Primo giorno di scuola: il rientro a casa

È il momento del rientro a casa dopo il primo giorno di scuola.
A giudicare dal tempo trascorso da quando li ho consegnati a scuola, sembra passato un istante.
A giudicare da come mi sento, sembrano passate 48 ore senza dormire.
Credo di dovermi abituare, la mattinata è volata senza riuscire a lavorare molto e non solo per aver avuto bisogno di due pause caffè, ma perché si è oggettivamente volatilizzata!
Guardo il mio lolologio viola (come Elena chiama il mio orologio da polso) e il primo istinto è di pensare “Di già??” ma subito dopo la mamma mammosa che è in me balza fuori e pensa “Non vedo l’ora di rivederli!”
Salgo in macchina e volo all’ asilo da Elena. 
I due liceali sono già a casa. Sono tornati a piedi; possono farcela dopo due ore di scuola. Un rientro a scuola soft, almeno per loro, e ora sono qui, morti di fame. Si sono alzati quattro ore fa senza aver avuto una gran voglia di fare colazione poiché, fino a ieri, a quell’ora per loro era ancora notte.
Arrivo al’asilo con la serenità di chi sa che è sicuramente andato tutto bene, ma comincio a fremere.
Di che umore sarà Elena?
Eccola!
La sua emozione nel rivedermi è evidente, è come se avessimo vissuto per un po’ in due mondi a parte che improvvisamente di riuniscono.
Mi sorride, mi corre incontro e man mano che si avvicina il sorriso si increspa. Sono accucciata, Elena atterra affondando il faccino sul mio collo e con l’orecchio lì vicino, sento chiaramente che ingoia saliva e lacrime.
Resta un po’ immobile mentre la abbraccio, la scosto delicatamente e la guardo in viso, inspira rumorosamente e mi dice: mi sono divertita a scuola!
Evviva, è andata! Ora mi mostra felice i disegni che ha fatto per me.
Intanto a casa arriva anche Stella, terza media.
-“Tella, ti sei divettita a scuola?”
-”Sì, Elena, mi sono divertita.”
Ottima risposta Stella…grazie!
Resta da recuperare Nicola, la seconda elementare è tutta da scoprire, l’unica certezza, ormai maturata in prima, è che c’è da lavorare e non solo giocare. Questa consapevolezza non lo aveva fatto alzare dal letto con molto impeto.
Per fortuna Nicola esce entusiasta e racconta a ruota libera.
Un entusiasmo dolcissimo e contagioso.
Un entusiasmo pronto a svanire alle 7.30 di domattina.
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6 Comments

    • Wow Mafalda…grazie! ❤
      Ho sorriso leggendo e mi rendo conto che questo sorriso non mi si leva più dalla faccia.
      Riferirò a Stella, fa sempre piacere sentirtelo dire, ma a tredici anni ancora di più 🙂

    • Elisabetta, grazie a te per la tua vicinanza e il tuo affetto, ma anche perché è grazie all’interazione tra noi mamme che si generano nuove idee e possibili soluzioni.
      Chi ci è già passato prova a mettere a disposizione la sua esperienza, ma alla fine si tratta sempre di un aiuto reciproco.
      Un abbraccio
      Barbara

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