Un figlio che è il Massimo

Ci sono figli caciaroni, che da quando nascono chiedono mille attenzioni, scatenati e rumorosi e ci sono figli riservati, che ti accompagnano ovunque chiedendo solo di stare sempre a contatto e si guardano intorno con occhi tondi e grandi fin da neonati.
Massimo è ancora così, compie 15 anni ed è un ragazzo riservato che scruta il mondo con occhi tondi e curiosi. Lui non fa rumore, ma non sottovalutatelo, osserva tutto e ci riflette.
Quando è nato non ha fatto clamore, era la quintessenza del cucciolo, morbido e paffuto, con una testa così grande e pesante, forse già di pensieri, che faticava a tenerla dritta. Ciucciava ciucciava ciucciava, cresceva di due chili al mese, stava in braccio o sul petto, osservava i fratelli giocare e poteva passarci le ore. Poi alzava le braccia e con le mani sbatteva le alucce per chiamarmi ed essere preso in braccio. Ho ancora fresca l’immagine di me che raccoglievo il basilico per il pesto con lui nel marsupio affinché non piangesse. Massimo adora il pesto, chissà che a contribuire in questa passione, non ci sia un po’ di questo ricordo anche in lui.
Ultimamente il fratellone di Massimo, Riccardo, non sta bene. Il medico mi chiama al telefono e passa quotidianamente. Il giorno prima del compleanno di Massimo, io e Riccardo abbiamo passato sei pesantissime ore in pronto soccorso (dalle 18 a mezzanotte). Sei ore che Ricky ha trascorso in barella, perché non riusciva neanche a stare seduto.
Riccardo ha la mononucleosi con interessamento epatico, lo abbiamo sospettato e avuto la conferma dopo le analisi in ospedale. Dei sintomi possibili non ne manca uno ed ha una spossatezza che ho visto solo in situazioni davvero critiche.
La diagnosi, in fondo, è un sollievo, ma Riccardo resta un sorvegliato speciale ed è costretto a rubare la scena al Massimo, nel suo giorno speciale.
Avremmo voluto festeggiare Max andando a fare un giro ai saldi, sfondandoci di hamburger e patatine e cercando un notebook nuovo per le mie attività in modo che lui e Stella (i due festeggiati di luglio a due giorni di distanza) potessero avere questo il mio attuale pc per i loro giochi con i nuovi controller comprati per il compleanno di Max.
Ovviamente il programma cambia, anzi non ne riusciamo proprio ad avere uno. Non posso allontanarmi, se non per procurarmi medicine e anche in casa non riesco a preparare niente per Massimo.
Ma lui è Massimo, IL Massimo, dentro di sé sicuramente freme, ma aspetta. Non lo dà a vedere, se non lo sapessi, o non lo immaginassi, sembrerebbe distratto, ma non lo è.
Aspetta il suo momento e il suo momento arriva, niente di sensazionale, senza fastosità, ma a lui va bene, in fondo rispecchia anche il suo carattere.
I regali li conosce e sa che erano in casa, c’era anche lui quando è arrivato il corriere che ha portato i due controller acquistati su internet. Non li impacchetto, il tempo per un po’ di festa è troppo prezioso per investirlo in impacchettamenti e spacchettamenti.
Ho anche un paio di cuffie, trovate al Lidl tempo fa. Non è una sorpresa, ma è qualcosa in più che fa sorridere.
Poi, nel tardo pomeriggio, appena Ricky si sente un po’ meglio grazie alle terapie, esco per fare una piccola sorpresa a Max…volo a procurarmi hamburger, patatine e gelato. Porto tutto casa, Max vede la sorpresa ed è subito festa.
Dopo cena Massimo mi si avvicina, mi sorride e sussurra “grazie per la sorpresa mamma!” poi mi dà un bacio sulla guancia.
Grazie a te, Massimo, mi hai inondata di regali per il tuo compleanno.
La scelta del tuo nome ha avuto un motivo ben preciso e non fai altro che confermarla.
Sei un figlio che è il Massimo, tesoro mio.

 

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4 Comments

  1. il loro silenzio è pieno di parole e i loro occhi sono sempre attenti anche quando sembrano altrove!!!!!! sono doni speciali e figli che sanno aspettare non sono facili da trovare!!!!!!
    veronica

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