Vigilia di Natale in ospedale e augurio

Non c’è due senza tre
Le disgrazie non vengono mai sole
Piove sempre sul bagnato

Sono modi di dire che mi fanno sorridere.

Poi ci sono quei periodi della vita che invece sembrano dar ragione ai proverbi, ma io non li vivo così.

Le cose accadono, le persone crescono, cambiano o restano ferme, gli eventi previsti si alternano agli imprevedibili, la vita succede e prosegue.

In tutto ciò può capitare di voler dire “basta!” o di chiedersi quante ancora se ne debbano passare.

Generalmente mi fermo un attimo prima di finire nel vortice di questi pensieri, pena la perdita dell’energia per affrontare la situazione.

L’anno avanza e arrivano le vacanze di Natale, a volte con la sensazione di essere allo stremo.

Il 22 dicembre quest’anno è l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale.
Elena si sveglia con un attacco di PFAPA.

Ormai ne riconosco i sintomi prima che esploda.
A colazione le do “l’acqua magica (un po’ d’acqua con un milligrammo di cortisone).
Allerto le maestre e la lascio lo stesso a scuola, per non farle perdere l’ultimo giorno. Elena ci tiene.

La giornata scorre senza telefonate da scuola, il pomeriggio prosegue tra spese natalizie e recupero dei figli grandi da Torino.
La sera un fatto inaspettato: Elena sul tappeto, gioca e chiacchiera con Nicola e Valeria, improvvisamente si sdraia e perde conoscenza.

Si riprende al terzo richiamo di Valeria, mentre corro da loro.
Elena non ricorda niente, ma dice di essere molto stanca.

La porto a dormire e resto in osservazione. La notte scorre tranquilla.

A volte si arriva al 23 dicembre che sembra di strisciare sui gomiti e si pensa con nostalgia a quando il dover pensare agli ultimi regali in extremis sembrava un evento stressante.

Mi trovo più o meno in questa situazione e in questi casi evito di fare considerazioni autolesionistiche, ho bisogno di restare integra.

È un giorno pieno e triste, ricorre un anniversario doloroso.
Ci sono momenti in cui il dolore è particolarmente lancinante, altre meno.
Oggi strazia, ma non me lo posso permettere. Congelo il cuore e i pensieri e proseguo.

Chiamo il pediatra.

È una boccata di ossigeno e di ansia parlare con lui. Mi suggerisce di portarla al pronto soccorso l’indomani.

Pensare positivo è un esercizio che non sempre mi riesce, ma pensare negativo fa ancor meno per me.

La mia reazione generalmente è il sorriso e l’azione. Non sono reazioni ragionate, sono istintive.

È la vigilia di Natale ed Elena ed io la passiamo in ospedale, tra visite, elettrocardiogramma ed un prelievo di sangue affrontato con coraggio dalla topolina, ma pur sempre pesante. Le vene dei bambini sono piccole, il sangue esce piano piano.

Tra lacrime e bolle di sapone, Elena non perde mai il contatto con la realtà e lo sguardo su di me.

Piccola e grande sei, bambina mia. Tu che ricordi i tuoi ricoveri con affetto, sei speciale.

Il 23 dicembre di sette anni fa era il primo anniversario del mio strappo al cuore, ma lo stesso giorno ho capito di essere incinta di te.

Mia bimba arcobaleno, a questo voglio pensare, al giorno della consapevolezza di averti con me.

Buon Natale!

Portami nel 2018 con fiducia.

Andrà tutto bene!

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6 Comments

    • Tesoro che sei che pensi a tutte e due. Elena ora sta bene, per ora i controlli sono a posto, faremo ancora una visita neurologica per sicurezza, se no archiviamo l’evento, sperando che non ricapiti.
      Un abbraccio natalizio a te! ❤️

  1. Certamente i medici sanno il fatto loro e se i controlli sono ok, è tutto a posto, ma quando a star male sono i cuccioli… è sempre un’avventura! Allora un augurio speciale di Buon anno a tutti, ma ancora più speciale per Elena e mamma, che hanno superato insieme anche quest’avventura!

  2. sarà stata la tanta gioia nell’aspettare Babbo Natale. Speriamo davvero non capiti più, sono cose che fanno spaventare, immagino Valeria che paura abbia preso.
    Un caro abbraccio e Buone Feste 🙂

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