Il secondo giorno di scuola…il gioco si fa duro

I duri cominciano a giocare quando il gioco si fa duro, ovvero il secondo giorno di scuola.

È difficile mantenere lo slancio di entusiasmo quando si ha sonno e comincia a insinuarsi la consapevolezza che l’esperienza dell’asilo e della scuola elementare non terminerà in una gloriosa giornata, ma sarà solo l’inizio di qualcosa dal termine indefinito.

È difficile salutare ancora la mamma che sembra aver preso gusto a lasciarti lì da solo/a e ti chiedi se comincerà a piacerle troppo.

È difficile stare a scuola dopo aver visto quanto è lunga e impegnativa la giornata, soprattutto nei momenti di malinconia.

Ricordare quante cose belle si erano fatte il giorno prima è tanto inevitabile, quanto inutile. Urgono degli incentivi, aggrapparsi a una novità, a qualcosa di diverso che faccia venire voglia di alzarsi o di uscire.

Per non affaticarmi troppo, perché in fondo anche io ho perso un po’ di slancio, tento proponendo una colazione innovativa. Un buco nell’acqua, anzi una fregatura…la colazione innovativa viene rifiutata ma probabilmente verrà recriminata uscendo da scuola.

Che fatica uscire stamattina, piove pure e non me lo aspettavo, devo cercare le giacche e gli ombrelli.

Idea! Come ho fatto a non pensarci prima. “Ci vuole un ombrello per andare a scuola con la pioggia, è divertente!”

No, non funziona. Ma ho ancora una chance. Gli stivali! “Cerchiamo anche degli stivali?” “Sììì!”

Funziona, usciamo di corsa prima che cambino idea. Procediamo un passo alla volta e quello verso l’automobile è fatto. Bene.

Poi si arriva di fronte alla realtà tangibile dell’imminente abbandono e lì non c’è pozzanghera che tenga.

L’unica pioggia che ormai può fare qualcosa è -forse- una pioggia di baci e abbracci. Finchè non ci si calma, pronti per una giornata di scuola che sappiamo benissimo che non sarà affatto male!

E domani è un altro giorno.

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2 Commenti

  1. un sacco di domande:
    1. cos’era questa colazione innovativa?
    2. cosa voleva fare in auto Nicola? sembrava quasi intimidito dal chiederlo soltanto
    3. ma come hai fatto a non lasciarti commuovere da quel pianto di Elena? mamma mia: censuraci questi struggimenti di cuore, ti prego.:)

    • 1. La colazione innovativa era la pasta! (avanzata dalla cena) Piatto preferito di Nicola.
      2. Nicola voleva vedere “un piccolo video” dal mio cellulare. Per questo era intimidito nel chiederlo.
      3. Mi struggo eccome, altroché. E la censura c’è…quello era il pianto quando si stava già calmando. Immagina il resto. Buah…

      PS: Ieri Elena è uscita contentissima dall’asilo (vedrai dalla frase di domani) e stamattina è andata a scuola sorridente. Che sollievo…è tutta un’altra cosa anche per me. 🙂

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