Solidarietà femminile

Si dice che la solidarietà femminile sia merce rara ed io, ottimista di natura, fatico ad accettare che possa essere vero.
Se guardo il significato di solidarietà è evidente che si tratta di un rapporto di comunanza e di collaborazione basato su un concetto empatico, etico e sociale, che ci permette di superare le diversità e di sostenere chi è in difficoltà.
Essere solidali è fondamentale per salvaguardare il benessere di tutti ed è necessario insegnarlo, o meglio trasmetterlo, anche ai nostri figli, mostrandolo noi stessi quotidianamente.
Senza solidarietà non c’è accoglienza e senza accoglienza, la società rischia di trasformarsi in una giungla in cui vige la legge del più forte.
Io non ho figli competitivi e non riesco a insegnare loro ad esserlo. Se mio figlio all’asilo mi dice che un bimbo gli fa i dispetti  o gli tira i capelli, non gli risponderò mai di difendersi. Non l’ho mai fatto, neanche quando è capitato che fosse preso di mira a spintoni e morsi.
La competizione e l’aggressività affettiva, scolastica, lavorativa, non fa per me. Non credo che ci sia bisogno di emergere sugli altri per stare bene, credo solo che si debba essere contenti e soddisfatti di sé, senza paragoni.
Io sono contenta e soddisfatta di quello che faccio, ma con un blog mammesco mi sono inserita in un ambiente prettamente femminile, dove, in teoria non ci sarebbe competitività (il web è una rete mondiale, c’è posto per tutti), ma sorgono facilmente pettegolezzi, invidie e gelosie. È come se mi fossi tuffata a capofitto in qualcosa che ho rifuggito per una vita.
All’inizio non me ne sono accorta, me piccina, mi sentivo un puntino in mezzo alle altre. Poi ho capito che non ero così un puntino o che lo erano anche le altre, che esistevo per qualcuno e che esisto sempre di più.
Continuo ad evitare la competizione, ad essere timida di fronte a certi discorsi e rifuggirne altri a costo di apparire un orso; davanti ai cancelli di scuola, come davanti ai cancelli del web.
Se però sento odore di vicinanza e di solidarietà femminile, tutto cambia! Mi trasformo in chiacchierona, mi sbilancio e dico la mia, chiedo se ho bisogno di aiuto, parlo di tutto e racconto, anche le cose più intime.
In tutto questo si inserisce il mio brevissimo e personalissimo racconto del MammacheBlog, che non è un racconto dell’ evento in sé, delle opportunità di incontro e di conoscenza che ci offre (anche se fatico a trattenermi e non approfondire), ma di un piccolo gruppo di mamme.
Mamme che si aiutano da tempo tramite un gruppo di Facebook, per piccoli consigli tecnici sul blog, mamme che si sostengono senza essersi mai incontrate, solidali e unite anche al di fuori del blog.
Mamme che mi sono state vicine quando ho avuto Elena malata e che hanno persino partecipato con entusiasmo alla costruzione della mia cucina nuova.
Di gruppi per mamme blogger ce ne sono tanti, ma questo per me è speciale.
Nasce, grazie a due ragazze, per discussioni tecnologiche e si sviluppa in chiacchiere, aperitivi virtuali e racconti di vita e di blog.
Una delle due fondatrici, Arianna, è molto presente nel gruppo, sempre discreta ma pronta ad aiutare tutte, è la più preparata di noi dal punto di vista informatico.
Prima dell’evento MammacheBlog, abbiamo creato un gruppo di whatsapp, che abbiamo chiamato “MammacheGruppo”, per organizzare un aperitivo a fine serata tra noi, ma nel frattempo è stato organizzato un aperitivo all’interno dell’evento.
Tutte abbiamo deciso di aderire all’aperitivo ufficiale, ma il gruppo non ha smesso di scriversi, cazzeggiare, ridere, commuoversi.
Ci siamo sincronizzate, sempre via whatsapp, e ci siamo incontrate, chi alla stazione Centrale di Milano (venendo da tutta Italia), chi direttamente al Palazzo delle Stelline.
In tutto questo Arianna non c’era. Lo sapevamo, aveva un pancione in via di esplosione, tanto che il giorno stesso del MammacheBlog ha partorito Tommaso, rendendola mamma per la seconda volta.
Noi eravamo lì anche per lei e per le altre ragazze che non hanno potuto essere presenti e, tra un workshop e l’altro, abbiamo scattato alcune foto per creare questo video dedicato ad Arianna.
Siamo pronte a portare nel gruppo la conoscenza acquisita in questi due giorni e ci siamo ripromesse di prenotare, per l’anno prossimo, stanze triple e quadruple in albergo per stare più possibile insieme.
Non esistono blog grandi e blog piccoli, successi e insuccessi.
A fine giornata saremo tutte in albergo in pigiama, a sfondarci di merendine dello sponsor!
#MammaCheGruppo! 🙂
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28 Comments

  1. Barbara che meraviglia di post, mi ha commossa! Io come te ho sempre odiato la “competizione” intesa nel senso dello spintonare e sgomitare per farsi largo ed emergere, l’unica competizione che adesso, dopo forse troppo tempo ho accettato e che anzi sento positiva è quella con me stessa, perché è uno sprone a migliorarsi ogni giorno e quella sì, fa stare bene! Spero che il nostro gruppo che mi ha accolta da poco ma che mi ha fatta sentire subito a casa, resti sempre così e rifugga le divisioni! Un bacio a te e alla ciurma!

    • Condivido questi tuoi pensieri e li sento affini.
      Mi dispiace che non c’eri nelle foto, ma sono foto simboliche che ci rappresentano tutte. Tu, poi, sei sempre presente e partecipi empaticamente a tutto.
      Un abbraccio, un bacio e grazie per aver commentato! A dimostrazione di ciò che dicevo qui sopra. 😉

  2. purtroppo non sono riuscita a parteciapre al mamamcheblog e me ne dispiace enormemente … ma ringrazio voi blogger che con queste testimonianze e post e foto…. mi rendete partecipe di una cosa bellissima..
    complimenti a tutte…
    un abbraccio veronica

    • Grazie a te, Veronica. La presenza si sente anche quando non può essere fisica. Spero di poterti abbracciare l’anno prossimo!

      Un piccolo suggerimento da Salvatore Aranzulla, ve lo scrivo qui, per chi, come te, non è potuto partecipare al mammacheblog: tenete sempre presente i bisogni della gente per scrivere, che siano aiuti concreti come i suoi (nello specifico tecnologici) o che siano bisogni pratici, affettivi, empatici. E non pensate solo a scrivere nuovi post, aggiornate sempre anche i vecchi (senza cambiare il permalink).

      Un abbraccio
      Barbara

  3. Ciao barbara, anche io non c’ero al mamma che blog, ma l’ho perso per essere presente con mia figlia ad una cosa importante per lei, quindi tutto sommato va bene così!!!!!
    .. A parte lo strafogamendo di merendine che vi sietw fatte che un pò mi fa invidia..!!!!!! 😉 😉

    • Ahahah, l’anno prossimo ci strafoghiamo meglio ancora! 😉

      Per il mammacheblog recupereremo coi racconti, per gli abbracci ci saranno altre occasioni, mentre con tua figlia fare qualcosa insieme è sicuramente unico e irrinunciabile.

      A presto!! E grazie di avermi scritto. 🙂

  4. Bellissimo Barbara e commovente…la solidarietà femminile è davvero importante…tutto quello che hai scritto e’ giustissimo…
    Sono felice di averti conosciuta sei una grande mamma e donna…
    E’ stato un mamamcheblog stupendo a livello di emozioni e di gruppo…
    Un caro abbraccio <3
    Manu

  5. Barbara, un bel post! Al mammacheblog noi ci siamo incrociate velocemente senza riuscire a presentarci di persona. Peccato! Quante domande avrei voluto farti, sei una specie di mito per me con la tua famiglia così numerosa. Ci vediamo sul gruppo Facebook e nel frattempo ti mando un bacione.
    Ketty

    • Ketty, che peccato, c’era davvero troppo caos per riuscire a presentarci e parlare per bene. Anche io mi sarei fatta molto volentieri una una bella chiacchierata.
      Sono anche curiosa di sapere cosa mi avresti chiesto e, soprattutto, se sarei stata in grado di risponderti!
      Grazie per le tue parole affettuose… Smack!
      A presto
      Barbara

  6. Ecco che mi fai commuovere di nuovo! In un mondo dove tutti lottano per accaparrarsi un piccolo spazio ecco che arrivi tu col tuo sorriso e la tua ciurma che ricordi a tutti noi che l’importante è esserci, aiutarsi, stare vicine le une alle altre, anche seguendo filoni o avendo blog molto diversi. E quanto avrei voluto essere con voi, conoscervi tutte! L’anno prossimo non mancherò. Si fanno almeno due giorni e due notti però in camere singole, quadruple… Vero? Un grande abbraccio e grazie per il tuo entusiasmo! Parlerai ancora vero delle dritte di Aranzulla? O di altre cose che hai imparato? Sento che devo migliorare la comunicazione, forse scrivo troppo poco. Un bacio grande!

    • Valeria, grazie! Sei sempre un tesoro, la tua sensibilità è speciale.
      Come sai avrei tanto voluto vederti. L’anno prossimo cerchiamo di organizzare la famosa quadrupla, poi, se non dovessimo riuscire a vederci al MammaCheBlog…be’, c’è pur sempre Costa Rei!
      Volentieri parlerò ancora delle dritte di Aranzulla. Ha suggerito di cercare su google gli argomenti prima di scriverne, in modo da vedere, dai suggerimenti dei risultati che offre, se aggiustare il tiro per soddisfare i bisogni espressi dalle maggiori ricerche.
      Un bacio!

    • Grazie Marina, è un post che parla di noi e sono onorata che tu lo abbia scelto tra i tanti bei post usciti in occasione del MammacheBlog.
      Un abbraccio.
      Barbara

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