Vedrai quando crescerà

Quando aspetti il primo figlio, gli avvertimenti cominciano appena resti incinta e proseguono per tutta la carriera di mamma, quindi per sempre.
Goditi la pancia. Vedrai quando sarà nato e non ti farà dormire…
Goditelo finché è un neonato, vedrai quando comincerà a gattonare…
Goditelo ora che ha un anno, vedrai la fase dei terrible two…
Goditelo ora che va all’asilo, vedrai quando ci saranno i compiti…
Goditelo finché va alle elementari, vedrai quando comincerà l’adolescenza…
Goditelo finché è a casa, vedrai quando andrà a vivere altrove per studiare…
Ecco, ci siamo.
Da tutte queste fasi ci sono passata più volte e me le sono godute, non pensando che sarebbero passare, ma semplicemente perché mi piacevano.
Ora però sto di nuovo per vivere una di queste tappe per la prima volta e come sempre è la primogenita a darmi questo privilegio.
Valeria è al secondo anno di Ingegneria, l’anno scorso ha fatto la pendolare Ivrea-Torino per studiare, quest’ anno si trasferisce a Torino, perché le lezioni sono diventate più impegnative e perché è giusto che cominci a vivere la sua vita anche da sola.
Come sempre è stato un passaggio naturale e graduale, motivo per cui gli spauracchi del “vedrai” mi hanno sempre fatto sorridere: non si è mai visto nessuno passare da un giorno all’altro da neonato a bambino e da adolescente a adulto, sarei cresciuta anche io con loro, perché averne paura?
Ciò non toglie che io sia molto emozionata, ma il bello di vivere una nuova tappa di crescita con un figlio adulto è che l’emozione è da entrambe le parti e questo crea complicità e comprensione reciproca.
Valeria ha cercato e trovato la camera, dopo mesi in cui teneva d’occhio tutte le bacheche possibili. È stata paziente e fortunata, ha trovato un appartamento composto da tre camere in affitto con un contratto in accordo col Comune di Torino.
L’appartamento è comodo rispetto alla metropolitana, le camere sono spaziose e la proprietaria è una cordialissima signora che ha deciso di affittare a studenti la casa che era appartenuta alla sua mamma.
Io e Valeria andiamo a vedere l’appartamento a fine agosto e ce ne innamoriamo. Ci sono due camere disponibili, una è già occupata da Martina, una ragazza ligure, studentessa di Psicologia.
Valeria sceglie senza esitazione la camera che dà sul cortile e non sul viale principale. Sarà più silenziosa, per studiare.
La stanza è piena di scatoloni chiusi, pronti per essere traslocati. La ragazza sarda che è stata in questa camera lascerà l’appartamento lo stesso giorno in cui, ad anno accademico iniziato, Valeria ne prenderà possesso.
Il giorno previsto per il trasloco arriva senza che ce ne accorgiamo e ci ritroviamo eccitate ed emozionate sulla mia auto piena di valigie.
Il programma è fitto: arrivo alla casa nuova, sistemazione delle valigie, la prima spesa al supermercato, l’abbonamento annuale ai mezzi pubblici torinesi. Il tutto da fare in tempo per tornare entro l’orario di uscita dei piccoli da scuola.
Partiamo subito dopo averli lasciati alle loro maestre, io e Valeria, io e la mia ragazza grande, io e la mia compagna di tante chiacchierate, risate, racconti e pensieri. Il viaggio vola, tanto siamo occupate a chiacchierare lungo l’autostrada soleggiata in questo caldo autunno.
Arriviamo e ci rendiamo conto di non aver fatto il video. Recuperiamo grazie al cellulare, non possiamo non raccogliere un ricordo visivo di questo momento.
Immagini ed emozioni si susseguono, inspiegabili e meravigliose.
È tutto sistemato. La casa è pronta, Valeria è pronta, io sono pronta.
Manca solo di conoscere le altre due ragazze che divideranno l’appartamento con Valeria.
Meravigliose anche loro.
Martina e Mariagrazia, grazie per essere entrate nella vita di Valeria e nella nostra.
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14 Comments

  1. noooo nn ce l’ho fatta al paragrafo…
    Valeria la mia ragazza grande,la mia primogenita…ecc ecc 🙁

    Un abbraccio a Valeria per questo passo importante…. e una alla tua mamma!!!

    • Grazie Maria!! Che emozioni forti…sì quel pezzo ha preso molto anche me mentre lo scrivevo. È tutto così intenso, meraviglioso e toccante insieme. Ti abbraccio

  2. Barbara del video….. quel “sono sola…”

    Noooooooooo una medicina per nn farli crescere.! una per noi pure ovviamente 🙂

    • Ahahah, sì, ero così concentrata, emozionata ed elettrizzata con Valeria, che mi sono resa conto che il passo era compiuto, solo quando mi sono ritrovata sola.
      Sono emozioni diverse con i figli grandi, ma comunque forti e meravigliose!
      Siamo sempre mamme e figli, in modo diverso ma uguale. Non so se rendo l’idea con questa frase assurda e apparentemente controsenso.

  3. i miei sono ancora piccolini, quindi leggo con emozione e grande curiosità questi post sui nostri ex-piccoli cresciuti…e no, nemmeno io ho sentito questa ansia del “dopo, vedrai…”. Al massimo ho trovato che ci fosse una sorta di altalena, a fasi calanti e crescenti come la luna. In alcune mi sono trovata io più a mio agio e in altre più in difficoltà. Ma fanno tutte crescere come famiglia e parte integrante dell’essere mamma. E’ bello leggere una volta tanto una mamma che trasmette l’idea del distacco con serenità ed entusiasmo, oltre che con malinconia, quindi…GRAZIE Barbara!!

    • Wow, grazie a te! “Serenità, entusiasmo e malinconia” hai detto benissimo, è esattamente ciò che provo.
      Hai ragione sai, c’è una sorta di altalena in quelle fasi, in alcune ci si trova a proprio agio e in altre più in difficoltà, ma, anche per questo, sono momenti sempre importanti e memorabili.
      Un abbraccio a te, Sabina!

    • Neanche io, Filippo, ho mai fatto la melodrammatica per questo, al massimo ci scherzo un po’ su. 😉
      Sono felice e fiera di mia figlia e tutto questo è una grande emozione anche per me.

  4. Bisogna lasciare crescere i figli, in modo che possono essere indipendenti e realizzare i loro sogni e obiettivi. Questo non significa che l’amore per proprio genitori deve essere dimenticato.
    Io lo ritengo importante.

  5. Pingback: Top of the Post - 30.11.2015 - Un mese che se ne va - The Swinging Mom

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