Tempo di esami

Non penso mai al passato come a dei tempi gloriosi, né dal punto di vista sociale né personale.
Come non penso mai che i ragazzi di un tempo fossero tanto diversi da quelli attuali.
Fatta questa premessa, ogni volta che vedo i miei figli che si preparano all’esame di terza media, penso che per me era stato più facile affrontarlo, perché ne avevo già fatti due…perfettamente inutili, che (per fortuna) non esistono più da anni: l’esame di seconda elementare e l’esame di quinta elementare.
La riforma che abolì l’esame di seconda elementare arrivò l’anno dopo che lo sostenni io, tanto che mio fratello, nato un anno dopo di me, non lo dovette fare.
Era un esame inutile, che ha però avuto il vantaggio di avvicinarmi all’idea degli esami con gradualità, in un periodo in cui l’ansia da prestazione era ancora lontana.
L’altro esame che non esiste più, ma è durato ancora per anni, dopo che lo feci io (rimase in vigore fino all’anno scolastico 2003-2004), è l’esame di quinta elementare.
Un tempo si trattava di un tema, un problema di matematica e una chiacchierata con gli insegnanti. Fattibile insomma, niente di più e niente di meno di quel che si faceva lungo tutto l’anno scolastico.
Poi è diventato più complesso, con tanto di ricerche e tesine che venivano spesso fatte dai genitori. Diamine, 10 anni è presto per gestire da soli una cosa del genere e, soprattutto, i genitori volevano un bel voto…sigh!
“La scuola la vorrei senza pagelle e con tante cordiali chiacchierate coi genitori, perché, alla fine, invece di una bella pagella, si abbia un bel ragazzo, cioè un ragazzo libero, sincero, migliore comunque.” (Mario Lodi)
Perfettamente d’accordo, come non amare Lodi e condividere, eppure gli esami ci toccano e ora il primo esame che si sostiene durante la carriera scolastica è quello di terza media, una prestazione non da poco per i giovani studenti.
Tra prove invalsi, prova di italiano, matematica, lingue (due) e infine la tesina per l’orale, la pressione è alta, per essere il primo esame della propria vita.
Per questo, e solo per questo, ripenso all’esame di quinta elementare come a un passo che ha avuto un minimo di utilità, anche se solo dal punto di vista psicologico e non scolastico.
Ovviamente la mia è solo un’opinione, neanche di grande rilevanza, diciamo una semplice osservazione sui miei figli, che non sapevano cosa si sarebbero trovati davanti, per poi dire tutti, a fine esame: “se avessi saputo che era così, sarei stato meno in ansia!”
Quello che invece costituisce da sempre uno spauracchio, tanto da poter diventare anche un incubo ricorrente di molti adulti, è l’esame di Maturità, o Esame di Stato.
Ecco…esame di Stato è la parola che esprime meglio la sua essenza, perché no, la Maturità di un ragazzo non si misura in questo frangente.
La scuola è dove si dovrebbe uscire tolleranti e rispettosi degli altri, non competitivi.
Ed i migliori insegnanti sono coloro che, oltre a trasmettere conoscenza e desiderio di imparare, toccano la sensibilità umana.
“Il programma di studi è materia prima così tanto necessaria, ma il calore è l’elemento vitale per la pianta che cresce e per l’anima del bambino.” (Carl Gustav Jung)
Ecco, lo sapevo…mi sono fatta prendere dall’argomento istruzione ed educazione, ma il succo di questo post pieno di digressioni (agli esami mi darebbero un votaccio per essere andata fuori tema) è che capisco molto bene l’ansia dei miei figli quando è tempo di esami.
Li capisco, li sostengo, li consolo e li incoraggio, ma sono felice di non doverli più fare io!
L’esame di terza media e l’esame di Maturità per me sono stati due grandissime delusioni.
Coraggio ragazzi: ha da passà ‘a nuttata!

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7 Comments

  1. Via: adesso per il prossimo esame di terza media avrete ancora molta acqua da far passare sotto i ponti. Rilassatevi!
    (P.S. : a quale facoltà si iscrive Riccardo?)

    • Ahah, hai ragione! Stella in realtà, è stata grande, si è gestita tutto da sola, solo una botta di ansia alla fine. Il dramma è stato più per Riccardo. Ah, questi uomini! 😉
      Penso che si iscriverà a informatica, ma non lo do per certo, è un ragazzo dalle mille passioni, vediamo quale prevarrà.

  2. La cultura, lo studio, l’impegno, la conoscenza, l’apprendimento, l’intelligenza, le passioni, gli interessi, sono importanti e fondamentali nella vita di ogni essere umano

  3. È certo che ragione. Vuoi mettere uno, come me, che amo la Storia, la cultura, lo studio, non abbia ragione su queste cose. Ho amato alla follia, in senso positivo, il periodo liceale. L’esame di maturità per me é stato un giochetto. Ora faccio l’università di Pavia. E anche l’Università mi piace. Poi una volta laureato diventerò finalmente professore di Storia.

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