dopo due anni non riesco ha parlare con nessuno ho quel senso di vuoto e la mia solitudine scrivo i miei pensieri più bui sono andata da fecondazione assistita ma niente un altra batosta sono giù di morale..

    • Laura, ti rispondo solo ora perché ci tenevo a farlo con calma, ma ti ho pensata molto oggi. Per quanto ti possa sembrare difficile, capisco il tuo dolore, la tua sofferenza. Non riesci a fare nulla che non sia accompagnato anche da questi pensieri e, sapendo che nessuno può vedere la sofferenza che ti accompagna, ti senti anche sola.
      Non chiuderti in te stessa, ma parla con le persone giuste, tenendo presente che il tuo stato di frustrazione e tristezza non è comprensibile da tutti.
      Fai bene a scrivere, aiuta molto anche me e vorrei tanto poter fare qualcosa per te…
      Se ti fa piacere, se quel vuoto senti che ti sta soffocando, scrivimi pure in privato quando vuoi. Ti ascolto volentieri e ti abbraccio

  14. Purtroppo un dolore non ha prezzo se uno vive di persona i giorni i mesi e gli anni passano ma quella ferita rimane sempre era il mio primo figlio tanto desiderato ma perché il destino ha voluto così non sapere niente gravidanza extrautirina ho saputo il giorno stato che ero incinta e poi quella notte mi sono sentita e i dottori hanno detto bisogna intervenire subito perché la ragazza può morire e quando mi sono svegliata pensavo che che era un brutto sogno ma purtroppo non era ho perso il mio bambino di appena di mese ma perderlo così aver fatto il test ed essere felice e la notte stessa perderlo beh direi che rimane scioccante e stata uno shock sono passati 3 anni e quando si avvicina quella data mi ricordo tutti i particolari i miei dolori nella pancia i miei svenimenti menomale che c’ era il mio compagno sennò a quest’ora non ero neanche qua a raccontare quello che mi è successo..spero di avere un altro figlio lo desidero così tanto lo spero con in tutto cuore.

    • Cara Laura, mi ricordo di te, speravo tanto che nel frattempo fosse arrivato un altro cucciolo a lenire, almeno in parte, quel dolore atroce, quella ferita bruciante. La cicatrice rimane sempre, ma quando aspetti un altro bambino, comincia a sanguinare meno e quasi si fa dolce il ricordo del fratellino maggiore. Per quanto riguarda i ricordi, i dolori che si rifanno vivi con gli anniversari, il rivivere ogni sensazione, sono cose che invece non passeranno mai ed è giusto così, perché è il nostro modo per tenere vivo in noi nostro figlio…che purtroppo per gli altri verrà invece presto dimenticato. Spero che il tuo compagno riesca sempre a starti accanto, perché non è affatto facile per una mamma e anche se ormai non rischi più la vita, a volte ti sentirai ancora morire dentro. Conosco una ragazza che giusto ieri ha fatto la sua prima ecografia di un bambino che è in utero è sta bene (test positivo qualche giorno fa). Anche lei aveva avuto prima una gravidanza extrauterina. Spero tanto che presto anche tu potrai vivere questa gioia. Non mollare mai!

  15. Grazie ormai sono due anni che stiamo riprovando mah niente ..la paura è troppa ora stiamo stiamo x iniziare un altra terapia troppo deluse e amarezze so chi avere 37 anni ma il mio istinto mi dice di riprovare di nuovo..

  16. Finalmente si è arrivato il sogno dopo tanta sofferenza e pianti e rabbia sono incinta sono felice quanto ho sofferto quando avevo perso il bAmbino 4 anni fa avevo perso la speranza invece nel giorno del mio compleanno ho avuto questa bella notizia

    • Oh tesoro, che notizia meravigliosa, la più bella e desiderabile! Grazie di cuore per avermi resa partecipe della tua gioia! Ti penserò ancora. Un abbraccio e auguri! ❤️

  17. Mi sembrava troppo bello dopo la terza beta è sceso di brutto non se raddoppiato ieri ho fatto un eco ma non si vedeva niente era troppo presto purtroppo domani ne devo farle un altra ma purtroppo scenderà il destino è proprio crudele un altro fallimento ho pianto tutto la notte dal dolore …

    • Oh nooo! Ho visto solo ora il messaggio, se no ti avrei risposto immediatamente. Mi dispiace tantissimo, che dolore…è come rivivere anche quello passato e si eleva all’ennesima potenza.
      Lo so che in questo momento devi affrontare questo strazio e non puoi certo pensare in avanti, ma ti prego…non mollare mai. Quando vuoi e te la senti sono qui. Un caldo abbraccio da parte mia

  18. Troppo dolore un’ altro la vita è stata troppo crudele nonostante i miei sforzi inutili i soldi spesi per cosa …x niente io non credo più a niente ho solo amarezza e tanta rabbia

    • Ciao Laura, hai ragione, la vita a volte è davvero spietata, ingiusta e crudele. Mi dispiace tantissimo e vorrei tanto poter fare qualcosa per te… Ti mando un abbraccio di cuore e stretto. Barbara

  19. Anchio ho perso il mio bambino che avevo scoperto di aspettare il giorno.del funerale del mio compagno… Provo un forte dolore ma la gente mi giudica solo perche ero all’inizio della gravidanza

  20. La gente non capisce niente.. voglio vedere loro parlano e ti giudicano ormai il dolore è così forte che non mi viene voglia di rispondere…

    • Non rispondere. A volte non c’è riposta migliore del silenzio. Tu sei più ricca interiormente di loro, non disperdere le tue energie per chi non le merita. Un abbraccio

  21. Troppo dolore…quando vedo donne incinte mi viene male i sorrisi felici le carrozzine mi allontano perché non voglio più stare male se il destino ha deciso questo vuol dire che non lotterò più x avere altre delusioni ci convivo fa malissimo x questo ho deciso di tenere dei bambini mi fanno sentire meno sola e serena grazie a loro…

    • Fai bene a tenere due bambini, saprai dargli molto. Il dolore acuto è profondo di cui parli, per me ormai è molto lontano, superato dalla successiva fortuna, eppure è talmente vivo, mi ha talmente cambiata, che solo a leggerti lo rivivo sulla mia pelle e mi sembra ieri. Come vorrei poter fare qualcosa per te! ❤️

  22. Purtroppo i nostri dolori ci fanno capire il senso della vita…io sto dando la forza di reagire con i bambini mi fanno sorridere alla vita che é stata crudele indegna di provare tanto sofferenza spero con il tutto cuore di non soffermati di non avere figli perché la donna vera è dare tanto alle poche persone che mi stanno vicina una l’hai trovata sono io che lotta sempre e delle volte dalla disperazione trovi delle persone che soffriamo ma il dolore rimane sempre lì più ci penso e’ più mi viene da piangere ogni ha la sua forza io sto lottando sto facendo altre visite perché non voglio mollare..

    • Bravissima, non mollare mai! Condivido tutto quello che hai scritto. Sei speciale e lo sei anche per via di queste dolorose esperienze. Ci sono momenti in cui ti senti sicuramente fragile, invece sei forte come poche persone al mondo. Sono con te, scrivimi quando vuoi, mi fa molto piacere. Un abbraccio stretto stretto. Barbara

  23. Almeno qualcuno mi ascolta…l’importante distrarsi è durissima…grazie sei una persona dolcissima grazie

  24. Oggi mi sento un po’ giù di morale stanotte ho pianto tantissimo non so che fare …mi viene il magone ho fatto un brutto sogno sto fa cane… Cerco di pensare ma vedere tutti i giorni i bambini mi viene male tanto c ‘è ancora x 2 settimane poi chi li vede più…scusami ma delle volte d’ più forte di me ha stare male…

    • Non scusarti sfogati cara Anna vorrei tanto poter fare qualcosa per te.
      Lo so che diventa un pensiero fisso che accompagna ogni azione e ogni momento della giornata. Cerca di tenerti occupata nei momenti peggiori. Esci, fai qualcosa che ti piace. Un abbraccio stretto
      Barbara

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