Primo giorno di scuola, tra elementari e liceo


Scuola Montessori
Viale Adriatico, 140 – Roma

12/1976 - Roma - Davanti alla Scuola Montessori

12/1976 – Roma – Davanti alla Scuola Montessori

In questa foto avevo l’età di Nicola, ma della scuola elementare ho ricordi che risalgono fin dal primo giorno in prima, uno dei ricordi più lucidi che abbia della mia infanzia.
Avevo grandi aspettative verso le scuole elementari. La struttura la conoscevo già, perché l’avevo frequentata per l’ultimo anno di scuola materna, dopo una terribile esperienza in un altro asilo.

Quanto era bella la mia scuola, quanto amavo la mia maestra Sofia e i miei compagni di scuola.

Al banco mi mettevano sempre vicino a Marco, che con me stava tranquillo, chissà perché.
Le mie amiche Cristina, Manuela, Anna. E Roberta, che portava tutti i giorni per merenda le patatine, mentre io le potevo avere solo una volta alla settimana. Non la invidiavo, pensavo che se avessi potuto avere le patatine tutti i giorni, non sarebbero state così buone e speciali.

Il primo giorno di scuola, però, restai delusa.
Non vedevo l’ora di imparare a leggere e scrivere, di studiare. Invece, ci fecero fare un disegno.
Tutto qui?
La mattinata passò velocemente, non credo di aver pianto entrando, difficilmente piangevo quando si trattava di farsi coraggio.
Ero, e sono, più un tipo da pianto sentimentale, che da pianto per paura di affrontare qualcosa.

Osservo Elena, che inizia adesso le scuole elementari. Come la prenderà?
Fino alla fine della scuola materna non era pronta per il passaggio alle elementari, ma la cosa non mi preoccupava. L’esperienza con i figli mi ha insegnato che sono sempre pronti al momento opportuno.

Durante l’estate la maturazione è arrivata. Una presa di coscienza da parte di Elena, senza farsi troppe domande, senza rimpianti ma con dei preziosi ricordi e la preparazione dalle maestre della scuola d’infanzia.

Andrò nella scuola di Nicola. Così almeno potrò vederlo.

Nicola, al contrario di Elena, aspettava da un po’ l’arrivo della sorellina. La fine dell’anno scorso ne parlava continuamente sia a casa che con le maestre.

Osservo anche Nicola. Sembra sereno. Probabilmente in un mix tra voglia e svoglia! Da quarta elementare, insomma. Già somiglia all’espressione dei due liceali!

Nicola però ha questa grande novità dell’arrivo di Elena e non vede l’ora da tempo di mostrarle la sua scuola e che venga a farne parte.
Poi, gli ultimi giorni di vacanza, aveva manifestato un po’ di ansia. L’istinto protettivo da fratellone lo avevo spinto a dirle, pochi giorni prima del primo giorno di scuola, di non dare confidenza a nessuno.

Farò come dice Nico: non parlerò con nessuno.

Nooo…parla e gioca con i compagni e le maestre quando ti va di farlo e non parlare quando non ti va di farlo.

Siamo pronti. Non vedo l’ora di portarli, coccolarli e incoraggiarli, vedere le loro reazioni e, soprattutto, ascoltare i loro racconti all’uscita. Rivederli, i sorrisi, i racconti, talvolta le lacrime sono da sempre i momenti più ricchi e belli della mia giornata.

Buona giornata ragazzi, buon anno scolastico!

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10 Comments

    • Quello delle scarpe (a scuola indossano crocs, ciabatte o altre scarpe comode a piacere) è stata una scelta fatta negli ultimi anni, perché la scuola ha un giardino immenso tutto intorno dove trascorrono gli intervalli e, soprattutto d’inverno, finivano per portare continuamente tanta terra dentro la scuola, le classi e i bagni. Sembra che funzioni ed è stato carino vederli entrare e cambiare le scarpe, perché sembra di vederli entrare in casa. La scuola, in effetti, è anche un po’ la loro seconda casa.
      Un bacione ❤

  1. Ciao Barbara ho visto il video e ho visto Elena che è andata alla prima elementare era molto motivata e pronta per fare nuove amicizzie e imparare nuove cose nuove anche se Elena è una bambina molto intelligente e sono sicura che andrà alla grande. Mi sono commosa quando l’ho vista nella sua nuova aula scolastica 1B se non sbaglio. Ma come si chiama la scuola ? Un bacione a Elena da parte mia e di mia mamma e un bacione a Nicola .Ciaoooooooooooo Rita

  2. Auguri ad Elena (….anche se un pochino in ritardo) per il compleanno e auguri a tutti di buon anno scolastico!!
    Barbara che bello il fatto di essere potuta entrare il primo gorno di scuola…io non ho potuto con le mie ragazze perchè per motivi di sicurezza hanno chiamato i bimbi in palestra e sono andati in classe con le maestre. Peccato….
    Invece io ho ancora un bellissimo ricordo del mio primo giorno di scuola con la mia mamma che mi accompagnava in classe.

  3. ma che bello questo tuo racconto, troppo simpatico il tuo pensiero riguardante le patatine della compagna di classe, e la delusione del disegno 🙂
    Io al mio primo giorno di scuola non ho pianto, c’era il mio compagno Davide che ha pianto tutte le sue lacrime avvinghiandosi alla sua mamma, e il suo teatrino è stato per me così interessante che ha catalizzato la mia attenzione su di lui. Ricordo che la maestra Rita attaccò in alto a destra, sul banco di ognuno di noi, i nostri nomi, per poterli memorizzare. Maestra da me adorata, le scrissi una lettera a Natale ai miei 16 anni, lei mi telefonò emozionata del fatto che dopo tanto tempo, e non dopo l’ultimo anno di elementare come pare facciano in tanti, io avevo avuto un pensiero per lei.

    Dolcissimo Nicola quando si illmina nello scoprire che Elena è vicino alla sua classe, e quando ho letto che Stella si è commossa…bhe mi son commossa anch’io!

    • Carissima Silvana, che ritardo clamoroso nel risponderti! Non avevo potuto leggere quando hai commentato e, pur non vedendo l’ora di farlo, mi trovavo in un “frullatore” tale di normalità e casini, che sono riuscita solo adesso (mio padre è stato operato di nuovo per la sua frattura, intervento rischiosissimo a Torino, ma è andata bene e ieri, finalmente, lo hanno trasferito vicino casa).
      Mi incuriosiscono molto i ricordi del primo giorno di elementari. Ho letto il tuo e mi sono immaginata la situazione. Credo che sarebbe potuta accadere la stessa cosa anche a me. Mi hanno sempre detto che da piccola osservavo molto il mondo intorno, presa in particolare da alcuni eventi. Mi hai dato un po’ la stessa impressione.
      Credo che la tua lettera alla maestra delle elementari, scritta a 16 anni, sia una delle emozioni e soddisfazioni più grandi che possa avere un’ insegnante.

      Poi che dirti…è stata una catena di commozioni: Stella che si commuove, io che mi commuovo a vedere lei commossa, tu che ti commuovi a leggere di Stella commossa e io che mi commuovo a leggere di te commossa per Stella!

      PS: quanto mi piace la modifica del tuo nick, da Peo a Peo. Silvana 🙂

  4. Diciamocelo, siamo delle piagnone 😀
    Guardo sempre tutti i tuoi video, con un interesse particolare per quanto riguarda le novità del tuo papà, e sono contenta che finalmente sia vicino casa, e contenta ovviamente del fatto che i suoi progressi non si fermano, ci vuole una gran pazienza. Quindi non prenderti pena se non riesci a ripondere ad un commento, so che sei sempre tanto impegnata, tra i bimbi e tuo padre, sei sempre tanto cara.

    In effetti ci hai preso, sono sempre stata, e lo sono tutt’ora, un’osservatrice, mi piace guardarmi intorno, ascoltare, una sorta di pettegola spettatrice in pratica eheh
    E allora Peo Silvana sia 😉

    • Ciao piagnona mia, qua la zampa!
      Godiamoci lo spettacolo della vita intorno a noi! Hai mai guardato dalla finestra illuminata del palazzo di fronte, immaginandone la vita dietro? Peccato solo che manchi la possibilità di ascoltare, su questo me ne faccio delle gran scorpacciate fuori dai cancelli di scuola! Anche se la conversazione a due, con la persona che ho davanti, resta la mia preferita.
      Un bacione ❤

  5. Per me le elementari e le medie non sono degne di essere ricordate sono come l’età preistorica. Mentre il liceo e l’università é paragonabile alla Storia qui di degne di essere ricordate. Poi questa é la mia opinione. Io rispetto anche le opinioni degli altri. Sempre essere aperti.

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