Quanti compiti hai da fare?

Quanti compiti hai da fare questo weekend? 

Pochi? Tanti?

La risposta di Elena, prima elementare, è sempre “pochi”. La risposta di Nicola, quarta elementare, è sempre “non lo so”.
Più che la mole di compiti è la voglia di farli a determinare la loro risposta.

Apro il diario di Nicola per scoprirlo, in modo da sapere come andranno distribuiti tra sabato e domenica.
L’organizzazione prima di tutto, soprattutto nel caso ci siano altri impegni, ma senza ossessioni e malumori…o almeno ci proviamo.

Ho sempre cercato di far fare i compiti ai figli col sorriso.
Compiti è bello?! Beh no, missione impossibile!
L’importante è non viverli come una punizione e non farli diventare una tortura per il bambino…e per il genitore.

Inoltre un approccio positivo ai compiti delle elementari (più avanti subentra la rassegnazione) è un investimento per il futuro, dal momento che, come sappiamo, gli esami non finiscono mai.

Elena, per ora fa i compiti volentieri, un po’ per carattere, un po’ perché fa solo la prima elementare, ma soprattutto perché ha sempre guardato Nicola svolgerli e non vedeva l’ora di diventare grande anche lei e farli insieme.

Nicola, invece, non ha mai voglia di fare i compiti. Non so se in questo c’entri anche il fatto di essere disgrafico, il che gli rende molto più faticoso svolgerli, ma di fatto è così, pur essendo un bambino molto curioso e con tanta voglia di imparare cose nuove, i compiti per lui sono una scocciatura.

Quando Nicola vede la quantità di cose da fare e da scrivere, si avvilisce e spesso ci vuole più tempo a convincerlo a fare i compiti che a svolgerli.

Per far affrontare più volentieri i compiti ai bambini, può essere utile mettere in atto alcune strategie.

Di solito, io punto su quattro punti cardine: quando, come, dove e con chi.

Quando?

Con Nicola abbiamo stabilito una consuetudine.
Se possibile facciamo i compiti sempre nello stesso momento della giornata, un momento specifico che lui conosce e lo aiuta a prepararsi psicologicamente all’arrivo dei compiti.

Come?

Di solito associo i compiti a qualcosa di piacevole. Per Nicola: la merenda!

L’unico rischio di questa associazione potrebbe essere di amare meno la merenda, ma nel caso di Nicola il rischio è pressoché nullo e, data la sua stazza, lo si può anche correre.

Dove?

Per svolgere i compiti scelgo un luogo raccolto, accogliente e familiare, ma senza tante distrazioni.

Nel nostro caso è la cucina, col tavolo sgombro da ogni altra cosa che non siano libri, quaderni, astuccio e diario.
Unico ospite extra-compiti tra le pagine è la merenda.

Con chi?

Fondamentale per affrontare bene i compiti è anche con chi farli. I bambini devono sentire, in chi li aiuta, l’affetto e la serenità di poter sbagliare, senza essere giudicati.

Se ripenso indietro…quanti anni di studio ho alle spalle coi miei figli?

Alle elementari la conduzione di un adulto nel fare i compiti è sempre stata necessaria, almeno come presenza, incoraggiamento, affetto e aiuto nei momenti di difficoltà e per le parti da studiare e ripassare.

Con le scuole medie i figli sono diventati sempre più autonomi e il mio contributo sempre più sporadico e occasionale, fino alle superiori in cui l’aiuto è diventato nullo o limitato agli inizi. Dopodiché non sarei stata più neanche in grado di dargli una mano e hanno cominciato ad aiutarsi tra loro:  versioni di latino, limiti, funzioni, derivate…aiutoooo, chi se li ricorda più!

È sempre stato così, per i compiti dei miei primi 4 figli, tutti vicini d’età.

Compiti, compiti, compiti. Finché Stella ha iniziato le medie e ho ricominciato il ciclo con Nicola che, a quel punto, iniziava le elementari.

A far fare i compiti a Nicola, ultimamente ci alterniamo un po’, ma Nicola dice che preferisce fare i compiti con le femmine, soprattutto se non si tratta del suo amato inglese…che finisce per essere lui ad insegnare a noi!

Questa domenica sono particolarmente fortunata e i fratelli grandi aiutano i piccoli.

A casa ci sono sia Valeria, che Nicola adora ed ha tutte le intenzioni di sposare da grande, sia Stella, con cui Nico recentemente è riuscito persino a ridere studiando scienze, superando un precedente momento di sconforto.

A me non resta che godermi lo spettacolo, fare la cameriera e immortalare questo magico momento, che sicuramente resterà un dolce ricordo per tutti.

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Posted in Bambino 0-11 anni, CiurmaMom and tagged , .

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